Segnali di vita a Sant’Anastasia. Sul web ci sono più voci per mandare a casa questa pessima amministrazione
C’è chi in questi ultimi cinque anni a Sant’Anastasia ha fatto sponda ai peggiori politici perché erano e sono ancora ad amministrare la città sia pure per un pugno di voti ricevuti alle scorse elezioni del 2020. Dirigenti scolastici in scuole dell’obbligo o delle medie superiori, associazioni, preti, parroci, frati, pii bigotti o pagnottisti, imprenditori collusi che hanno cercato ed avuto poi solo vantaggi da parte politica, per esempio, nel nuovo PUC cambiato ad hoc (come qualcuno è pronto a scommettere e a dire millantando crediti elettorali presenti e futuri) con il solo scopo di dar vantaggio a quegli imprenditori che hanno sostenuto questa amministrazione. E, persino, opere pubbliche, quelle poche, pagate con i soldi di tutti i cittadini e delle loro tasse e realizzate davanti alle case e/o esercizi commerciali dei loro amici che, in diversi casi, sono anche i loro finanziatori in beni materiali, voti e liste come alle scorse o alle prossime elezioni. Una platea supina e referenziale per avere un proprio tornaconto, una mediocre visibilità. Oppure vedere trasformati i propri terreni agricoli in terreni commerciali come richiesto all’origine. Tutti interessati ad un proprio vantaggio ma di fatto tutti anche usati da questa pessima amministrazione cittadina che, nata con il “peccato originale”, ha amministrato malissimo portando vantaggio concreto agli amici e, nel contempo, cercando di gettare fumo negli occhi di tutti i cittadini davanti ai quali vuole apparire come la migliore classe politica locale che possa esserci. Trasformando per questo persino la segnaletica stradale in uno straordinario intervento urbano per la città che si racconta a puntate sui loro social e persino sulle testate locali ed “amiche” che riportano foto e testi dei loro social così male usati nonostante l’ausilio di video in stile Corleone. Uno stile che impera a Sant’Anastasia da troppi e tanti anni. Eppure ora qualcosa sembra muoversi nonostante le clientele create da questi amministratori. Ecco le voci del web che stanno individuando gli enormi fossati di mediocrità nei quali ha guazzato negli anni questo manipolo di politici locali che ci amministra e che non vuole mollare il potere locale continuando a governare la città in stile Corleone. Qui dove è linciato chi dissente, cancellato e bannato chi accenna agli errori fatti sotto i loro post e, persino, aggredito chi si permette ogni tanto di fare vera opposizione durante i consigli comunali che segnano solo lo squallore del presente.
Franco Casagrande ha perso qualche tempo fa il suo vecchio account facebook. Qualcuno che non gradiva la sua costante e tenace opposizione a questa mediocre amministrazione cittadina lo ha segnalato più volte e così è stato bloccato e costretto a farsi un nuovo account. Insultato, deriso per il suo italiano da gente che non ha nemmeno la licenza superiore o che ha fatto della corruzione il proprio percorso politico e professionale, l’anastasiano venuto da Ponticelli ad abitare in zona Boschetto ha dovuto presto fare i conti con lo squallore di certi anastasiani oriundi che, vecchi o giovani, hanno usato la stessa identica tracotanza perché alunni della stessa scuola politica. Il percorso è stato lungo. I suoi post hanno sottolineato le mille falle che in questi anni son venute fuori. Eppure, in questi stessi anni, quella di Franco Casagrande non è stata certamente l’unica voce di dissenso. Un altro anastasiano “acquisto” gli ha fatto da eco e non da poco, aprendo da altre angolazioni, dato il suo lavoro in giro per l’Italia che ha base nella città d’Italia più frenetica ed opulenta, Antonio D’Isa non le ha mandate a dire. Con riferimenti precisi, con temi cruciali ma sempre con garbo e uno sguardo sul mondo esterno.
Con l’ausilio di satire e parole scelte al vetriolo, non si è risparmiato, come da par suo, Ciro Colombrino, anastasiano di più lungo corso con radici in città ben salde, che con la sua pagina web “Sant’Anastasia Oggi” irriverente e sferzante quando ha voluto e vuole denunciare questa cattiva amministrazione usando con destrezza anche l’intelligenza artificiale per fare della satira graffi che fanno pensare. Persino quando in Consiglio comunale l’opposizione ha taciuto per troppo tempo, loro si sono mossi e hanno denunciato tutte le storture, i ritardi, le miopie, le arroganze di questa amministrazione.
A loro, soprattutto negli ultimi tempi, si sono aggiunte altre voci di dissenso legate direttamente a nomi e volti di una compagine politica che si sta facendo strada. Assieme a fette di società civile dalle quali è arrivata già, spontanea e coraggiosa, un autocandidatura, quella di Alessandro Pace che su questo suo profilo facebook dice di esser nato e vivere a Siena ma chi lo conosce bene dice che vive a Sant’Anastasia saldamente e ben saldamente ne conosce i problemi. La nascita del laboratorio politico Sant’Anastasia 𝒍𝒐𝒂𝒅𝒊𝒏𝒈 ha fatto venir fuori altri visi e voci. Da quelle più storiche di Antonella Marciano, Mariano Caserta, Carmine Capuano a quelle più giovani di Tonia Panico ed altri anche non direttamente collocabili, già ora, dentro lo stesso progetto politico. Voci critiche comunque, anche giovanissime e documentate, di dissenso che pongono temi, riflessioni, quesiti centrali. Tra questi ci sono di sicuro i post di Voce Anastasiana, di CambiAmo Sant’Anastasia, ma anche di giovani come Tommaso Porricielli e Giacomo Maione. Con dovizia e spesso meglio di testate giornalistiche locali sono stati e sono loro oggi a rappresentare le voci del dissenso, a denunciare soprusi, le miopie amministrative, i soldi spesi male, gli eventi con pochissima partecipazione, le violenze verbali solite di chi amministra che esercitate, ogni volta che è possibile, in consiglio comunale o fuori dacché ispirate ad un lungo corso che gli anastasiani conoscono bene e che in questi anni si sono fatte solo con più prudenza per portare a casa i propri vantaggi sotto banco senza alzare polveroni che fanno danno. Ma la natura resta quella: violenta, arrogante, clientelare, estremamente corrotta e con decine di ambiguità e zone buie.
Questo portale che nel suo payoff grafico si definisce “il giornale della città futura” farà, d’ora in poi e nuovamente, la sua parte per intero come nell’alveo degli impegni vissuti durante il primo decennio del Duemila quando i social erano all’alba. Ora l’anastasiano è più libero e lieto di riportare tutte le voci del dissenso per auspicare l’unità di chi a Sant’Anastasia (dacché maggioranza numerica e civile) già nel 2020 avrebbe potuto mandare a casa se unita (ma non lo ha fatto) questa amministrazione mediocre, arrogante ed incapace nata da quel enorme “peccato originale” che in molti (dirigenti, preti, parroci, frati, associazioni, imprenditori corrotti e corruttori) hanno fatto finta in questi anni di non vedere, di non sapere, di non capire facendo sponda a loro in questi anni per farli sedere ai loro stessi convegni, nelle chiese e sopra gli altari per omelie laiche e politiche o sui palchi per i loro eventi musicali ed artistici in cambio di patrocini del tutto interessati.
Presto potrete seguire su questo portale i temi, le parole ed i nomi di chi non ha nessuna reticenza a denunciare lo squallore che vede o ha visto per mandare a casa una politica fallimentare che ha fermato la città di Sant’Anastasia per tanti e troppi anni. Sperando che non accada ancora.

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