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  • La porcata dei buoni spesa di Natale a Sant’Anastasia
  • politica

La porcata dei buoni spesa di Natale a Sant’Anastasia

in redazione 18 Dicembre 2025

A questo punto chi si chiedeva che cosa lega di così speciale a Sant’Anastasia colui che guida questa pessima amministrazione comunale all’imprenditore Piccolo ha altro ancora su cui meditare. Qualche quesito per esempio. Quale rapporto speciale e totalizzante mette assieme dal 2010 almeno e poi nel 2013 e alle scorse elezioni di cinque anni fa i due anastasiani che vestono così tanto uguale da sembrare gemelli e persino lo stesso colore? Una vera amicizia disinteressata? Una magnifica filantropia? Una reciproca convenienza? I bene informati hanno materiale a non finire su cui riflettere cercando di documentare e contornare un rapporto che travalica di gran lunga la sfera privata perché mette in gioco e produce, non solo a Natale, atti pubblici, scelte politiche, scelte urbanistiche e anche i soldi di tutti. Già. Come quelli che il sempre attento Ciro Colombrino sulla sua Sant’Anastasia Oggi (e anche altri dai loro account social) mette in rilievo. Evidenziando, di fatto, ciò che noi definiamo senza diplomazia l’ennesima porcata arrivata questa volta a Natale. Perché sarà pur vero che se tu dai una cosa a me io poi do una cosa a te e così nello scambio reciproco andiamo bene entrambi. O perché, diranno, che c’è un imprenditore a Sant’Anastasia che essendo così filantropo merita più di altri che devono arrangiarsi per fare fatturato allora facciamolo. Giacché dei soldi pubblici il peggior amministratore ne fa quello che vuole e con chi vuole. Ecco i fatti che, con infinita ragione e dovizia di particolari, denuncia Ciro Colombrino…


“A NATALE SPENDI NEL TUO PAESE “

«L’ anno scorso (Natale 2024) – scrive su “Sant’Anastasia Oggi” Ciro Colombrino – il Comune aveva creato un “Elenco Aperto” di esercenti. I cittadini potevano spendere i buoni in diversi negozi del paese, tra cui: ​Alimentari B&G (Via Donizetti); ​I.A.S. Ind. Alim. Sdino (Via Antonio D’Auria); ​Mavi srls ​…e altri piccoli commercianti locali.

​Nel 2025, invece, il Comune ha cambiato rotta: ha approvato la graduatoria stabilendo che il buono da 100€ deve essere ritirato e speso esclusivamente presso i punti vendita dei Supermercati PICCOLO. ​Perché è un controsenso rispetto al “Natale Anastasiano”? ​È paradossale che, mentre l’Amministrazione promuove il commercio locale con lo slogan “spendi nel tuo paese”, poi indirizzi migliaia di euro verso un unico grande operatore economico.

​Chi ci perde: Il piccolo macellaio, il panificio di quartiere o la bottega storica che l’anno scorso potevano accettare i buoni e che quest’anno sono stati tagliati fuori.

Il tutto è legale, se il Comune ha fatto un “affidamento diretto, consentito sotto i 140.000€, ma a noi oggi non interessa questo, a noi interessa che è una dinamica molto discutibile, perché danneggia il piccolo commerciante e la microeconomia, che, essendo la linfa di una comunità si perde, solo per dubbie e fumose scelte politiche”.

E così, detto fatto, il bel gesto natalizio del peggior amministratore locale al suo amico imprenditore emana profumo di stucco e coppale. Marcio come i peggiori rapporti interessati. Decisioni che se prese alla luce del sole ed maniera spurata hanno la copertura della legalità, come sottolineava Ciro Colombrino, ma nessun senso e giustizia politica perché sono soldi pubblici spesi in maniera assai dubbia da chi invitava con un manifesto pubblico ripetuto da anni sempre lo stesso anche nella grafica che occorre spendere nel proprio paese e magari presso lo stesso imprenditore amico.

L’altro rilievo non meno grave arriva da un account social di un altro attento anastasiano. «Dare 100 euro a chi ha bisogno – scrive Franco Abete – è una buona idea. Dare l’elenco delle persone indigenti ad un privato (lo staff del supermercato Piccolo) una pessima idea. Praticamente questo elenco gira e gira, in che mani finirà? Immaginate in campagna elettorale. E comunque i beneficiari di buoni spesa o carte sociali sono individuati sulla base di ISEE basso o comunque di “stato di bisogno”, che è informazione idonea a rivelare una condizione di vulnerabilità economico‑sociale, quindi merita particolare tutela».

Qualcuno ricorda quando allo stesso imprenditore furono dati i nomi, i cognomi e gli indirizzi di tutte le famiglie anastasiane che si videro spedite a casa l’omaggio di un dolce fatto a brand in occasione di un’altra ricorrenza. A Natale e Pasqua siamo tutti più buoni e più piccoli. Perché l’imprenditore può e il suo amico politico pure che gli fornisce gli indirizzi e i nomi di tutti come se nulla fosse.

Trova conferma così il quesito di chi da cronista libero o cittadino che non teme poteri forti continua a chiedersi è questo il caso di chi fa, può fare o ha fatto del voto di scambio o di molto altro uno stile politico e d’impresa? Il primo che trova risposte e soprattutto prove documentali ci scriva pure.


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Tags: Ciro Colombrino Natale

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