Il 31 luglio scorso dalla pagina social ed ufficiale di Flip – Festival della Letteratura Indipendente Pomigliano d’Arco leggiamo quello che non avremmo mai voluto leggere. Di una imposizione ad opera dell’amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco e del suo sindaco Lello Russo. Non nuovo ad azioni e pugni di forza con chi non pensa e dice come pensa e dice lui. Eppure questa volta il limite è andato molto oltre la decenza. Il diktat era cancellare il nome e l’apporto di Maria Carmela Polisi che ho conosciuto di persona ed ammirato per passione, garbo, idee e coraggio di mostrarle. Ecco i punti salienti di una vicenda torbida nella quale a fare la parte da gigante è Flip e chi lo ha creato. Che non si sono piegati al diktat. Che hanno rinunciato ad ogni tipo di sostegno e di patrocinio in nome e per amore di libertà. Perché Flip si farà lo stesso a settembre e si farà a Casalnuovo di Napoli e non più nel posto in cui era nato e che porta(va) nel nome. Ad uscirne miseramente invece è il sindaco di Pomigliano e la sua amministrazione che hanno tentato di imporre la loro volontà e tracotanza ma sono stati sonoramente bocciati.
di francesco de rosa
Venerdì 31 luglio. Sono le 15,42 quando dalla sua pagina social, Flip, il Festival della Letteratura Indipendente nato a Pomigliano d’Arco negli anni passati, pubblicano questa nota. “Ci è stato imposto un aut aut: cancellare dal programma del FLIP un nome oppure rinunciare a fondi, spazi e festival a Pomigliano d’Arco. E noi diciamo no. Un’associazione culturale non è una casella da riempire a uso di chi governa. E un festival della letteratura non si costruisce obbedendo. Chi pretende di condizionarne le scelte dovrebbe avere almeno il coraggio di farlo a viso aperto. In una sede istituzionale. Davanti alla città. Non con una telefonata, lontano da ogni confronto pubblico, come si fa con quelle azioni che non si ha il coraggio di compiere alla luce del sole. Non un sindaco, non una telefonata, non la minaccia di togliere fondi e spazi possono decidere del FLIP, ma soltanto l’associazione e gli organi statutari che gli hanno dato vita. Alla base di queste pressioni c’è un’ostilità personale contro chi appartiene da sempre, con pieno merito, alla comunità del FLIP. Il sindaco ha scelto di farne il bersaglio di un accanimento estraneo al festival, le cui conseguenze ricadono però sull’associazione e sulla città. È così che un’ostilità individuale diventa un problema collettivo: quando entra nelle decisioni pubbliche e mette a rischio un’associazione e un festival. E noi non obbediremo. Ai nostri incontri arrivano ragazze e ragazzi ai quali parliamo di libertà, responsabilità e coraggio. Viene il momento in cui quelle parole devono diventare una scelta. Altrimenti restano parole. Il FLIP appartiene alla comunità che negli anni lo ha fatto crescere: a chi lo ama, a chi legge, a chi scrive, a chi partecipa agli incontri e aspetta ogni nuova edizione. Per questo si farà. Non a Pomigliano d’Arco. Si farà a Casalnuovo di Napoli, dove abbiamo trovato spazio e rispetto. Ringraziamo il sindaco Giovanni Nappi, l’assessore Pasquale Imperato e il consigliere Mario Visone per averci aperto le porte, rispettando la nostra libertà. Il FLIP non va via da Pomigliano perché ha perso. Va via perché non si è piegato”.
Non faceva il nome la nota di Flip ma il nome era noto a tutti quelli bene informati. Lello Russo, sindaco di Pomigliano d’Arco e la sua amministrazione volevano cacciare dal Festival Maria Carmela Polisi che al Parco pubblico di Pomigliano ha la sua libreria “Mio nonno è Michelangelo” dedicata ai più piccoli che tanto ha fatto in questi anni animando percorsi di lettura e tanto altro in collaborazione con tante scuole. Ho conosciuto Maria Carmela Polisi e potuto ammirare la sua passione civile, il suo antifascismo, il suo amore per la cultura, i libri, i bambini. Immaginare che si possa con un tratto d’arroganza cancellare una persona da un Festival a cui Maria Carmela, in questi anni, ha dato il suo grande apporto era da sconsiderati, ingenui, corrotti spiriti d’arroganza. Uno stile noto, per molte analogie (clima d’odio, di livori, di comunità frantumata) anche ai cittadini di Sant’Anastasia hanno conosciuto molto bene negli ultimi sei anni e che, per fortuna, alle recenti elezioni hanno spedito a casa.
La liberazione di Pomigliano è solo questione di tempo ma arriverà anche lì. A Maria Carmela Polisi va tutta la mia vicinanza, la solidarietà, la stima. All’Associazione che detiene il progetto del Flip, il Festival della Letteratura Indipendente tutto il mio apprezzamento e la stima sincera. Non si sono piegati alla tracotanza del potente di turno, si sono ribellati, hanno trovato nel breve tempo la soluzione per fare in modo che a settembre Flip si potesse fare nella città di Casalnuovo di Napoli. Lontano, almeno quest’anno, dal peggior potere umbratile ed assurdo che Pomigliano d’Arco abbia mai avuto nel corso della sua storia.



































