L’ultimo video “rampante” da via Canonico Marciano di chi non vuole perdere le prossime elezioni comunali e, anzi, vuole conquistare molti voti con i soldi pubblici posando tanto più asfalto, aprendo tanti cantieri e diffondendo veleno al petrolio nero contro i nemici dice che “farà il sindaco fino all’ultimo giorno” volendo contravvenire, lui, alle “sciocchezze” che, sentenzia, si leggono sui social. In realtà chi si appella alla “ordinaria” amministrazione non dice affatto sciocchezze. C’è un limite previsto dall’articolo 38, comma 5 TUEL del D.Lgs. 267/2000 nel Testo Unico degli Enti Locali e stabilisce che i consigli comunali restano in carica fino all’elezione dei nuovi. Ma anche che dopo l’indizione dei comizi elettorali, la loro attività è limitata all’adozione degli atti urgenti e improrogabili, inclusi solitamente il rendiconto di gestione, per evitare contenziosi e garantire la neutralità amministrativa.
Si avvicinano le elezioni amministrative e per i Comuni chiamati al voto assume rilievo nell’attività dei consigli comunali fare attenzione al rispetto dell’art. 38, comma 5 TUEL. L’art. 38, comma 5, del TUEL prevede che “I consigli durano in carica sino all’elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili”. Nell’imminenza delle elezioni amministrative per i Comuni (tra cui Sant’Anastasia) chiamati al voto assume quindi rilievo nell’attività dei consigli comunali quel fare attenzione al rispetto della norma citata, che non impedisce di certo, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali di deliberare, ma consente di farlo esclusivamente con riferimento agli atti urgenti e non prorogabili.
E nonostante una delle questioni controverse che riguardano la norma sia sempre stata quella di individuare “l’estensione da riconoscere alla nozione di “atti urgenti ed improrogabili”, anche al fine di evitare eventuali contenziosi in sede giurisdizionale, ed a chi competa la valutazione circa la loro sussistenza” (circolare del Ministero dell’Interno del 7 dicembre 2006).
Il Consiglio di Stato ha da tempo chiarito che “i limiti alla potestà deliberativa del consiglio comunale durante la campagna elettorale per il rinnovo dei componenti del predetto organo stabiliti dall’art. 38, comma 5, del d.lgs. n. 267/2000, trovano la loro ragion d’essere nell’esigenza di prevenire ogni interferenza dell’organo in carica con il libero svolgimento della competizione elettorale. La scelta degli elettori potrebbe, invero, restare condizionata da scelte di particolare rilievo politico nell’imminenza delle votazioni che, in alcuni casi, potrebbero per di più provenire da soggetti che a loro volta rivestano la qualità di candidati al rinnovo dell’organo” (Consiglio di Stato, Sez. I, 15 ottobre 2003, n. 2955). Se poi tra questi vi è addirittura chi si ricandida a sindaco e dimostra, nei vari video propotional, di non conoscere affatto la norma c’è da restare ancora più preoccupati.
Altra precisazione fatta di recente dal Consiglio di Stato attiene al fatto che “i limiti posti dalla disposizione non hanno riguardo alla materia bensì all’attività dell’“organo consiglio comunale”; del resto, ove la disposizione dell’art. 38 comma 2 TUEL si riferisse alla giunta si determinerebbe una paralisi dell’attività amministrativa degli Enti locali nel periodo pre-elettorale” (Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza n. 11347 del 29 dicembre 2023; nello stesso senso sentenza n. 10487 del 4 dicembre 2023). La paraisi dunque non deve esserci ma non deve nemmeno esserci quel “superattivismo” che chi è in carica e si è candidato usa per condizionare la campagna elettorale a proprio vantaggio.
Ma la ratio del divieto è chiara e solo chi è accecato non vuole capirla o, forse, nemmeno la conosce. La previsione del comma 5 del citato art. 38 TUEL si propone:
- da un lato, di scongiurare la captatio benevolentiae che potrebbe orientare la condotta dei componenti dell’organo elettivo nell’imminenza delle operazioni di rinnovo del medesimo e mira,
- dall’altro lato, a riservare alla nuova assemblea, espressione attuale della volontà popolare, le scelte e le decisioni riguardanti i futuri assetti dell’ente.
Per tali ragioni, in questo periodo di transizione, l’organo consiliare può approvare solo gli atti essenziali ed indifferibili, imposti dalla necessaria continuità dell’azione amministrativa, e cioè gli atti in relazione ai quali è previsto un termine perentorio e decadenziale, o in relazione ai quali emerge una scadenza decorsa la quale essi divengono inutili o scarsamente utili rispetto alla funzione per cui devono essere formati, o in relazione ai quali si impone comunque la necessità di evitare inerzie, fonte di conseguenze significativamente pregiudizievoli per l’interesse pubblico perseguito (così TAR Emilia Romagna, sentenza n.314 del 21 marzo 2014).
Secondo il Consiglio di Stato, la limitazione delle potestà consiliari trova la sua ratio nella necessità di prevenire che, nelle more delle elezioni amministrative, il Consiglio comunale uscente condizioni il corpo elettorale attraverso l’adozione di atti allo stesso favorevoli, anziché salvaguardare il più generale interesse pubblico; inoltre, la disposizione citata ha anche la finalità di riservare al nuovo organo elettivo – in quanto espressione attuale della volontà popolare – le scelte e le decisioni riguardanti i futuri assetti dell’ente (Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza n. 5766 del 2021).
Anche secondo il Ministero dell’Interno la previsione legislativa in esame trae la propria ratio ispiratrice dalla necessità di evitare che il Consiglio comunale possa condizionare la formazione della volontà degli elettori adottando atti aventi natura cosiddetta “propagandistica”, tali da alterare la par condicio tra le forze politiche che partecipano alle elezioni amministrative (parere Min. Interno del 19 Luglio 2018).
C’è da scommettere che nonostante questo riferimento in articolo non ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire. E che, quindi, nelle prossime settimane chi amministra Sant’Anastasia sarà superattivo nel farsi “vedere” su cantieri, in biblioteche, in chiese, in strada a fare propaganda. Molto di più di quello che ha fatto in questi sei anni di amministrazione mediocre. Il potere a loro piace molto perché porta vantaggi economici in tanti modi e non hanno nessuna voglia di lasciarlo nelle mani di altri. Anzi stanno cercando di allargare il “cartello elettorale” e di agganciare ogni persona e luogo per allargare il cerchio degli amici vero o falsi che siano portando dentro di tutto e di più. Intanto la foto di copertina, più adatta che mai, è dell’ottimo Ciro Colombrino che ringraziamo.


































