Nuova luce su Santa Maria La Nova, la Chiesa madre di Sant’Anastasia
Un’accensione solenne, un parroco instancabile e una comunità che non si è mai arresa. A Sant’Anastasia, Santa Maria La Nova rinasce sotto una nuova luce, tra memoria storica e futuro condiviso. Ma dietro i muri restaurati c’è molto di più: il racconto di una comunità viva, unita e operosa. E il cammino, nonostante tutto, non è ancora finito…
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di noemi de rosa
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In una suggestiva serata d’inizio estate, quella del 12 luglio 2025, la Chiesa Madre di Santa Maria La Nova ha illuminato la sua “nuova” facciata. A presiedere il momento solenne, il vescovo di Nola, mons. Francesco Marino, giunto in parrocchia per conferire le cresime ai ragazzi e ai giovani, e rimasto per benedire e dare ufficialmente nuova vita a uno dei luoghi più amati e simbolici del territorio. Un evento che non ha rappresentato soltanto il ritorno alla bellezza architettonica, ma soprattutto la celebrazione della tenacia di una comunità che non ha mai smesso di credere, sperare e lavorare per riportare la propria chiesa al centro della vita spirituale e cittadina.
Radici profonde per un nuovo inizio
Quella di Santa Maria La Nova è una storia che affonda le sue radici nei secoli, intrecciandosi con le vicende religiose e sociali del territorio. L’antico edificio sacro sorgeva un tempo nella zona detta “Pozzo”, oggi nel cuore del centro cittadino, e secondo la tradizione fu costruito su un’area precedentemente occupata da un tempio pagano, forse scelto proprio per la presenza di acque sorgive, considerate sacre già in epoca remota. L’intitolazione a Santa Maria risale al XVI secolo, quando la comunità decise di edificare una nuova chiesa, più grande e dignitosa, nel cuore dell’attuale piazza Trivio. La scelta segnò una svolta urbanistica e simbolica: l’abbandono dell’antica zona e la nascita di un nuovo centro attorno al luogo di culto, che divenne riferimento religioso e sociale. Nel tempo, la chiesa subì numerosi interventi e trasformazioni architettoniche: cambiò orientamento, struttura e persino configurazione interna, passando da un impianto con tre navate e numerose cappelle laterali, a uno più contenuto e funzionale.
La facciata attuale, settecentesca, è un omaggio elegante alla classicità locale: colonne ioniche, timpano e fregi decorativi richiamano modelli greco-romani, rivisitati secondo un gusto sobrio influenzato dal Neoclassicismo. Sulla parete esterna spicca il dipinto murale di San Francesco Saverio, patrono di Sant’Anastasia, realizzato nel 1947 da Vittorio Luigi Torelli, segno tangibile della vocazione missionaria della parrocchia.
Un cantiere di fede, amore e concretezza
Se la bellezza è tornata a splendere, il merito è di un cammino collettivo, portato avanti non senza difficoltà. A guidarlo, sin dal suo arrivo, è stato il parroco, don Tommaso Lucania, che – come lui stesso ha raccontato in una lettera accorata indirizzata ai fedeli del giugno 2024 – ha accettato il suo incarico consapevole delle sfide ma fiducioso nella Grazia di Dio.
“È tempo di ripartire rapidamente e portare a compimento gli interventi edilizi programmati. E cosa si potrà fare senza il vostro aiuto?”
Con umiltà e coraggio, ha presieduto personalmente il cantiere, spesso “mettendoci le mani in pasta” – come si suol dire – e dando non solo guida spirituale ma anche concreta direzione ai lavori. Fin da subito, infatti, don Tommaso si è speso in prima persona, presiedendo il cantiere, monitorando ogni fase dei lavori, e intervenendo anche materialmente dove serviva. Ha dato luce alla chiesa – sia letteralmente che metaforicamente – rinnovando completamente l’impianto elettrico e riaccendendo, al contempo, la speranza di una rinascita concreta.
Ma il vero motore del restauro è stata la comunità, che ha risposto con entusiasmo e spirito di servizio. Fra famiglie, giovani, volontari, artigiani e professionisti, è nata una vera “Chiesa operosa”, in cui ciascuno ha offerto tempo, lavoro, materiali o preghiera, costruendo insieme non solo un edificio, ma una comunità coesa e matura. Un’opera collettiva che racconta una Chiesa viva, in cui la pietra si fonde con la carne, e il cemento con la fede. Di una comunità che non si è mai fermata, neanche durante i lavori quando le celebrazioni si sono spostate nel piccolo salone dell’oratorio: al contrario, ha trovato nuove occasioni per rafforzarsi, ritrovarsi e ripensarsi. È proprio in questo periodo che, in linea con il desiderio del vescovo Marino di promuovere una Chiesa più partecipata e corresponsabile, è stato istituito anche il Consiglio Pastorale Parrocchiale. Questo organismo, voluto in tutte le parrocchie della diocesi, ha il compito di affiancare il parroco nel discernimento e nella programmazione delle attività pastorali, offrendo uno spazio di ascolto, confronto e collaborazione tra sacerdoti, religiosi e laici. Una scelta che nasce dalla visione di una Chiesa “più sinodale”, cioè capace di camminare insieme, dove ogni voce sia accolta e valorizzata.
Nel concreto, il Consiglio ha rappresentato un momento prezioso di maturazione comunitaria: ha reso la partecipazione più attiva, ha dato forma alle idee condivise e ha contribuito a rafforzare quel tessuto umano e spirituale che rende davvero viva una parrocchia.
Una riaccensione che apre a un percorso ancora vivo
Questa serata ha restituito alla Chiesa Madre una luce nuova, ma non coincide con la fine dei lavori: il campanile e i lati laterali attendono ancora il completamento, già programmato nella seconda fase. Tuttavia, la portata del restauro va ben oltre: è un segnale concreto che Santa Maria La Nova è una casa viva, nata dall’impegno condiviso.
Da qui in avanti, si proseguirà su una scia di speranza, coraggio e comunione. Come ha ricordato don Tommaso Lucania nella sua lettera: «Il vero contributo? Quello donato con il cuore, che farà della chiesa la nostra casa dove tutto verrà accolto dall’amore che si vivrà e dalla fede che si avrà in ciò che si dovrà svolgere per il bene comune», e mai frase più calzante per descrivere il percorso compiuto.
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il momento della nuova illuminazione
fotosintesi dell’evento












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