Entrano nelle case a dire di non votare i loro avversari. Sono tangentisti, affaristi, imprenditori che non rispettano i loro lavoratori, dirigenti scolastiche che dovrebbero stare alla larga dalle fazioni. E sono tanti altri. Chiamano persone, lavoratori a loro subordinati, amici e parenti e quando li avvicinano o entrano nelle case di tanti cittadini dicono che il peggio ed i peggiori stanno nell’altro raggruppamento politico inventando, di sana pianta, accuse, reati e collusioni che loro conoscono e fanno bene. Ma accusano gli avversari per non farli votare.
In questi giorni più che mai stanno entrando nelle case di molti cittadini anastasiani candidati ed amici di candidati di un definito raggruppamento politico che si è fatto “cartello elettorale” da molti anni. Aggrega nullafacenti, imprenditori facoltosi, medici che non fanno i medici, giovani che hanno bisogno di stipendi mensili. Molti di questi si sono appena candidati. su pressione o meno che sia stata, affinché il potere che fa molto comode e che non compendia alternanza politica si possa confermare. Per poter riuscire ed impedire qualsiasi cambio alla guida della città essi cospargono veleni, accuse pensati a tutti coloro che stanno organizzando una possibile alternative. Ecco più in dettaglio…
Entrano di giorno e a sera inoltrata come ladri che entrano solo di notte. Hanno il volto scoperto ma è come se l’avessero coperto poiché quando vanno via invitano a non divulgare i loro nomi ma solo ciò che hanno sentito. Che, per esempio, chi si è candidato dall’altra parte non deve essere votato perché è marcio, prende tangenti, è un corrotto, cura i propri affari. Come dire tutto quello che chi accusa gli altri pratica da anni. Lo squallido copione, in assenza di temi politici, riporta puntualmente le campagne elettorali sul piano degli insulti personali. E per contrastare coloro che si considerano nemici perché chiedono alternanza nella gestione del bene comune locale si inquinano intere zone della città, le case dei parenti, degli amici più stretti e di quelli che si visitano solo in campagna elettorale. Per evitare che tutto questo possa accadere anche in questa campagna elettorale abbiamo messo in piedi una campagna di educazione civica durante la quale inviteremo a controllare i casellari giudiziari di tutti quelli che si candidano e soprattutto di tutti quelli che inquinano le case degli anastasiani. Vi forniremo inoltre i casellari giudiziari dei candidati sindaci, i loro procedimenti penali, le loro storie di vita e soprattutto la qualità “etica” del loro fare politica. Se diffondono bugie segnaleremo alle autorità competenti. Se nascondono marcio illumineremo il loro marcio.
Nel frattempo diffidate fortemente da chi vi viene a parlare di cose losche degli altri candidati senza dirvi che politica vorrà fare, quali programmi ha e temi porta nel proprio modo di fare politica. Nella competizione elettorale 2026 a Sant’Anastasia, quasi sicuramente (lo sapremo tra poche ore con certezza) ci saranno tre candidati a sindaco. Uno, sindaco in carica, è stato condannato in Cassazione (cioè in maniera definitiva con questa sentenza nascosta a tutti per cinque anni) per avere chiesto tangenti (reato di tentata induzione indebita) nel 2013 cioè mentre era sindaco della città ad un imprenditore (Nicola Alfano) e detto a lui che doveva dare le tangenti anche ad un impiegato comunale (tuttora negli uffici comunali dopo aver scontato la pena) che pure chiedeva soldi allo stesso imprenditore. Gli altri due candidati a sindaco, Mariano Caserta ed Alessandro Pace non hanno mai avuto né avvisi di garanzia né condanne. Né mai sono stati coinvolti in vicende giudiziarie.
Questo semplice dato non vi deve mai sfuggire. Nei prossimi giorni vi forniremo molti altri dati e soprattutto entreremo nel vivo della nostra campagna d’informazione per tutela i cittadini anastasiani che non vanno raggirati né presi in giro da politici e cartelli elettorali che sono il peggio di Sant’Anastasia.


































