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Affidamento diretto di lavori pubblici fino a 150mila euro. Il rischio corruzione è altissimo anche a Sant’Anastasia

in redazione 29 Gennaio 2026

La Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) contiene informazioni dettagliate sui singoli contratti pubblici in Italia. Questo documento analizza la distribuzione degli importi a base d’asta, con lo scopo di verificare due ipotesi: la prima riguarda la presenza di possibili comportamenti opportunistici da parte delle stazioni appaltanti (i Comuni soprattutto), volte ad utilizzare procedure di aggiudicazione semplificate (in particolare, l’”affidamento diretto”), scegliendo importi al di sotto delle soglie che lo consentono ed eventualmente dividendo le prestazioni richieste in più contratti (o lotti) – cosiddetto “contract splitting” – con conseguente addensamento della frequenza osservata dei contratti al di sotto delle soglie rilevanti. La seconda ipotesi riguarda la possibilità che, a prescindere da tali comportamenti opportunistici, per convenzione si scelgano più frequentemente somme corrispondenti o eventualmente di poco inferiori a “cifre tonde”. I dati analizzati evidenziano la presenza di entrambi i comportamenti, sia nei contratti aventi ad oggetto i “lavori”, sia in quelli aventi ad oggetto “servizi e forniture”. In un paese, come Sant’Anastasia, tra i pochi in Italia fermato più volte da arresti per tangenti passate in giudicato, i cittadini si fanno sempre la stessa domanda: “chi sta rubando ancora?”, “chi può rubare ancora nell’esercizio del suo ruolo pubblico che occupa?“.


L’ultimo sospetto in ordine di tempo è venuto ad alcuni cittadini che si sono visti cambiare gli impianti della pubblica illuminazione nelle loro strade. E i led che avrebbero dovuto portare più luce ne hanno portata molta di meno tanto da trasformare in stile “cimitero” le loro strade quando viene la sera. Così si sono mossi a porsi qualche domanda del tutto lecita e naturale in un paese notoriamente di tangentisti. Hanno preso in esame i nuovi lampioni a led dacché ve ne sono di diversi tipi e costi. Osservando, nel contempo, che o c’è una evidente imperizia nell’aver installato led a potenza ridotta in tutte le strade che, per questo, hanno cambiato aspetto. Dacché fanno molta meno luce. Oppure andrebbe verificato cosa è stato appaltato e cosa poi è stato installato. Sapendo che tutto è legato anche al tipo di led e al costo del lampione. Sul tema c’è da dire che il progetto di sostituire i vecchi lampioni con i led è entrato a Sant’Anastasia all’interno di un project financing (o finanza di progetto) e cioè quella tecnica di finanziamento strutturato a lungo termine, utilizzata per realizzare grandi opere infrastrutturali o di pubblica utilità (strade, ospedali, impianti) tramite capitali privati. Se poi l’obiettivo era quello di risparmiare anche sulla bolletta dei consumi pubblici la riduzione di potenza ha generato l’effetto “cimitero” di molte strade. Intanto alcuni cittadini contemporaneamente si stanno muovendo a confrontare i tipi di le ordinati ed appaltati, il loro costo con quelli che poi effettivamente si stanno installando. Nulla di infamante verso nessuno su questo né su tanti altri altri affidamenti diretti che sono stati fatti in questi ultimi cinque anni (la lista sarà presto resa nota). Ma un doveroso compito per ogni cittadino anastasiano quello di controllare chi decide e affida su tanti altri lavori dacché in regime di legge da affidamenti diretti fino alla modica cifra di 150 mila un’amministrazione, un sindaco, un assessore può affidare a chi crede lavori consistenti, mettendo le “carte a posto“. Tanto danaro pubblico la cui somma può diventare esorbitante.

L’ANAC, Autorità Anticorruzione, ha già messo in guardia. L’innalzamento della soglia fino a 150mila euro per gli affidamenti diretti è in palese contraddizione con le norme anticorruzione. Si moltiplicheranno i rischi di infiltrazione criminale nell’amministrazione pubblica. Per combattere le  lungaggini negli appalti pubblici abbiamo dato una perfetta arma a corrotti e corruttori, ai tangentisti di tutta Italia che sono tanti e sono in molte istituzioni. E se prima per varare la realizzazione di un’opera pubblica la burocrazia imponeva tutta una serie di estenuanti adempimenti formali, figli della paura di episodi di corruzione e della necessità di assicurare una corretta gestione delle risorse pubbliche rallentando non poco il funzionamento della macchina amministrativa, generando ritardi e alimentando sfiducia nei cittadini, oggi passano sotto silenzio molte decisioni che se non indagate continuano ad arricchire i tangentisti incalliti.

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha inoltre condotto un’indagine sulla gestione del conflitto di interessi negli affidamenti diretti da parte di comuni e enti locali. Avvalendosi delle informazioni della Banca Dati Anac, sono stati presi in esame i 6686 affidamenti diretti effettuati nel 2021 da 2.921 enti locali. L’affidamento diretto è caratterizzato dalla strutturale assenza di confronto competitivo nell’individuazione dell’assegnatario, il che rende necessario garantire che la scelta dell’appaltatore avvenga senza condizionamenti impropri. Varie le criticità riscontrate. In alcuni casi, la dichiarazione è stata completamente omessa oppure è stata rilasciata “postuma”, solamente al fine di riscontrare la richiesta istruttoria dell’Autorità. In altri casi, è emerso che le dichiarazioni sono state rilasciate da soggetti diversi da quelli obbligati (esempio dal segretario comunale per conto del RUP oppure, addirittura, solo dall’affidatario, in luogo del personale della stazione appaltante).

Nella maggior parte dei casi, le dichiarazioni trasmesse all’Autorità sono firmate in analogico, anziché con firma digitale, e/o risultano non protocollate. Tale adempimento è essenziale per la corretta conservazione della dichiarazione ed è funzionale alla successiva verifica delle dichiarazioni stesse da parte della stazione appaltante.

Così volano domande tra gli anastasiani che conoscono persone e personaggi della politica locale. Chi controlla davvero colui che decide? Chi mette a confronto i costi, le differenze eventuali tra quanto scritto in contratto appaltato e quanto poi effettivamente installato? Chi potrebbe alterare questo quadro e mascherare ad ogni affidamento diretto tutto il marcio per portare a casa buste di contanti senza che chi le porta possa muoversi a querelare chi le riceve se poi non lavora più? E, ancora, in un paese dove la corruzione si è fatta sentire e non poco come si fa ad avere fiducia se quelle stesse persone che fanno e danno affidamento diretto sono state già arrestate e condannate proprio sul tema delle tangenti? Tante domande che cercano risposte. Noi non molliamo nel cercare le risposte.

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