Si è sempre detto che chi predica non pratica. E così è anche per tanti politici, amministratori, onorevoli deputati, assessori, sindaci, cordate di partito e di lobby. Tu li vedi in foto con imprenditori che hanno fatto della illegalità il loro business più remunerativo. Definiti da loro “orgoglio paesano” ovviamente perché pagano poi bene quel pubblico elogio. O perché la realtà, in fondo, può essere anche il suo contrario, il bianco può essere nero e chi ruba si può definire ed esser definito eroe di etica e di morale premiando persino le Forze dell’Ordine. O facendo esibire nel proprio circo mediatico addirittura l’Esercito come se i giovani soldati fossero i propri gladiatori nel circo del proprio potere politico, economico ed illegale che dà vantaggio a tutti i presenti affiliati in cordata da quando la politica (di destra e di sinistra, locale o nazionale) ama per sua natura fare cordate. Sono propri questi quei peggiori amministratori che puoi leggere con temerari commenti sotto post all’acqua pazza. Condannare persino icone di legalità riconosciute a livello internazionale che oggi sono sotto scorta, colpevoli, secondo il metro personale dei peggiori politici locali, di chi sa quali reati da loro identificati visto che proprio loro sono veri maestri in reati mai puniti. Invitano a votare “SI” al prossimo referendum ovviamente per dare una lezione ai giudici perché i giudici, talvolta, condannano anche i delinquenti e i tangentisti. Li senti parlare di legalità nelle chiese, nelle scuole, sui social e ai più piccoli. Vorrebbero rappresentare la comunità di cui le loro azioni sono la vergogna assoluta ed il marcio da mettere all’angolo.
Parlano di giustizia, trasparenza, condannano gli ex che sono stati condannati ma poi quando si tratta di rendere pubbliche le loro diverse vicende giudiziarie e, soprattutto, le loro sentenze di condanna definitiva, mentre cercavano mazzette ad imprenditori, si guardano bene dal farlo. Al contrario. Costoro continuano a dire che sono innocenti e, persino, immacolati. E c’è pure chi ancora ci crede. Roba da film di Totò che era maestro di risate e voleva vendere la fontana di Trevi a qualche turista americano malcapitato. Sono questi i politici di carriere locali capaci di arrivare, persino, a diffondere la migliore vulgata sui loro crimini. Vulgata uscita (e registrata) dalla bocca dei loro amici (finanziatori) più fidati che fanno gli imprenditori al top della illegalità. Amici pronti a dire nell’ira di qualche momento che ha fatto bene “chi ha rubato ai ricchi anche se con le tangenti”. Ha fatto, invece, molto male “quella chiavica che ha rubato ai poveri” (queste le parole testuali) con la stessa formula segreta delle mazzette che anche loro, amici e fidati imprenditori capaci di distinguere i ricchi dai poveri, danno tuttora ai loro politici preferiti che hanno rubato ai ricchi. Si tratta di un mix malefico che unisce assieme parte della peggiore politica e della società civile, taluni uomini e donne che sono nelle istituzioni a personaggi loschi posti ad ogni livello, gruppi ed imprese legati assieme da un proprio tornaconto personale, da un proprio esclusivo interesse, dal tentativo di annientare i nemici e tutti coloro che sanno troppe cose e non stanno zitti né stanno buoni nel coro. Non cercano legalità né alcuna verità ma solo profitto e vanto, soldi e potere, dominio e monopolio. Molti di loro vogliono rivincite per inimicizie, vecchi screzi, antichi conteziosi. Vogliono restare o tornare sulla scena, avere un posto al sole e tanto più danaro.
Ora qualcuno di loro, il capobanda o chi li muove di più perché più danaroso o più al sicuro, starà già chiamando qualche esperto in diritto per capire se si può difendere nuovamente la propria supposta onorabilità che vedono stuprata ogni volta da chi scrive e dice cose scomode. Verità che saranno documentate, quando sarà cruciale, con sentenze, atti, parole, video, registrazioni, intercettazioni, testimonianze. La verità va sempre documentata altrimenti diventa calunnia, offesa gratuita. E noi non abbiamo nessuna intenzione, per formazione culturale ed umana, di calunniare qualcuno. Foss’anche quello che ha fatto e fa ancora molto male alla comunità e ai singoli. Abbiamo, invece, in mente una sola cosa: rispettare e sostenere le persone perbene e invitarli al rispetto, tutelare chi è sotto ricatto, sopruso, inganno. Chi è sfruttato, chi viene messo in croce ogni giorno ingiustamente. Chi è ricattato. Ma chi delinque, mente, offende, ricatta, dice e scrive calunnie, getta fango, inquina le istituzioni e la politica va fermato, smascherato, (ri)mandato in galera o almeno a casa.
Staranno studiando carte false quelli della holding d’affari, dell’inganno e della criminalità che si è formata a Sant’Anastasia per capire come colpire chi osa scrivere queste cose e come può essere fermato. Magari con i soldi pubblici oppure con quelli privati e con i collegamenti tra parti dello Stato corrotto garantiti, ormai da anni, dal “protettore” preferito, non occulto abbastanza, che è pur sempre paperon dei paperoni e va elogiato in ogni occasione perché è l’unico in grado di pagare con gioia ed interesse gli avvocati nei propri processi penali o nelle denunce contro quelli che si ritengono i nemici. Paperon dei paperoni paga sempre con gioia tutte le correnti politiche, le campagne elettorali, le sagre paesane, le cene e i festini. Perché il danaro corrompe tutti. E, con discrezione, ti fa pagare gli assegni post datati, poi strappati senza portarli ad incasso. E, persino, si fa beneficenza che però bisogna far sapere ai quattro venti perché fà marketing e anche marchetta.
Noi cerchiamo la verità e, foss’anche quella verità contro di noi, la cercheremo fino in fondo, La documenteremo come dovrebbe fare ogni cittadino che abbia in mente giustizia, impegno civile e legalità. Ora mettete a posto il puzzle di queste righe che il prossimo passo sarà cruciale. Forse è pieno di “trapunte” misteriose questo scritto ma la trama è chiara anche se non si comprende subito. Eppure, c’è chi l’ha già compresa in ogni sua parte. Chi non ha fatto nulla di nulla dovrà preoccuparsi. Chi, invece, continua a fare crimini di varia natura inquinando verità e giustizia, gettando persino fango sugli altri, avrà letto bene e magari, chissà, sarà capace di convertirsi a verità. Ne dubitiamo fortemente. Perché la verità non è mai un’opinione politica di parte né un pregiudizio idiota contro i propri nemici. La verità rende liberi uomini e cose. Arriva con il tempo e non si insabbia mai né si scoglie nell’acido o si estrae con un sorteggio. Né tantomeno si manipola a proprio piacere e per il proprio esclusivo interesse.
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