Agosto 2025, il Vesuvio brucia, ora il fronte di fuoco è di 3 Km: arrivano esercito e protezione civile. I sospetti sull’origine dolosa e i segnali ignorati sono elementi che pesano oggi più di ieri. I danni sono ingenti e incideranno sulla vegetazione, l’economia ed il paesaggio per molto tempo. Ancora una volta, come altri anni orribilis, la mano criminale di alcuni porta un danno pesantissimo in questa parte d’Italia.
A poco conta per gli abitanti di Sant’Anastasia, Somma, Pollena Trocchia, San Sebastiano pensare che le fiamme quest’anno riguardato il versante di Ottaviano, San Giuseppe, Terzigno. La comunità del Parco nazionale del Vesuvio conta ben 13 comuni ed oggi il danno è per tutti. Resta intanto ancora critica dopo ore la situazione sul Vesuvio. Lo comunica la Protezione Civile della Regione Campania che ha provveduto a richiedere, all’interno del Centro Coordinamento Soccorsi in Prefettura, l’invio dell’Esercito per supportare le attività relative al presidio delle strade e alla realizzazione di piste di accesso nonché al rifornimento di acqua con le autobotti. A rendere ancora più complessa la gestione della situazione, le condizioni meteo sfavorevoli per l’aumento delle temperature: il Centro Funzionale della Regione ha infatti emanato un avviso per ondate di calore.
Il fronte di incendio in corso nel Parco Nazionale del Vesuvio è di due chilometri e mezzo per tre e le fiamme hanno già divorato 400 ettari di vegetazione, essendosi estese da Terzigno alla riserva Tirone Alto Vesuvio, quindi dalla parte interna del Monte Somma e poi lungo il versante Boschese. La situazione più grave è nella riserva, sulla quale sono stati dirottati la maggioranza dei Canadair a disposizione. La Protezione Civile ha attivato la mobilitazione nazionale per fronteggiare l’incendio al Parco del Vesuvio. Nella nota del dipartimento si legge che sono “in azione 6 Canadair e 2 elicotteri della Flotta nazionale insieme a mezzi aerei regionali. Squadre di Vigili del Fuoco al lavoro a terra. Più di 100 volontari di Protezione civile operativi e militari in supporto con mezzi pesanti”.
Il presidente del Parco, “siamo preoccupati”
“Siamo fortemente preoccupati per l’evolversi della situazione – dice all’AGI il presidente del Parco, Raffaele De Luca – e il nostro pensiero va alla salvaguardia del patrimonio naturale e alla sicurezza di chi vive e lavora intorno al vulcano. L’incendio è stato circoscritto ma non è risolto del tutto”,
La zona ancora interessata dalle fiamme è “Ottaviano” ma “non è pericoloso per i residenti”. La riserva del Tirone, invece, “è stata danneggiata, al momento in piccola parte, circa 40 ettari, che corrispondono al 4% della superficie totale della riserva. Il rogo è stato comunque arginato per buona parte. Però non riusciamo per stasera a domarlo completamente, se ne parla per il 10 agosto. Poi inizierà la grande opera che è la più importante che è quella di bonifica del territorio, perché è la bonifica che poi deve essere fatta per bene“.
Tajani, “il governo decreta l’emergenza nazionale”
“Il governo, che ha decretato l’emergenza nazionale, segue la crisi anche attraverso il ministro dell’Ambiente Pichetto“, scrive sui social il vicepremier e leader FI, Antonio Tajani. “Sento il dovere di ringraziare i volontari, la Protezione civile, i Vigili del fuoco, i sindaci e il Prefetto di Napoli – prosegue – che in questi giorni hanno dedicato il massimo impegno per far fronte alla grave emergenza ambientale sul Vesuvio“.
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