di raffaele de simone – docente scuole superiori
Ti dicono tutto quello che pensano, senza filtri, senza rispetto, senza chiedersi se le loro parole possano tagliare come lame. Ma tu no.
Tu devi pesare ogni sillaba, dosare i toni, controllare la faccia, scegliere perfino il silenzio. Perché basta una parola per ferire il loro delicatissimo ego.
Viviamo in un mondo dove l’empatia è diventata un optional, e la coerenza un lusso raro. Dove molti si offendono non per ciò che dici, ma per come li costringi a guardarsi dentro.
E così impari a morderti la lingua, a trattenere risposte che ti bruciano dentro, a scegliere la pace invece della verità.
Ma la verità è che la vera maturità non è dire tutto quello che pensi, né tacere per paura di ferire.
È trovare il coraggio di restare te stesso, anche in mezzo a chi non sa farlo. Di non farti trascinare nella loro fragilità, di non reagire come ti provocano a fare.
Perché, alla fine, la differenza tra chi parla per ferire e chi parla per capire, è tutta nell’anima.
