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E un giorno lessi: “Guai se quella tomba non fosse stata trovata vuota!”

in redazione 20 Gennaio 2026

Un monito che non concedeva repliche. Le parole dell’alto prelato riecheggiarono nella grande sala del centro studi di religiosità popolare dei padri Domenicani di Madonna dell’Arco. L’applauso prolungato che seguì al termine dell’intervento del famoso teologo aggiunse ulteriore inquietudine al mio stato d’animo già in fibrillazione. Era dunque quello il pensiero della Chiesa, la chiave di lettura della fede cristiana? O era soltanto l’opinione personale di un illustre rappresentante del clero? Cosa dovevo capire da quelle parole? Una sentenza che come un macigno seppelliva un uomo per far risorgere un Dio. Dovevo forse capire che se non ci fosse stata la resurrezione a legittimare la natura divina di Gesù tutto sarebbe stato inutile?


con gli occhi di pasquale | rubrica di pasquale abete


Si continuava ancora, dopo duemila anni, a sminuire l’operato di un uomo per glorificare invece un Dio che in realtà chiedeva tutt’altro.
Come oggi già allora, duemila anni fa, non era stato facile accettare che Dio, il creatore di tutte le cose visibili e invisibili, si fosse compiaciuto nel figlio di un umile falegname. Così, come per la morte, anche per la nascita di Cristo era stato necessario colmare quelle “lacune” che il buon Dio, un po’ vecchierello, aveva trascurato. Si era provveduto subito a relegare Giuseppe, il padre di Gesù, dietro le quinte, concedendogli il ruolo secondario di padre adottivo. Riguardo invece a Maria… certo, a meno che non si volesse raccontare che Gesù fosse stato trovato sotto un cavolo, non si poteva fare a meno di una mamma. Qualcuno lo doveva pur partorire. Il problema, però, fu presto risolto. All’epoca si credeva che solo il padre trasmettesse, attraverso il suo seme, i caratteri ereditari al figlio. Maria, la Madonna, non sarebbe stato altro che un involucro. Un involucro che, pur tenendo in grembo per nove mesi il presunto figlio di Dio, non avrebbe apportato niente di suo al nascituro. Per cui non c’era pericolo che Gesù, seppur partorito da una donna, potesse essere stato contaminato da alcunché di umano. Per la fecondazione poi, ancora un colpo di scena. Ancora una volta l’uomo ingegnoso colmava le “carenze” di Dio. Maria sarebbe rimasta incinta per opera e virtù dello Spirito-Santo. Ecco, in questo modo ogni cosa trovava la sua giusta collocazione. Gesù, il figlio dell’umile falegname, non era più un semplice uomo ma era il figlio di Dio, anzi l’unico figlio di Dio. Infine si suggeriva che fossero gli stessi apostoli, ispirati da Dio, a raccontare in seguito come erano andati i fatti. Non poteva certo essere Maria a raccontare in giro che Giuseppe non era il padre di suo figlio…
L’operazione era riuscita: non più un uomo era venuto alla luce, ma un Dio per opera e virtù dello Spirito-Santo. Poi, alla fine del suo mandato, era morto inchiodato sulla croce, ammazzato ingiustamente, ma dalla tomba era risorto, perché non di un uomo si trattava, ma di un Dio. Un Dio che con la sua nascita e la sua resurrezione manifestava al mondo la sua potenza, affinché tutti gli uomini, come dei sudditi, credessero in lui.
Eppure il messaggio cristiano è ancora lì, dietro questa “operazione politica”. Ci sono cose, io credo, che non si possono distruggere. Cose che nessuna mente umana, per quanto abile, può distorcere: la verità. Ti possono frustare a sangue, sputarti addosso, inchiodarti sulla croce, non è importante se sei il figlio di un umile falegname o il figlio di un Dio: se dentro di te hai fatto germogliare il seme dell’amore, la forza del Dio vero ti sosterrà sempre e la vita non ti sarà mai negata. Gesù, il figlio di Giuseppe e di Maria, ne è la prova vivente. Non perché è risorto, ma soprattutto per come ha vissuto: per il coraggio delle sue scelte, per la sua dignità, per la sua coerenza, per il modo sublime di amare la vita sua e quella degli altri, per la forza di riconoscere come debolezza la cattiveria altrui, per il suo modo di pregare il Padre Nostro, per il messaggio di salvezza che ci ha lasciato: il Paradiso esiste, spetta a noi non perderlo. Tutte queste cose restano, che Gesù sia risorto o no. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” Dal Vangelo secondo Matteo.

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