Metti che i nodi vengono, prima o poi, al pettine e chi da anni prende in giro una città intera e gioca strategie spregiudicate e pregiudicate deve arrendersi ai fatti. E magari in quel (questo) momento smetterà di capovolgere la realtà trasformandola al proprio comodo. Ergendosi a moralizzatore quando di morale nelle trame delle vicende politiche a cui ha dato coscientemente vita non c’è nulla. Evocando pietismo che pietismo non è. Vi spiego perché ora che i nodi arriveranno al pettine finirà miseramente anche le recita del vittimismo e della legalità che mai c’è stata e mai ci sarà…
di francesco de rosa
C’è chi scommette, ed io tra questi, che questa volta gli anastasiani non abboccheranno più. Non si faranno abbagliare nuovamente dalla solita recita, che è anche strategia studiata a tavolino pochi mesi prima delle elezioni da chi la politica la fa da una vita con grandi vantaggi personali, che gli fanno vestire, da sarto altrui, manco fossimo nel mezzo di una recita a soggetto, i panni della vittima, di chi è stato ed è testimone di legalità. Di chi può dare persino lezioni di legalità e moralità. Che se fare questo non fosse lo scherzo ed il paradosso di una strategia diabolica ti verrebbe voglia di vomitare addosso alle parole che leggi sui social così abilmente, spudoratamente ma anche falsamente usate. Qualcuno più prudente ed accorto avrà di sicuro suggerito “non attaccare, non ingiuriare più nessuno, non essere aggressivo. Al contrario. Fai la parte della vittima che così gli anastasiani ti crederanno un’altra volta!“
Una regia messa in piedi di recente magari dopo le intemperanze e le offese gratuite scritte sui social, dette in Consiglio comunale, urlate in qualche manifestazione pubblica. Una strategia studiata ad arte come se agli anastasiani fosse del tutto ignota la storia e la vita politica di chi sta scrivendo e recitando. Non a caso, questa volta, l’ostacolo più insidioso sarà la libertà e la franchezza di quei tanti o pochi anastasiani che non hanno più voglia di guardare in silenzio. Che non hanno più ricatti da cui pararsi. Che non vogliono più barattare su nulla. E ciò che tempo fa avevo salutato come un segnale positivo, un fronte civile che si allargava e che con toni diversi mandava lo stesso segnale, quel bisogno di cambiamento invocato in una città tenuta prigioniera in questi anni dalla peggiore politica, ora quel fronte civile si è consolidato, allargato di più e muove le stesse identiche questioni, nodi cruciali (ri)arrivati al pettine della vita comunitaria e cittadina.
Che, per esempio, chi è stato arrestato per tangenti e condannato non può dare lezioni a nessuno e non può governare un paese senza destare il sospetto che prenda ancora tangenti. Che chi mente e ha detto a tutti che era stato assolto ha solo e sempre mentito. Che chi ha aggregato a se imprenditori asserviti al suo gioco imbarbarendo il loro modo di fare è solo il peggiore degli uomini se gli racconta per giunta decine di bugie. Che chi mette zavorra, odio, livore “armando” una parte della città contro le altre non può candidarsi né ricandidarsi. Che chi ha costruito cordate solide con ricchi imprenditori locali asserviti a sé diventandone al contempo protetto e protettore e ha trasformato per essi terreni agricoli in terreni commerciali nel nuovo PUC ha di fatto messo in moto il voto di scambio e, dati i precedenti, c’è il sospetto che abbia avuto ed abbia molto altro in cambio così come altri nodi arrivati al pettine dimostreranno sciogliendosi. Che chi non ha mai chiesto perdono a nessuno per tutti gli insulti che si conservano anche in rete, le ingiurie, i reati commessi a danno della comunità nei ruoli di pubblico ufficiale dacché votato dalla gente non merita nemmeno l’incarico di custodire una borsa vuota messa all’angolo di una strada abbandonata e non asfaltata. Che chi amministra una città e chiede voti ha il dovere di essere senza macchie, senza reati già commessi, senza trascorsi in galera, senza voti di scambio, senza la presunzione di voler dare lezioni, senza la pessima inclinazione ad aggredire ed insultare chi la pensa diversamente e chi egli ritiene il proprio nemico . E se anche nelle pieghe delle garanzie giuridiche e della bravura di certi penalisti capaci giuridicamente di risuscitare anche criminali incalliti la fa franca e può essere sindaco o ricandidarsi a sindaco non lo deve fare per decenza e rispetto di tutta la città.
Queste ed altre questioni, nei prossimi mesi, come nodi cruciali della storia locale (ri)verranno al pettine. E chi per diverso tempo ha preferito starne fuori perché nauseabondo questa volta porterà il proprio contributo, una luce, prove e documenti affinché una città martoriata possa essere finalmente liberata dai suoi cittadini che non hanno abboccato nuovamente al solito o insolito tangentista. E così ricuperare gli anni perduti dietro vecchi modi di governare il nulla con furbizia e pochezza umana. Una pochezza che certamente non è stata riempita spendendo soldi pubblici per rifare in via Mario De Rosa marciapiedi ancora “sani” per rifarli e lasciarne altri in uno stato di abbandono. Pochezza che non si colma con una pista ciclabile che ha del ridicolo o con quintali di asfalto e di vernice bianca buttati a terra solo perché uno studio in politica locale dice che se gli occhi dei cittadini vedono l’ordine delle strisce rifatte il loro cervello percepisce meglio e rapidamente che siamo amministrati da un buon governo che buono non è affatto.
In una città dove manca il senso della comunità, dove non si è riusciti nemmeno lontanamente ad invertire l’impoverimento della comunità e delle sue aggregazioni chi amministra deve avere qualità fuori dal comune. E se costui può a ragione veduta persino essere chiamato “tangentista” né può stare al di sopra di ogni sospetto egli è per questo il politico meno adatto a portare quella città nel futuro con slanci di legalità e buon governo. Un politico di questa risma non sarà mai al di sopra di ogni sospetto tanto più se vive di politica a vita e da una vita.
Uno ad uno i nodi che saranno sciolti nei prossimi mesi non consentiranno più a candidati di tale profilo, passata la strategia del vittimismo, di farla franca, di alimentare come sempre una campagna elettorale fatta di veleni, insulti contumelie così come è accaduto e come testimoniano le registrazioni conservate con cura negli anni passati di tutti i comizi d’insulto rivolto persino contro coloro che si son fatti poi i più cari sostenitori, servi e servili di questa pessima politica. La verità sarà un vento nuovo. Farà pulizia. Darà molto più spazio ai giovani liberi davvero che oggi sono del tutto estranei alla politica del bene comune e locale. La verità dirà chi mente e chi dice il vero. E farà solo il bene di tutti quegli anastasiani che sono tanti e sono stanchi delle solite recite a soggetto, del marcio che ci sta davanti, delle lezioni di vita e di legalità fatte da chi non conosce nemmeno l’ombra del rispetto e della legalità.
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