C’è un imprenditore a Sant’Anastasia, uno su tutti o con altri, che, a dire dei bene informati e anche dei più distratti, è il più pronto, il più vicino, il più solerte e possidente in grado non solo di sostenere, favorire e adoperarsi per questa (o quella) Amministrazione comunale ma anche di “lavorare” (da anni e in questi mesi anche di più) per loro e il loro prossimo risultato elettorale. Perché nei piani (suoi e loro) occorre che alle prossime elezioni l’Amministrazione sia assolutamente riconfermata tanto è stato buono il lavoro fatto finora da loro per questo imprenditore e tanti sono ancora i legittimi interessi in gioco che devono completarsi. Vedi fra tutti il PUC delle cui zone commerciali date a macchia di leopardo (indovinate a chi?) e già definite ed approvate in consiglio comunale deve ancora completarsi l’iter. E allora tanto è prezioso il legame di solidarietà e di mutuo soccorso tra la parte politica e la parte imprenditoriale che quel legame va consolidato perché negli anni, come per il buon vino, man mano che invecchia vale sempre di più. In stile “tu dai una cosa a me, io do una cosa a te”. Nulla di illegale, per carità. Nulla che possa prestarsi a qualche inchiesta giudiziaria per voto di scambio, corruzione o collusione. Un imprenditore può senza alcun problema, soprattutto se riceve attenzioni e risultati, decidere di finanziare volontariamente come, quando e quanto vuole qualsiasi politico o compagine amministrativa per evitare che manchi il danaro, quel motore che muove il mondo e fa nascere imprenditori arroganti e politici tanto padroni della politica. Si fa sempre così in ogni parte d’Italia. E tutto è, almeno formalmente, perfettamente legale quando (con tutte le giuste precauzioni) le imprese e gli imprenditori si schierano e fanno schierare persone a loro interno o a loro collegate per commercio e lavoro. A diventare, invece, molto brutto è se il tale imprenditore si prende la briga di telefonare i familiari o i diretti interessati per invitare a non candidarsi o far candidare alcun familiare contro i suoi alleati politici. Che anzi è molto meglio evitare. Vi terremo aggiornati su un argomento che scotta perché d’ora in poi la campagna per le prossime elezioni si farà sempre più fitta e torbida man mano che si entra nel vivo. Intanto l’imprenditore amico presta sponde e, semmai, posti di lavoro perché solo così puoi tenere davvero legate le persone a te accaparrando voti per il tuo politico di fiducia a cui ti sei legato a doppio filo. Qui le domande, che sembrano retoriche ma non lo sono, si infittiscono. Cosa nasconde un così forte sodalizio tra il politico locale e l’imprenditore facoltoso e potente che agisce molto oltre il limite del ruolo sentendosi entrambi (il politico e l’imprenditore) sempre impuniti e persino premiati dagli elettori (il politico) e dai suoi clienti (l’imprenditore)? Quale limite non si può superare per parlare, con certezza, di collusione e commistione tra affari privati e bene pubblico? Che cosa è stato promesso? Che cosa è stato già ottenuto? E chi è l’imprenditore di cui si parla? E il politico che ci mangia e marcia sopra per mutui interessi che non si andranno mai a dichiarare? Affinché il marcio possa essere ridotto ogni giorno di più a Sant’Anastasia che di marcio ne ha avuto e ne ha già troppo vi racconteremo le storie che in molti già sanno ma si fa finta di non sapere. Le storie che se vengono ricostruite con dovizia e rese pubbliche potranno fare un gran bene alla collettività e renderla più libera davvero dalla necessità di barattare un posto di lavoro con la libertà di candidarsi in libertà con chiunque si ritiene. La stessa libertà che può affrancare questa città dal marcio e dalle ombre cupe sotto le quali è da molti anni.
di francesco de rosa
Sembra che la telefonata arriva inaspettata e soprattutto mai pensata si debba “legare” alle prossime elezioni comunali. L’imprenditore che chiama dall’altra parte del telefono ha il tono pacato del convincimento, di chi sa che la sua pressione può avere un peso enorme sul familiare adulto (anch’egli nel mondo di un lavoro affine) a cui si decide di telefonare perché se nel proprio “sistema” ci sono tanti lavoratori ed altre tante piccole aziende collegate la pressione che si può esercitare su questo o quello è e sarà davvero enorme e andare facilmente a buon fine. Il politico, i politici che “muovono” l’imprenditore (gli imprenditori) alleato(i) a fare rete e cordata lo sanno bene e lo fanno per questo. Chi riceve la telefonata affinché si possa invitare un proprio familiare a fare un passo indietro e a non candidarsi più con la parte avversa sa bene come poi si deve comportare. Farà a sua volta la stessa pressione ricevuta e la farà sul soggetto più debole e più indifeso: il familiare affinché faccia un passo indietro volente o nolente in cambio, magari, di un nuovo posto di lavoro che si può dare rapidamente capace di affiliare per davvero.
Benvenuti in quel clima da pre campagna elettorale. In quel tempo cioè in cui politicamente e umanamente maturano le cose che faranno vincere o perdere alle prossime elezioni chi ha fatto della politica locale, da anni ed anni, il proprio unico scopo di vita sapendo che il risultato alle prossime elezioni comunali di Sant’Anastasia dovrà essere per lui, per loro, uno soltanto: vincere ancora. Vincere sempre anche per poco. Vincere facile anche con l’aiuto determinante dell’imprenditore locale e potente che usa il suo potere che ha per impedire ad un ragazzo, una ragazza di candidarsi contro o al contrario e ben volentieri, di candidarsi a favore.
Così un’evidenza emerge già ora su tutte le altre. La necessità di prestare la massima attenzione alle prossime elezioni, a questo clima da pre campagna elettorale, alle peggiori commistioni che ci sono state sempre e ci saranno tra la politica e le imprese locali. Che si tratti di questa Amministrazione in carica o di quelle dei decenni passati o futuri. Che si sia a destra o a sinistra, il meccanismo perverso tra la peggiore politica e le peggiori imprese che cercano vantaggio solo per se stesse è un classico come il panettone del prossimo Natale. A fare la differenza tra questi e gli altri sarà solo il limite e la spregiudicatezza con cui ci si spingerà oltre. Comunque e dovunque sia, noi saremo vigili e chiederemo la stessa attenzione e vigilanza alle decine di famiglie anastasiane che nulla hanno a che fare con la peggiore politica e la peggiore impresa messe assieme. Sono le decine di famiglie anastasiane fuori dai giochi e dai meccanismi di potere politico ed economico l’anello debole da sempre, in ogni momento, elezione o stagione che sia. Sono loro che subiscono ad ogni circostanza. E con loro subisce l’idea stessa del bene comune e della libertà che un giovane, una giovane possano avere di candidarsi con chiunque si ritenga più vicino alle idee che si hanno. Il convincimento che certa politica locale ha da anni è quello che la politica sia un affare per pochi, quelli di sempre messi assieme a pochi altri, più giovani ed inesperti, che sono diventati del tutto simili a chi li ha forgiati e li manovra. Si tratta di quel gioco al massacro dove a pagare un prezzo altissimo sono sempre e solo quelli veramente liberi da qualsiasi “padrino”, “datore di lavoro” o pacchetto di voti a qualsiasi età e in qualsiasi condizione si trova chi è libero davvero. Gli altri devono restare al fianco di chi già c’era ed essere ammaestrati affinché si possa essere fatti entrambi della stessa pasta. Il vero ricambio generazionale in politica locale (di idee, di metodi, di pratiche) di cui ci si vanta tanto dai palchi è fermo al palo da anni. Impedito da pratiche clientelari, di cordata, di clan, di nonnismo e da ogni altro squallore. Dalla facinorosa faziosità dell’inganno, da quei pacchetti di voti che sono indispensabili e si decidono a tavolino, dai mille beceri emblemi di pura commistione tra i peggiori imprenditori che hanno danaro contante che non deve essere tracciato e i peggiori politici che con loro si alleano sempre per avere soldi, beni e servigio.
Mancano ancora un po’ di mesi alle prossime elezioni comunali ma molte persone si stanno già muovendo. Sondano terreno, fanno nomi, hanno le liste già quasi fatte almeno sulla carta. Vanno a caccia di volti nuovi e componenti di famiglie che possono portare molti voti. Il meccanismo della politica è noto e lo è da sempre. Ognuno cerca di “anticipare” le mosse che potrebbero fare gli altri. La partita in gioco, per chi vive solo e da sempre di politica locale e cerca di far partire da qui ogni vantaggio personale, è di grande rilievo. Chi non amministra ancora vuole farlo a tutti i costi. Chi sta amministrando non vuole cedere un solo millimetro. Non bisogna assolutamente far posto ad altri. Anzi. Per essere confermati, quelli che amministrano hanno preparato un programma fittissimo di opere pubbliche collocate ad arte a ridosso delle elezioni per far presa. E hanno nel cassetto già pronte denigrazioni di vario tipo che faranno ad arte come le inaugurazioni messe in programma. Come i costi (danaro pubblico) per pagare la comunicazione spesa tutta e solo a proprio vantaggio che è detto istituzionale. In realtà devono convincere la città che mentre gli altri, tutti gli altri (noi compresi), fanno polemiche inutili e sterili, scrivono cose false e solo bugie, loro sono seri e amministrano bene da almeno mezzo secolo. Poi arrivano certe notizie che se confermate impongono una chiara e diffusa reazione popolare. Che solo ciò che non si fa non si saprà mai. Che la verità prima o poi viene a galla. E porta sempre le prove con sé. Che non tutti quelli che fanno informazione possono essere pagati e addomesticati per organizzare il proprio salottino mediatico. E non cedono davanti a nessuno dei poteri forti ed arroganti, alle bugie diffuse, alla recita popolare imparata ad arte che la politica di ieri, di oggi e di domani porta sempre con sé e ora anche di più e di peggio.


