A poche settimane dal voto referendario del 22 e 23 marzo che vuole modificare diversi articoli della Costituzione e far entrare la politica, ancora di più, dentro l’autonomia della Magistratura italiana, nasce anche a Sant’Anastasia, per iniziativa di Luigi Bifulco, attivista e tra i fondatori di neAnastasis, associazione che in questi anni si è molto impegnata sui temi civili, il Comitato per il NO. In poche ore Luigi Bifulco ha visto l’adesione al gruppo operativo su messaggeria WhatsApp di tanti suoi concittadini che da settimane sono mobilitati per far votare il NO al quesito referendario. La riforma che si vorrebbe realizzare riguarda sette articoli della Costituzione – gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 – e introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la creazione di due Consigli superiori della magistratura e di una nuova Alta Corte disciplinare. Chi la sostiene ha propagandato e dato per veri alcuni vantaggi che la riforma, se passasse, non porterebbe affatto. Al contrario. Si tratterebbe di un pericoloso squilibrio a favore della politica e del suo peggio che mira a condizionare i magistrati inquirenti. E non solo. In buona sostanza è la identica riforma che voleva anche Licio Gelli scritta nel suo Piano Democratico della Loggia massonica P2. Un referendum, quello del prossimo 22 e 23 marzo, che sta animando non poco i territori d’Italia e per il quale si sono mobilitate anche tantissime realtà sociali.
La Cassazione, con ordinanza non ancora depositata, ha ammesso intanto il nuovo quesito, presentato dal Comitato dei 15 promotori, per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, fissato per il 22-23 marzo. Quindi, mentre il quesito originario recitava “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”, nella nuova formulazione dovrà essere aggiunta la precisazione relativa agli articoli della Costituzione che si intende modificare, cioè: “con la quale vengono modificati gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma1 e 110 comma 1 della Costituzione?”.
A Sant’Anastasia i sostenitori del SI si erano già mobilitati. E tra questi anche chi guida (ancora per poco) l’amministrazione della città. Mentre quelli che sostengono convintamente il NO non si erano ancora organizzati. Lo ha fatto ieri, mercoledì 25 febbraio, Luigi Bifulco costituendo un gruppo WhatsApp sul quale ha diffuso un manifesto che qui di seguito vi riportiamo…

Ecco, in sintesi, quali norme vengono modificate e in che modo
Articolo 87. Il Presidente della Repubblica presiede due Csm. La Carta oggi prevede un solo Consiglio superiore della magistratura: la proposta di riforma aggiunge che il Capo dello Stato presiede il Csm giudicante e il Csm requirente, i due nuovi organi che sostituiranno l’attuale Csm unico. In sostanza si sancisce la separazione delle carriere anche al vertice dell’autogoverno delle toghe.
Articolo 102, la separazione delle carriere entra in Costituzione. Il primo comma viene integrato con un passaggio in cui si stabilisce che le norme sull’ordinamento giudiziario devono disciplinare le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti. In questo modo la divisione delle carriere non sarà solo una scelta legislativa ma diventa un principio costituzionale.
Con la modifica dell’articolo 104 cambia il sistema di selezione per il Csm. I componenti dei due Consigli – uno per i giudici, l’altro per i pm -non vengono più eletti, ma estratti a sorte da elenchi predisposti dal Parlamento e dalle magistrature.
La riforma interviene anche sull’articolo 105 con la nascita dell’Alta Corte Disciplinare. Una struttura composta da 15 membri in parte laici e in parte magistrati, selezionati tramite nomina e sorteggio. In Csm per la competenza disciplinare.
All’articolo 106 viene ampliato il terzo comma: in tema di accesso alla Cassazione oltre a professori e avvocati, potranno essere chiamati anche magistrati requirenti con almeno 15 anni di servizio.
La modifica dell’articolo 107 riguarda la inamovibilità legata al rispettivo Csm. Le decisioni su trasferimenti o sospensioni spettano al rispettivo Consiglio superiore, cioè quello della carriera di appartenenza.
Infine l’articolo 110. In questo caso la modifica è di tipo terminologico. Il Guardasigilli dovrà rapportarsi con “ciascun” Consiglio superiore.
Ho costituito un gruppo WhatsApp – ha scritto Luigi Bifulco – denominato Comitato per il NO al referendum sulla giustizia a Sant’Anastasia per raccogliere consenso e organizzare eventi e campagne di sostegno.
Lo allargo anche a chiunque per conoscenza e per dare contributi di idee e incoraggiamento. Potrete chiedere di entrare nel gruppo con questo link
ll gruppo “COMITATO PER IL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI SANT’ANASTASIA” nasce per dar voce ai cittadini di Sant’Anastasia che non credono che questo sia il modo per fare riforme costituzionali.
La costituzione Italiana – ha scritto nella descrizione del gruppo Luigi Bifulco – fu costruita con pazienza e con il contributo di tutti, riformarla con imperio di una ristretta maggioranza é la strada sbagliata.
Si raccomanda i partecipanti di:
– indicare nome e cognome su richiesta per dare trasparenza al gruppo e consentire di identificare a chi corrisponde il numero di telefono.
– Non utilizzare là chat a finalità diverse da quelle per cui è nata.
– Non invadere la chat con messaggin inutili come saluti e auguri.
– Usare lo spazio per fare proposte operative e sostenere quelle che si condividono
– Sono assolutamente vietate/i termini e immagini offensivi, volgari, violenti omofobi o comunque non rispettosi.
– Dopo la consultazione elettorale decideremo se chiudere o mantenere in vita il gruppo per dedicarlo ad altri impegni civici. Gli amministratori possono eliminare messaggi non inerenti o irriguardosi e escludere dalla chat membri che non rispettano queste regole.



