Per diversi anni ha fatto la prima linea della lotta ai mali endemici dei territori campani. E gli anastasiani lo hanno conosciuto in diverse occasioni quando ha celebrato liturgie e sacramenti nelle parrocchie della città. Ha parlato da prelato in molte occasioni alla gente delle diocesi dove è stato vescovo: Amalfi, Nola soprattutto. Dall’11 novembre del 2016 è vescovo emerito di Nola. Eppure, nonostante l’età più veneranda, oggi Beniamino Depalma non risparmia né fatiche né parole. Come è accaduto, questa volta, per questo Natale stranissimo dell’anno 2020, quello della pandemia e del Covid. Occasione propizia per far sentire la sua voce, la voce di una chiesa militante che non si tira indietro nemmeno davanti alle provocazioni che salgono dalla società civile, dal mondo laico, dalla folla dei tanti disperati che stanno vivendo il buio della pandemia. Dove sei Dio? Ti sei dimenticato di noi? Dove sei finito? Domande cruciali e dirette che il vescovo emerito non si risparmia. Nato a Giovinazzo il 15 maggio del 1941, Beniamino Depalma venne ordinato sacerdote il 3 aprile 1965 dal cardinale Alfonso Castaldo, arcivescovo di Napoli. Il 7 dicembre 1990 venne eletto arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni. Ricevette l’ordinazione episcopale il 26 gennaio 1991. Il 15 luglio 1999 venne nominato vescovo di Nola, con il titolo di arcivescovo ad personam. Iniziò così solennemente il suo ministero pastorale a Nola il 16 ottobre 1999. L’11 ottobre 2012 indisse il decimo sinodo diocesano. Attualmente è membro della Commissione episcopale per la Liturgia. Dal 2012 è gran priore dell’Ordine militare del Santissimo Salvatore di Santa Brigida di Svezia, succedendo all’arcivescovo Bruno Schettino, scomparso prematuramente; è inoltre gran priore per l’Italia meridionale tirrenica e grand’ufficiale dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e cappellano capo del Gran priorato di Napoli e Sicilia del sovrano militare ordine di Malta. L’11 novembre 2016 Papa Francesco accoglie la sua rinuncia all’episcopato di Nola per raggiunti limiti di età. Oggi la voce di Beniamino Depalma continua a farsi a sentire dalle mura possenti della Casa dei Padri Vincenziani di Napoli, in uno dei quartieri più antichi e storici di Napoli, la Sanità. Preghiera e sguardo attento sul mondo è il binomio con cui, da sempre, Beniamino Depalma ha impostato la sua azione pastorale. Mai domo di impegnarsi a favore dei più deboli. Sempre pronto ad interpretare il senso ed i significati degli accadimenti storici. In Campania ha lottato contro i cattolici che si dicono tali senza essere coerenti. Contro la camorra, l’usura, il malaffare. Così, in un momento di grande smarrimento su scala globale a causa della pandemia da Covid-19, ha voluto far sentire la sua voce: forte, chiara, di speranza e di vita. Qui mentre rivolge gli auguri del Natale.