Questa volta può andar meglio che non come cinque anni fa. Magari nasce un «Patto per Sant’Anastasia»
di francesco de rosa
Cinque anni fa. Anzi poco più che cinque anni fa essendo state le ultime elezioni amministrative a Sant’Anastasia tra il settembre e gli inizi di ottobre del 2020, la mia città natale non seppe fare, per vanità, scelleratezza e miopia quel «Patto” che già allora poteva portare la città su altre sponde, verso trame più limpide e meno corrose e corrotte. Cinque anni dopo i miei concittadini potrebbero aver capito, forse, la lezione che chiunque, libero allora nel cuore e nella mente, potette apprendere. Che fare unità anche tra forze e storie civili e politiche diverse per il bene della città non va mai letto come la grande accozzaglia da fare contro qualcuno già condannato in terzo grado per mandarlo a casa dacché non solo ha “nascosto” la condanna ma ha guidato per cinque anni la città indegnamente. Questa volta la (e)lezione già vissuta e la storia potrebbe cambiare. Potrebbero esserci parti diverse e differenti di anastasiani capaci di trovare saggio e giusto il sapersi unire per mettere fine ad un clima che dura da almeno 15 anni. Vi entrammo nel 2010 con insulti, vessazioni, corruzione, tangenti chieste e fermate, pratiche clientelari, zero rispetto verso la comunità ed offese senza fine a tutte le voci contrarie, a chiunque mostrava un pensiero divergente da chi si sentiva il capoclan della città. Molti tra gli offesi ed i vessati si sono opposti come hanno potuto. Io scrivendo due altri libri sulla mia città: “Gli anastasiani, indagine al di sopra di ogni sospetto” nel 2016 e nel 2018 “Il tangentista, storia di un sindaco che viene arrestato per tangenti e condannato. Di chi lo sostiene ancora, di chi lo paga, di chi lo rivota“. Gli altri hanno combattuto in consiglio comunale, chi altrove, chi sopra gli uffici pubblici, chi per le strade, chi persino dentro la stessa maggioranza che hanno tenuto in vita e poi lasciata. Alcuni tra questi non ci sono più e di quelli andrebbe onorata almeno la memoria e la lucidità che ebbero.
Nell’anno domini 2026 , questo appena iniziato, forse qualcosa di diverso si sta già muovendo. La città ormai stanca potrebbe riuscire a rialzarsi. E nonostante tutte le differenze e le diversità tra persone, provenienze, colori politici e storie familiari differenti potrebbe riuscire a fare comunità, a convergere verso un progetto comune e credibile senza cercare primati o protagonismi personali. Magari non sarà il migliore progetto al mondo ma almeno il più credibile che possa esserci qui. Chiaro, trasparente, condivisibile, aggregante. Che possa prestarsi meglio di ogni altra cosa alla sottoscrizione di un «Patto per Sant’Anastasia» affinché chi finora e per più di mezzo secolo ha occupato i luoghi della politica e non solo possa, finalmente, esser messo da parte per lasciare spazio al futuro.
Negli ultimi cinque anni la corruzione non si è fermata. Anzi. Ha avuto altre forme. Donazioni personali e volontarie, clientele, cordate, atti ed appalti sospetti, gli “ordini” e di desideri di qualche imprenditore corrotto e corruttore che potrebbero essere stati accolti dalla politica a piene mani che gli ordini è andata a prendere in cambio di favori personali e di danaro. Ma quel che più conta è che la città è stata amministrata nel peggiori dei modi. Non ha fatto nessun passo avanti, nessuna buona politica o azione di valore c’è stata dacché guidata dalla peggiore amministrazione che potessimo avere. Arretrata, asservita al capo clan, miope ed incapace di aggregare perché viziata dalla corruzione originale. A buon ragione in molti oggi, ed io con loro, intravvedono una via d’uscita. Ora che gli schieramenti altri ed alternativi alla mediocrità di chi ha amministrato in questi anni potrebbero trovare una sintesi nonostante le loro diversità e siglare assieme il «Patto per Sant’Anastasia». Di quelli che possono ricordarti se vai indietro e scavi nella storia delle storie il concetto stesso di democrazia, quella vera che è sempre tormentata e faticosa, quando ebbe inizio.
Così, quasi a presagio e buon viatico per il prossimo futuro e, più ancora, per le prossime elezioni, ho voluto scrivere e proporre ai cittadini dei mei luoghi natii, tanti dei quali bravissima gente che ha dovuto subire come me il marcio dei pochi questo «Patto per Sant’Anastasia» che confido possa trovare mille e più condivisioni e diventare il «Patto» di tutti coloro che vogliano cambiare per davvero questo piccolissimo eppure a noi carissimo posto del mondo condannato per anni dalla corruzione, dai protagonismi personali e dalla vanità dei molti. Questa volta possa vincere un’idea vera e nuova di comunità.
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«Patto per Sant’Anastasia»
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Noi a Sant’Anastasia faremo così. Che il nostro governo favorirà i molti invece dei pochi: e per questo verrà chiamato democrazia. Qui a Sant’Anastasia noi faremo così. Rispetteremo i magistrati, e le leggi senza mai dimenticare che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. Noi non considereremo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Noi a Sant’Anastasia faremo così. Che quelli che hanno ricevuto una condanna definita per corruzione o tentata concussione e lo hanno persino nascosto non li voteremo mai più. Né consentiremo a loro di avvelenare la città come è accaduto negli ultimi 15 anni.
Nè di occupare indegnamente ruoli pubblici sperperando i soldi di tutti per incassare loro quelli dei privati imprenditori corrotti e corruttori.
Noi a Sant’Anastasia leggeremo ed ameremo il Discorso di Pericle fatto agli ateniesi nel 461 a.c. e riportato da Tucidide.
Noi sapremo arginare l’arroganza, le offese, chi occupa la cultura, la società, l’economia anastasiana da molti anni. Chi è nullafacente o mestierante che vuole vivere di politica per portare solo uno stipendio a casa. E non voteremo affatto, come è accaduto da più di mezzo secolo, sempre per le stesse persone ma per il futuro della nostra città.
Noi sottoscriviamo questo «Patto per Sant’Anastasia» non contro qualcuno ma a favore di tutta la comunità. Tra tutti coloro che hanno a cuore il bene di essa e agiscono per ricreare ciò che di buono è stato sconquassato e sfregiato.
Noi a Sant’Anastasia non useremo le associazioni nè le chiese per dare spazio ai peggiori politici della città che ne fanno palcoscenico per connivenza, complicità e la reciproca convenienza di chi lo consente.
Noi a Sant’Anastasia faremo così. Metteremo in campo ogni azione a favore della legalità e di ogni verità documentata per entusiasmare quelle tante persone che non votano più, che si sono allontanate dalla politica e dalla cura del bene comune: i giovani, le famiglie, gli adulti, gli anziani che nella politica non sono mai stati. Noi liberemo le istituzioni e le scuole dalle peggiori fazioni e così faremo con le buone imprese, i quartieri ed ogni tipo di bisogno e sogno, di attività e di professione.
Noi cambieremo assieme il volto di questa città. Contrastando il personalismo, la vanità dei molti che ha distrutto e fatto rassegnare al peggio questa comunità e la sua rigenerazione.
Noi faremo della politica la partecipazione di tutti, il modo migliore ed unico, vissuto e praticato per liberare la creatività ed il futuro di ciascuno affinché qui non si venga soltanto di sera a dormire o ci si rassegni alla mediocrità ed alla corruzione.


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