Ha scritto bene Tonia Panico sul suo profilo facebook riflettendo con testo ed immagini alcune cose sul carnevale di quest’anno e, soprattutto, sul solito stile rozzo e divisivo con cui questa pessima amministrazione comunale guida la città da cinque lunghi anni. Con una giunta di incompetenti che si credono i primi della classe guidati da chi li anima di livore e di odio contro quelli che non li hanno votati e non li voteranno. Che non stati e non staranno mai con loro. E che anzi usano libertà per dissentire. Ne hanno fatto le spese, sin da subito ed ora nuovamente, anche Susy Rea e Mimmo De Simone che quest’anno si sono visti “scippare” l’organizzazione del carnevale anastasiano che portano avanti da molti anni. Per farlo, questi pessimi amministratori hanno investito 15 mila euro di soldi pubblici. E chiamato, come sempre, le scuole della città “costrette o felici” di fare da pubblico come accadeva ai balilla per le comparse pur di riempire le manifestazioni comunali che diversamente andrebbero deserte perché hanno distrutto la comunità. E quando non usano le scuole, i dirigenti, i docenti e gli alunni, usano le chiese, i preti, parroci, frati e fedeli. Eppure, nonostante l’estromissione dal carnevale con le scuole cittadine, Susy Rea e Mimmo De Simone hanno voluto con tenacia accettare la sfida di organizzarsi, con le proprie risorse il proprio carnevale anastasiano che è andato benissimo nonostante si dovesse fare di domenica e le scuole fossero chiuse. Ma la città, per l’ennesima volta, si è divisa grazie alla peggiore amministrazione che si potevamo avere.
Ecco il testo che riportiamo per intero tanto è condivisibile, redatto e pubblicato da Tonia Panico sul suo profilo facebook.
IL CARNEVALE DEI SOLDI PUBBLICI: QUANDO LA POLITICA GIOCA A FARE L’ASSOCIAZIONE (A SPESE NOSTRE)
Ancora una volta, la realtà ha bussato alla porta di Palazzo e ha presentato il conto. E che conto! Mentre la società civile organizzata dimostra da anni cosa significhi passione, competenza e amore disinteressato per il territorio, la politica locale risponde con la solita ricetta: autocelebrazione e spreco di risorse.
Ecco i punti su cui ogni cittadino di Sant’Anastasia dovrebbe riflettere:
15.000 Euro: Un “Capriccio” a carico della comunità
Parliamoci chiaro: tentare di scimmiottare la tradizione storica del Carnevale Anastasiano — da sempre portato avanti con sacrificio e successo dall’associazione Love For — non è solo un atto di superbia, è un danno erariale al buon senso. Spendere quasi 15 mila euro di soldi pubblici per un’imitazione sbiadita è uno schiaffo a chi, con molto meno, ha sempre fatto molto di più.
Scuole coinvolte “per forza”?
Non è passata inosservata la strategia di coinvolgere gli istituti scolastici in quello che è apparso a molti come un coinvolgimento “quasi obbligato”. La scuola è il luogo dell’educazione e della libertà, non deve diventare il figurante di turno per riempire piazze che la politica, da sola, non riuscirebbe a scaldare.
Autocelebrazione vs Realtà
Siamo stanchi di vedere una politica che vive di autoconvincimenti e selfie, convinta che basti mettere una fascia o un logo istituzionale per creare aggregazione. La vera aggregazione nasce dal basso, nasce dal cuore di chi vive la città ogni giorno, non dai decreti o dalle delibere fatte per “mettere una bandierina”.
Cari amministratori, la società civile vi ha dato l’ennesimo schiaffo morale. Invece di competere con chi il Carnevale lo ha nel DNA, perché non imparate a sostenere le eccellenze che già esistono? Smettetela di fare politica sulle spalle (e sulle tasche) degli Anastasiani. Tonia Panico


