Via San Giuseppe sarà via Giovanni De Simone. E a Sant’Anastasia scoppia la (giusta) polemica
C’è chi alla vista dei manifestini, affissi lungo quella che ancora oggi (e da tantissimi anni) è a Sant’Anastasia via San Giuseppe, ad indicare che sarà via “Dott. Giovanni De Simone” con tanto di titolo accademico davanti al nome semmai dovesse trattarsi di un Giovanni De Simone omonimo ma senza arte né parte. Così senza nessun feedback con le tante famiglie che vi abitano e che ora sono costretti a cambiarsi i documenti con aggravio di spese, gli anastasiani di questa parte del paese hanno reagito in diversi modi. A partire da Pasquale Abete che in quella strada ha affetti familiari e tanti ricordi.
Alla fine, per esprimere il suo pensiero e non essere frainteso, Pasquale Abete, ha usato la sana ironia. Lui che il compianto Giovanni De Simone l’ha conosciuto in vita, come tanti altri, per la sua professione medica e per il fatto che amava poco il palcoscenico. E che ora si trova sotto polemica, suo malgrado. Niente meno per avere “scippato” la strada a San Giuseppe. «Per varie vicissitudini – ha scritto sul suo profilo facebook – ho avuto il piacere di conoscere di persona il bravissimo dottore Giovanni De Simone. Persona garbata, competente. Mai superficiale. Disponibile con tutti. Ma la dote umana che lo distingueva era la sua semplicità nel non far pesare le cose che faceva. Pertanto mi riesce facile immaginare il buon Giovanni in Paradiso che si mortifica al pensiero d’incontrare San Giuseppe.
Per sua fortuna San Giuseppe non è il marchese della Livella di Toto’. San Giuseppe come Giovanni è (è stato) uomo d’amore. È grazie a San Giuseppe se siamo cristiani. È grazie all’amore di Giuseppe se Maria non è stata lapidata. L’8 Dicembre 1870 Papa Pio IX riconosce San Giuseppe come Patrono della Chiesa Universale.
Comunque… cambiare il nome di una strada è una cosa seria. Molto delicata. Noi ci identifichiamo in un luogo anche attraverso il nome che quel luogo porta. Cambiare il nome di una strada senza coinvolgere i cittadini, senza che ci sia una motivazione comprensibile, come nel caso specifico, significa defraudare i cittadini della loro identità. Inoltre può generare divisioni e diseguaglianze sociali: io posso, tu non puoi. Io sono un dottore, tu un semplice falegname.
In Paradiso, intanto, il nostro caro dottor Giovanni incontra San Giuseppe, il quale senza esitare un attimo lo rincuora: “Non stare a crocifiggerti, Giovanni, tu sei un puro di cuore. Queste sono faccende umane. A volte gli uomini si perdono e cercano l’immortalità anche nel nome di una strada. Vedrai che col tempo si ravvederanno”.»
E invece, assai più probabilmente, il cuore limpido di Pasquale Abete dovrà rassegnarsi. Molto probabilmente la vicenda dividerà il paese nelle prossime settimane tra coloro che difenderanno la scelta e chi, invece, dirà (come già è stato) che si è trattato della pura vanità di taluni viventi legati al compianto Giovanni De Simone che pur di (loro) rimanere immortali hanno attivato con l’amministrazione cittadina, amica ed accondiscendente il difficile percorso che ci vuole, mostrando ragioni eccezionali, affinché una strada possa cambiare il nome e mandare in soffitta nientemeno che un santo come San Giuseppe. C’è chi ripete che la gloria dei mortali passa anche così ma resta pur sempre mortale a combinare trame tra i vivi che, in questo caso, non fanno altro che tradire la stessa semplicità che ebbe, da uomo e da medico stimato, Giovanni De Simone in vita innescando persino e per paradosso il dissenso di tanti altri anastasiani che non gli avrebbero, con tutto il rispetto, mai dedicato una strada con queste modalità da “affare privato”.






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