Una porta può aprirsi o chiudersi. Può precluderci mondi oppure aprirci a nuovi orizzonti. Può portarci in stanze (e futuri) luminosi e belli oppure verso l’ignoto che vogliamo evitare. Una porta può svelarci il sogno che abbiamo preparato perché si apre oppure può renderlo impossibile perché rimane chiusa. Antonio Aliperti (classe 1979) ora ci gioca a fare metafore sul tema delle porte. Nel suo nuovo salotto d’impresa, aperto ufficialmente a Sant’Anastasia in via Romani 208 presso l’ex complesso Spadaro ora diventato un ricco ed interessantissimo centro commerciale, ha fatto incidere una frase che s’illumina a giorno: “Ogni sogno è una porta…”. Figlio d’arte e di passioni che nel 2016 ha fatto nascere, dopo una lunga militanza nell’azienda di famiglia, la sua “Alidoors” acronimo di “Ali-perti”, il cognome di famiglia e di “doors” quell’inglese che non guasta mai e che ormai tutti conoscono e sanno tradurre in tema di porte.
Ufficialmente è aperto da sabato 12 luglio 25 anche se era tutto già pronto da giorni. Il nuovo “salotto” Alidoors di Antonio Aliperti è un luogo (cult ed accogliente) che mette assieme le migliori aziende italiane in tema di portoni, porte blindate, porte interne, finestre, infissi e tende. E che completa una trilogia (due punti vendita ed un Cash&carry) su cui oggi Alidoors può contare. Dal nuovo salotto, appena inaugurato in via Romani, al punto vendita che Alidoors ha già dal 2016 al Centro commerciale “Le Aquile” in via Pomigliano a Sant’Anastasia ci sono appena pochi chilometri ma il concetto qui è ben diverso ed è all’insegna della teoria che tutte le tasche (dei clienti) vanno rispettate, che mentre un architetto, un ingegnere, un imprenditore dell’accoglienza avrà la necessità di sedersi comodo attorno al tavolo (in legno pregiato e forme sinuose) per fare tutte le ipotesi di soluzioni, per vedere in tempo reale sullo schermo tutte le varianti dovendo decidere l’investimento delle porte, degli infissi e, persino, delle tende di cui ha necessità mentre una coppia, una famiglia, un cliente di vecchia o nuova data può recarsi al negozio del Centro commerciale “Le Aquile” per investimenti meno dispendiosi ma altrettanto curati e seguiti con la solita passione che Alidoors mette nelle cose. Un concetto che Antonio Aliperti ci spiega con cura senza voler fare alcuna discriminazione tra tasche diverse perché “tutti i clienti per noi sono davvero importanti e vanno seguiti con la medesima attenzione” tiene a dirci il giorno stesso in cui il suo “salotto” ha preso forma ed è aperto al pubblico.
E sarà un lungo e bel viaggio multimediale, dacché ripreso dalle nostre telecamere, quello che vedrà impegnato, con lemigliorimprese.it, Antonio Aliperti nei prossimi mesi a spiegarci i“segreti” di portoni e porte blindate, il loro materiale di produzione, gli accorgimenti, le nuove tecnologie che sono arrivate anche in questo settore. E, ancora, le aziende leader di mercato, le loro storie, le loro produzioni. Un viaggio che lui farà per noi a favor di telecamera, innanzitutto, dentro i luoghi dei prodotti e delle produzioni di un’azienda leader, come lo è Dierre, con cui il sodalizio è forte e duraturo. Per dare tutto il valore ad un antico sodalizio voluto, già all’epoca, dal papà di Antonio, Vito Aliperti quando si lavorava assieme nella stessa azienda. Un’intuizione che già in quegli anni cambiò la fisionomia dell’azienda di famiglia nata attorno a lavorazioni in ferro battuto e che Antonio non ha mai voluto rinnegare. Al contrario. Il ricordo del papà Vito gli è costato un momento inatteso ma bello di commozione che abbiamo documentato durante le riprese che vedremo nelle prossime settimane quando il viaggio tra porte interne ed esterne, finestre, infissi e tanto altro entrerà nel vivo ed Antonio Aliperti saprà condurci per mano per capire come fare il miglior acquisto e come saperne di più del grande mondo Dierre di portoni, porte blindate e porte interne tutte di grande design, di colori, di tasche e di soluzioni tra le più varie. Antonio Aliperti elogia una ad una le qualità della famiglia De Robertis. Dai compianti Pino e Nino De Robertis scomparsi rispettivamente nel 2016 e nel 2017 ai testimoni attuali di un brand che ha fatto strada: Vincenzo, Alessandro e Franco De Robertis dei quali Antonio Aliperti mostra ora orgoglioso i volti in gigantografie nel suo nuovo salotto di progettazione e vendita. Nel racconto non dimentica la nuova generazione. Nadia e Sonia le due figlie di Pino De Robertis. E poi Annamaria Piacenza figlia dell’unica presenza femminile in casa De Robertis che è stata per anni accanto ai suoi cinque fratelli. L’energia delle nuove generazioni Dierre sono sul campo. Come i figli di Franco De Robertis, tutti impegnati oggi nella stessa direzione di futuro: Michele uno dei pilastri della produzione che si occupa anche della divisione porte blindate e tagliafuoco, Marco che si occupa e guida la produzione dei cilindri e delle casseforti e Simone responsabile commerciale in Piemonte, culla e patria Dierre. A capo dell’Ufficio tecnico e dell’innovazione c’è Luca De Robertis, figlio di Alessandro, ingegnere vocato alla progettazione di nuovi prodotti o di quelli già noti da innovare e porre sul mercato.
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Un percorso, quello firmato Dierre, che quest’anno compie 50 anni di storia e che già nel 2019 così si commentava: «Porte aperte alla crescita: Dierre fa il punto sul budget 2019, un anno che hanno ribadito per Villanova d’Asti il ruolo di capitale italiana delle porte blindate. L’azienda specializzata in infissi ha raggiunto i 148 milioni di euro, con 710 dipendenti divisi tra quattro stabilimenti, per una capacità produttiva di oltre 1.500 porte al giorno.
I conti del 2019 sono una tappa della storia iniziata nel 1975, anno in cui Dierre fu fondata. Da allora la famiglia ma anche il legame indissolubile con il territorio hanno rappresentato le radici e l’orizzonte di una realtà industriale di primo piano».
E ancora: «Dai capannoni a ridosso dell’autostrada A21 escono tutti i modelli di porte blindate, ma anche di porte interne, tagliafuoco e casseforti che verranno poi venduti in Italia e nel mondo. Prodotti ad alto valore aggiunto, equipaggiati con serrature e meccanismi di sicurezza sviluppati direttamente dall’azienda per contrastare i tentativi di furto più evoluti. Senza dimenticare l’attenzione al design di ogni particolare. Altri tre centri produttivi si trovano vicino a Torino (Avigliana), Cuneo (a Mondovì) e a Cornate d’Adda (Monza Brianza). “Dall’epoca dei grandi volumi siamo passati alla personalizzazione estrema di ogni prodotto”, sottolinea il presidente Vincenzo De Robertis, che ancora oggi guida l’azienda e disegna le prospettive strategiche del Gruppo. “Si moltiplicano gli accessori e le finiture, per consentire ad ogni cliente di avere una porta unica, quasi disegnata su misura per le sue esigenze. La sfida dunque è quella di mettere insieme una produzione di tipo industriale con un prodotto di qualità artigianale”. Negli anni Dierre ha contribuito a rinnovare lo stesso concetto di sicurezza. All’antieffrazione si è aggiunto ormai un mix di caratteristiche che vanno dall’isolamento termico a quello acustico, dalla tenuta all’acqua a nuove modalità di installazione filo-muro. Una posa che fa letteralmente sparire la porta integrandola nella parete che la circonda, e di cui può riprodurre la finitura. Oltre 70 i brevetti depositati a livello italiano e internazionale: serrature di ultima generazione, cerniere a scomparsa di derivazione aeronautica, chiavi elettroniche programmabili che registrano gli ingressi e posso essere cancellate in caso di smarrimento, ma anche sistemi di apertura biometrici che permettono di aprire tutte le porte di casa letteralmente con un dito».
«La propensione all’innovazione è il segreto che ha permesso di superare gli anni più duri della crisi, con la contrazione del settore interno delle costruzioni e mercati esteri come Grecia e Spagna vaporizzati senza preavviso. Mantenuti i livelli occupazionali e sviluppati nuovi prodotti per essere ancora più competitivi sui mercati esteri, oggi Dierre guarda al futuro con rinnovato ottimismo. “La nostra quota di export ha raggiunto il 48% ma è in costante crescita. In tutto il mondo i prodotti italiani sono i più amati per quella miscela di stile e qualità che nessuno riesce a imitare”, evidenzia Laura De Robertis, responsabile marketing dell’azienda e seconda generazione imprenditoriale. Dierre ha consolidato nel tempo un ruolo di fornitore a 360 gradi per tutte le soluzioni relative a chiusure di sicurezza e serramenti da interni, sia in ambito residenziale che nei grandi edifici pubblici».
Testimonial del mondo Dierre in Campania e non solo, Antonio Aliperti, ha creato un rapporto di stima e rispetto con la famiglia De Robertis legando alle diverse mansioni che nel processo di produzione si hanno tutto il pregio dei profili umani e professionali che abitano in famiglia De Robertis.
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Ad un’identica filosofia di stretta ed intensa collaborazione e conoscenza personale con le proprietà e le sensibilità dei fondatori si è ispirato Antonio Aliperti con quei prodotti che la Dierre non ha in catalogo ma dei quali il settore nel quale il giovane imprenditore napoletano lavora da anni ha assolutamente bisogno. Così entra in scena Navello, altra azienda leader del Piemonte con origini cuneesi quando si tratta di parlare di finestre d’alta qualità tutte bellissime. O, ancora, con Rilox Italia quando, invece, si tratta di mostrare i tendaggi e tutte le loro soluzioni. Una persina che può essere battente o scorrevole che ha l’elegenza di chi mette sul mercato prodotti di qualità come fa Italjolly altra azienda che si mostra nel nuovo salotto di Antonio Aliperti. mentre Res Italia in Alidoors è l’azienda artigianale che compone porte, cabine armadio, porte, pareti che dividono vani o ambienti della casa.
Il nuovo salotto di via Romani 208 a Sant’Anastasia (Napoli) che Alidoors ha aperto da poco, ha accanto già da tempo il suo Cash&Carry di logistica dove arrivano imprese edili e molti altri a rifornirsi ogni mattina. Una sintesi perfetta, magazzino, luogo e laboratorio di un’impresa che sta conquistando fette di mercato, che vuole curare i dettagli (comprare per credere), che ha dentro tutta la visione di futuro di cui è capace oggi Antonio Aliperti, il garbo, la competenza, la capacità di stringere legami dentro e fuori l’azienda ma anche in giro per l’Italia con aziende di primissimo piano. Legami che sono preziosi e che danno tutta la credibilità di un’impresa. Contando su di un team che oggi ha dentro Vera Romano, storica sua collaboratrice, Pietro Maiello e Miriam Sirio, ragazzi in gamba entrati in squadra più di recente che hanno ben compreso a quale ruolo e mission a cui occorre ispirarsi.
La “fotosintesi” che segue è solo un piccolo anticipo di ciò che vedremo a partire dai prossimi giorni e settimane qui e sui nostri canali media (da Instagram a YouTube, a Facebook, a TikTok) ma soprattutto sulla piattaforma web lemigliorimprese.it.
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