Resi pubblici da poche ore tutti i nomi dei candidati che sono nelle quattro liste formate a fatica (come molti testimoniano) a supporto di Esposito che ha amministrato Sant’Anastasia dal 2010 a fine 2013 fino all’arresto. Poi negli ultimi sei anni ed è in politica da ben più di mezzo secolo. Esposito ha messo dentro, tra altri, coloro che aveva assunto nel suo staff e chi era entrato grazie all’articolo 110 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL – D.Lgs. 267/2000) con lo stesso tempo determinato collegato al mandato fiduciario. Ci troviamo un’ausiliaria del traffico, alcuni nomi “pescati” dal servizio civile già reso presso il comune. Ma c’è anche la dirigente scolastica Angela De Falco che a Sant’Anastasia, nel suo ruolo svolto in questi anni, ha avuto accesso a dati sensibili ed informazioni riservate di centinaia di famiglie che avevano o hanno alunni presso le scuole da lei gestite. E poi la “gestione” di docenti, di personale non docente che avrebbero voluto volentieri stare fuori dall’occhio di un ciclone che inevitabilmente toccherà tutti i candidati di questa campagna elettorale. Tutto legale, per carità. Eppure… . Ecco qualche dato.
C’è chi, primo tra questi proprio colui che ha amministrato Sant’Anastasia in questi anni almeno fino a prossime ed imminenti elezioni, tutte le volte che ha potuto, per gridare al losco, ha definito “cartelli” i raggruppamenti politici a lui ostili. Non aspettandosi Esposito che l’unico “cartello” definito davvero tale a cui ora moltissimi anastasiani (che sono fuori cartello) guardano con imbarazzo è proprio quello costruito da lui in questi anni durante i quali Esposito. Si tratta di una cerchia eterogenea (diventata per fortuna negli anni molto meno folta nonostante qualche recente new entry) alla cui sommità almeno dal 2010 (l’anno in cui è iniziata la cappa sopra la città che Esposito ha costruito) e ancora di più dal 2013 quando lui è stato arrestato per aver chiesto tangenti, c’è l’imprenditore di supermercati, Michele Piccolo, che con Esposito ha costruito un legame fatto sempre più di interessi reciproci, di protezione ed ascolto per le loro reciproche necessità personali. Si leggono sotto questa lente di sospetti i terreni di Piccolo diventati, tra un PUC e l’altro, da agricoli a commerciali, le case abusive di Piccolo di fronte al suo primo supermercato acquisite prima a patrimonio comunale perché appunto abusive e poi restituite a Piccolo negli anni in cui a capo dell’amministrazione c’era e c’è stato proprio Esposito. Restituzioni certamente supportate da dispositivi di legge fatti valere a favore del proprietario, in ogni caso e quantomeno, permeate dal forte sospetto di favoritismo che potrebbe aver guidato manine e decisioni in cambio di altri favori. Come quello fatto a Natale scorso con i buoni spesa dati ai cittadini anastasiani con soldi pubblici che però potevano essere spesi solo da Piccolo per volere dell’amministrazione e di Esposito con un grave danno fatto a tutte le piccole botteghe di Sant’Anastasia che proprio a Natale avrebbero potuto vendere di più e trarre un qualche vantaggio da quei poco meno di 150mila euro messi a disposizione dal Comune per aiutare a fare la spesa delle famiglie in difficoltà che però potevano spendere solo da Piccolo. Più di recente un reel pagato con soldi pubblici ha mostrato Esposito soddisfatto e sorridente davanti allo stesso supermercato di Piccolo che è alla Starza annunciare l’inizio dei lavori e, poco dopo, con un secondo reel ed il supporto di un drone dire che quei lavori iniziati proprio davanti ai terreni di Piccolo diventati per volere di Esposito da agricoli a commerciali si stanno facendo e anche velocemente. Lavori pagati con soldi pubblici affinché la strada che sta davanti ai terreni di Piccolo pur essendo già larga possa essere allargata e resa più bella come sta accadendo in attesa della costruzione futura di chissà cosa essendo intanto entrati quei terreni in tema ZES (Zona Economica Speciale).
Una frequentazione quella tra Piccolo ed Esposito molto fruttuosa e soprattutto molto fitta tanto che ha reso i due, persino nell’outfit, quasi identici e fatto scambiare da qualche ora sul manifesto elettorale la foto di uno per la foto dell’altro. Così anche per queste prossime ed imminenti elezioni l’asse Esposito/Piccolo ha fatto faville, sodalizi e procurato diverse candidature per fare le quattro liste che hanno nomi e cognomi appartenenti, direbbe lo stesso Esposito di altri, allo stesso identico cartello elettorale. Va letta così anche, ma non solo, la candidatura che sta animando il mondo della scuola della dirigente Angela De Falco a cui Piccolo ha finanziato molte iniziative in questi anni e preso sotto la sua “ala protettiva” tanto da far inimicare la dirigente al resto del mondo della scuola. Una candidatura, certo, resa possibile per legge per cui nulla di illegale contiene ma vista quantomeno inopportuna considerato che Esposito è stato condannato per avere chiesto tangenti e la condanna è diventata definitiva in Cassazione sei anni fa che ha tuttavia consentito ad Esposito di fare il sindaco e di ricandidarsi ora solo perché quella condanna è inferiore ai due anni. Ci si domanda che cosa andrà a dire la solerte dirigente che si sente così in gamba e ligia ai suoi alunni e ai suoi insegnanti, terminate le elezioni, quando ricominceranno le lezioni e vorrà parlare, come spesso ama fare, invitando a modello proprio il “suo” sindaco Esposito, di legalità, condotta di vita esemplare e rispetto delle istituzioni pubbliche?
Intanto il duo Piccolo/Esposito si è rimesso in moto, come nelle passate elezioni, non solo per individuare candidature ma anche per fare campagna elettorale data la disponibilità economica dell’imprenditore partito dalla Starza e l’abilità a muoversi del politico. Filantropo e magnanimo verso l’esterno poiché attento a finanziare la politica più vicina a lui ma anche gli avversari per tenerli in legame, Piccolo non usa la stessa generosità, garbo e filantropia con i suoi 1.600 e più lavoratori sottoposti a turni di certo ben più lunghi delle ore scritte sul contratto con assenza totale dei sindacati nella sua azienda ai quali è dato tutelare per davvero i lavoratori da ogni sopruso e illegalità. Un particolare di cui tutti sanno ma tutti puntualmente fanno finta di non sapere perché, di fatto, serve e molto far finta di non sapere. Anzi. Esposito è colui che ha saputo con zelo, interesse personale e strategia coltivare il legame con puntualità svizzera pubblicando encomi a favore di Piccolo, partecipando a riunioni, recandosi in diversi giorni della settimana presso di lui a confrontarsi sulla vita e sul mondo, facendosi foto con sorrisi all’apertura di tutti i suoi nuovi punti vendita (come l’ultimo di Nola al Vulcano Buono) e a molto altro. Dinamiche private di un legame umano ma con risvolti e riverberi che coinvolgono i loro ruoli di politico e di imprenditore.
A scorrere le quattro liste, si vede che il supporto ad Esposito è venuto, oltre che da Piccolo e dalla De Falco che a Piccolo è legata, anche da chi ha avuto, proprio grazie ad Esposito nel suo ruolo di sindaco in questi anni contratti, incarichi e tanta considerazione e favoritismo di cui la politica troppe volte vive. Si leggono nomi di coloro che sono stati nello staff che puntualmente per candidarsi con lui terminano il rapporto di lavoro che non potrebbero avere se lavorano nell’Ente pubblico a tempo determinato poiché nominati di fiducia nello staff della stessa persona per cui si candidano. Si legge così di una ausiliare del traffico, di persone che hanno fatto il servizio civile presso il Comune di Sant’Anastasia in questi anni, di chi ha visto in famiglia l’assunzione di qualcuno tra i familiari. Tutto legale eppure tutto in odor di sudditanza, almeno. Fanno da sponda ed argine alcuni nomi di persone perbene che nulla c’entrano con il cartello Esposito/Piccolo che pure si sono candidati nelle sue liste su scelta libera (auspichiamo) non volendo loro per ragioni (che di certo non possiamo né vogliamo giudicare) considerare la condanna del candidato sindaco che supportano come quella grave “questione morale” che pesa sulla città e condiziona per intero la politica da decenni. La stessa di cui, paradossalmente, Esposito tratta come argomento principale del suo stile politico denigratorio per avere un vantaggio sugli altri ad ogni tornata.
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Sopra ogni nome, trama, iniziativa, post, discorso pubblico ed ogni candidatura legata ad Esposito resta la questione “morale” da lui tanto sbandierata (a sproposito) di cui ancora parla e scrive come della necessità di dover moralizzare il paese che lui “occupa” e gestisce da anni non avvertendo minimamente la contraddizione di essere al contempo lui stesso nel posto sbagliato poiché condannato per aver chiesto tangenti da sindaco e per questo mai sentito l’obbligo morale di chiedere scusa e farsi da parte. Al contrario. Anche in questa campagna elettorale Esposito sta ripetendo lo stesso identico copione accusando gli avversari di cose losche, di regie occulte, di burattini e burattinai, di registri ed interpreti. Parla di loro come di “cartelli”, di losche persone. E così farà nelle prossime settimane come ha sempre fatto in questi anni. Perché accusare per primo gli altri di cose fatte da se stesso non lascia vantaggio all’avversario se sei prima tu ad accusare. Perché perdere il potere significa non avere più un “cartello” elettorale. Perché la verità per molti è una giostra che si può far girare a proprio piacimento in un verso o nell’altro ignorando la realtà evidente ed il proprio vissuto. Ma la città questa volta resisterà a qualsiasi prestigiatore e, c’è da scommette, non si farà incantare nuovamente.
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