Non è solo un’accusa. Si tratta di fatti accertati e verificati. Ci potrebbero essere le date, le persone che avrebbero consegnato e quelle a cui sarebbe stato consegnato il buono spesa del valore di 50 euro. Un buono spesa che lascia traccia. Si sa da dove viene e perché viene. Era accaduto già in comuni limitrofi negli anni scorsi e già altre volte le Forze dell’Ordine erano state costrette ad intervenire per “avvisare” candidato sindaco ed imprenditore che ciò che facevano e fanno si chiama “voto di scambio” e prevede condanna. Ma l’avvertimento è stato vano altrove ed è stato vano a Sant’Anastasia. Poiché il buono spesa dell’amico ricco imprenditore è stato una costante in questi mesi per tutti i casi bisognosi che chiedevano ed è una costante in questa campagna elettorale. Ora però c’è chi è disposto ad andare fino in fondo. A raccogliere testimonianze in chiaro facendo nomi e cognomi. Della mamma di una candidata, per esempio, che lunedì 27 aprile scorso alle ore 11.27 avrebbe consegnato buoni nella parte alta di Sant’Anastasia facendo campagna elettorale per la figlia. Strumenti illeciti di una politica corrotta. Illeciti per tutti tranne per chi il “voto di scambio” lo ha usato da sempre e lo usa ora. Uno “scambio” che si esercita accanto al voto “coercitivo”. Quando ti chiama la tua dirigente e ti dice che si è candidata e la devi votare o quando il tuo datore di lavoro ti dice che “se mangi con lui, devi votare chi ti dice lui”. Strumenti leciti o illeciti (giudicherete voi) di una campagna elettorale varia. Intanto, avanti il prossimo…
di francesco de rosa
A Sant’Anastasia, in questa campagna elettorale che sa di fecale, di stucco e coppale, ci sono molti trabocchetti buttati sui social. Si fanno santini fake (falsi) con volti di persone reali denigrando loro d’ironia social per trovare da politici locali in odor di statisti il pretesto a dirsi vittima. Oppure si cambiano i nomi veri in nomi d’insulto. Come dire, c’è chi ha tutto l’interesse a denigrare ma anche tutto l’interesse a “costruirsi” attentati da soli in stile Trump per poi dire che gli altri sono squallidi e scorretti. Chi può provarlo e chi può dire il contrario?
Come sempre lo spettacolo della politica è, restando in fecale, il più fetido che ci sia. Occorre far capire alla gente, a tutti gli elettori chi è dalla parte giusta e chi invece dalla parte sbagliata. Il conovaccio anastasiano quest’anno potrebbe portare un svolta. Trovare subito, per esempio, un primo cittadino che non abbia lui stesso avuto condanne penali di terzo grado per un reato gravissimo commesso da sindaco come, invece, è accaduto nella storia giudiziaria del primo cittadino che si è avuto finora. Eppure ancora e nuovamente qualcuno potrebbe ridirmi che per gli anastasiani non c’è nessun problema se uno è condannato per aver chiesto tangenti e vuole fare o rifare il sindaco e la legge lo consente. Del resto per soli 600 voti sei anni fa lo hanno eletto. E allora dove sta lo scandalo? Chi può dirsi senza peccato? Chi è che non può sbagliare? E se uno è bravo ad amministrare perché non gli si potrebbe anche perdonare il reato di aver chiesto tangenti? E perché alcune persone (per fortuna poche) che godono della mia stima umana e professionale hanno deciso di candidarsi o ricandidarsi per sostenere di fatto un condannato che non si è mai pentito e non ha mai ammesso pubblicamente la sua colpa? Da cosa sono stati persuasi? Chi, perché e come li ha convinti se il dato è così lampante? Le domande potrebbero diventare tante ma il sospetto resta, forte e ponderato.
Se così fosse dovremmo dire a chi ha ritenuto di sostenere un condannato che il condannato non ha mai ammesso pubblicamente la propria colpa e che questo è già deplorevole per chiunque figuriamoci se si vuole rifare il sindaco di una città. Anzi. Che, al contrario, quella colpa l’ha nascosta. Che ha nascosto la sentenza del 2021 e quando noi l’abbiamo pubblicata integralmente qui poche settimane fa ha fatto finta che nulla fosse accaduto. Dovremmo dire, inoltre, che anche in questa campagna elettorale comprarsi il voto con i buoni spesa del proprio amico imprenditore è la prassi. Si fa così da queste parti. C’è chi porta buoni spesa, chi rende prestazioni gratis, chi mette a disposizione propri laboratori di analisi cliniche gratis, chi la visita medica te la fa fare subito saltando lunghe code per citare solo alcuni modi per fare clientela politica. E per poterlo ancora fare si accusano gli altri schieramenti menzionando altre pratiche per “curare e comprare” i cittadini/elettori. Come se ipotizzando che anche gli altri commettono illegalità il proprio reato venisse così e di fatto derubricato in logica stile “se tutti corrompono la corruzione non è più un reato”. Dovremmo quindi dire se così fosse che la corruzione fà ormai parte integrante della politica, arte antica e nobile ma pur sempre arte del compromesso che al sud diventa conquista e difesa del posto di lavoro, un buono spesa, la subordinazione a dare un voto se sei dipendente della stessa azienda che sostiene, paga ed esercita interesse personale con il politico che si è ricandidato.
Il sistema della peggiore connivenza tra pubblico e privato, l’influenza d’interessi personali che mina gli interessi pubblici trova così il suo corto circuito. Ma, di fatto, permette anche, per disgusto, a chi ha voglia di starne fuori e di salvarsi dal marcio. Sono le stesse cose che dicevo a dicembre del 2013 ma anche prima e anche dopo. Se voi credete che questo non sia un sistema malato, dite ai vostri figli che la legalità è morta per opera della politica che corrompe e sa di corrompere. Abbiate il coraggio di parlare con i 15enni di oggi e dire a chiare lettere che voi fate così senza provare alcuna vergogna. Senza limiti, senza remore. Dite ai vostri figli che si è fatto sempre così e che l’onestà non paga mai né in politica né nella vita. Abbiate il coraggio di mostrarvi per quello che fate e non per quello che dite. Vedrete che nel giro di pochi anni raccoglierete molti frutti. Ma saranno tutti frutti velenosi. E nessuno di voi e di loro ne uscirà vivo. Intanto se conoscete casi di corruzione, con nomi, cognomi e date, di qualsiasi natura e da qualsiasi schieramento, candidato o politico essi provengano io sono qua. Ed in nome della legalità userò ciò che mi dite per non indietreggiare di un millimetro e per portare alla luce tutto ciò che corrompe ed uccide la buona politica, la legalità e la giustizia sociale.
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