Scritto di getto senza rivendicare nessuna paternità per evitare ogni strumentalizzazione il “Manifesto per Sant’Anastasia” tenta di determinare un fronte comune contro il malaffare, la corruzione, le tangenti passate e presenti, le condanne e le vicende giudiziarie che, dal 2013, hanno inquinato e rovinato il sereno e normale dibattito sui temi e gli orizzonti presenti e futuri di Sant’Anastasia. L’iniziativa, già sottoscritta da diversi cittadini, è destinata ad intercettare le vicende pubbliche in vista delle prossime elezioni che si sono rese necessarie, dopo solo sei mesi dalle ultime elezioni, per lo sconquasso della inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il sindaco dimissionario Lello Abete, tuttora in carcere dalla mattina del 6 dicembre scorso, assieme al segretario comunale Egizio Lombardi e all’imprenditore Montuori. L’ex consigliere comunale Pasquale Iorio, anch’egli arrestato il 6 dicembre, è ora ai domiciliari dacché ha scelto di collaborare con la giustizia.

Il testo del “Manifesto per Sant’Anastasia” e le sottoscrizioni finora raccolte

In un momento cruciale per le sorti di Sant’Anastasia arriva da tante parti diverse della comunità locale (scuole, associazioni, imprese, giovani, intellettuali, imprenditori, operai, famiglie, singoli cittadini) una domanda forte, il desiderio profondo di liberare la politica anastasiana dai suoi mali.

Liberarla dalle storie giudiziarie di chi è stato già condannato per reati gravi o è stato raggiunto da provvedimenti di indagini e inchieste di cui risponderà nelle sedi opportune affinché ci sia solo la verità attorno a vicende che ledono dal 2013 la serenità dei cittadini anastasiani e la fiducia che si deve avere in chi vuole rappresentare le istituzioni. Facciano, costoro, finalmente, cento, mille passi indietro per liberare la politica dalle loro vicende giudiziarie e dai loro protagonismi.

Liberarla dalla pratica di rendere i partiti gruppi ristretti e la politica una pratica riservata a pochi, una lobby associativa laica o religiosa che sia, un clan familiare, un mestiere a vita, il potere dei “pacchetti” di voti già garantiti, l’esercizio delle clientele e del voto di scambio.

Liberarla dalla tentazione di cercare una sola persona al comando, dall’idea che servano eroi dominati dalla vanità dei selfie, dal convincimento di tanti suoi cittadini di sentirsi sempre migliori degli altri o, peggio, i migliori in assoluto.

Liberarla dalle fazioni, dagli insulti, dalle minacce, dalle invidie, dal clima del sospetto, dal fango sparso ad arte e a pale, dalla incapacità di chi già ha fatto o fa politica di promuovere speranze collettive, progetti seri, una cultura comunitaria, la gioia, il senso e la pratica della democrazia di una comunità che deve essere tale.

Noi crediamo che la buona politica e la democrazia siano la partecipazione di tutti (nessuno escluso), la capacità di aggregare visioni, temi, entusiasmi, intelligenze, economie, esperienze e partiti diversi, movimenti civici, i diversi saperi, competenze, mestieri, professioni e generazioni differenti.

Crediamo che questa città possa meritare molto di più e che ora abbia il diritto/dovere di voltare pagina, di vivere una nuova stagione a cui tutti sono chiamati e non solo i soliti nomi, vecchi o giovani che siano, che la politica la fanno a vita. Una grande e nuova stagione d’inclusioni.

Crediamo che la comunità anastasiana debba fare il suo ruolo anche nei luoghi civili, culturali e sociali che non dipendono dalla politica e lo debba fare per difendere le regole civili, per aiutare una piccola comunità ad aprirsi al mondo e non a chiudersi, come accade, dentro al proprio piccolo guscio.

Noi crediamo che la “questione morale” e la legalità debbano essere, d’ora in poi, il nostro legame più saldo e che chi decide di impegnarsi in politica debba essere al di sopra di ogni sospetto.

Crediamo che una vera e corretta informazione locale faccia crescere la democrazia se non diventa il “megafono” di nessuno, se non è drogata e condizionata dagli insulti e dalla volgarità dei social, né assoldata al politico e spregiudicato di turno che promette incarichi e compensi se lo si rende protagonista.

Noi crediamo che manchino all’appello del proprio impegno civile e morale a favore di Sant’Anastasia intere sue generazioni che, vivendo qui, hanno provato e provano lo schifo per le vicende locali, per il cattivo costume di troppi anastasiani di denigrare tutti.

Noi crediamo che questo sia il tempo migliore per liberare questa comunità dai suoi mali più grandi e più radicati.

Un’occasione unica per costringere noi stessi e gli altri a cambiare modo di fare, per liberare la politica dal proprio protagonismo ed avviare, tutti assieme, una nuova stagione culturale, sociale e civile arrivando a fare delle prossime elezioni il vero punto di svolta di questa città troppe volte martoriata e chiusa sulle sue deleterie e solite dinamiche.

I firmatari di questo «Manifesto per Sant’Anastasia» si impegnano ad onorare tali principi in tutte le sedi opportune.

La sottoscrizione del “Manifesto per Sant’Anastasia” non equivale ovviamente ad un’adesione politica ma impegna tutti coloro che sono fuori dalle fazioni affinché si renda concreta la possibilità che si possa fare, questa volta, in una città martoriata, “fronte comune” più che i “distinguo”, come pure è avvenuto, maldestramente, in qualche caso isolato di questi giorni dove, in calce al “Manifesto” abbiamo trovato non soltanto le numerose sottoscrizioni di chi condivide principi ed impegni del “Manifesto” ma anche qualche distinguo inopportuno di qualche (uno) anastasiano che aveva ed ha molta voglia di distinguersi e che ovviamente non poteva condividere i principi del “Manifesto”. Attendiamo, ovviamente, che ci possa ripensare. Da salutare, invece, con favore la condivisione del giovane segretario del PD, Antonio Pone, che ha voluto comunicare con un commento sulla pagina facebook pubblica del “Manifesto per Sant’Anastasia” la vicinanza a quei principi e pur non potendo dare esplicita sottoscrizione di partito ha sottolineato l’importanza di affermare, tutti assieme, quei principi.

In realtà, quei principi riassumono molte delle aspettative che tanti anastasiani (non legati a partiti, a liste civiche, a lobby associative particolari) nutrono più che mai in questo tempo. Il rischio di rivedere l’ex sindaco Esposito ricandidarsi per la terza volta è alto con la mole della sua condanna, con lo stile solito d’insulto e di bugie, con la capacità di “aggregare” a sé persino coloro che dovrebbero raccontare almeno la verità sulla sua condanna e sulla storia delle tangenti che lo vide coinvolto invece di trasformarsi in “microfono” e telecamere utili solo al racconto della sua solita versione. Alto è il rischio anche che si ripropongano i soliti ostacoli sulla strada della costruzione di un fronte comune in nome della questione morale. C’è il rischio alto di non riuscire ad esprimere un candidato a sindaco forte ed un progetto politico-amministrativo serio, aggregante e possibile che vadano ben oltre i veleni e la stagione delle vicende giudiziarie di questi anni o le divisioni degli altri schieramenti che hanno la seria volontà di voltare pagina e di non proporre i nomi di sempre che la politica dei piccoli gruppi chiusi nei partiti ha determinato. Occorre ricostruire un tessuto politico che in questi anni è stati anni non ha saputo esprimere alternative valide.

Le sottoscrizioni finora raccolta in calce al “Manifesto per Sant’Anastasia”

Hanno reso pubblica la loro sottoscrizione al “Manifesto per Sant’Anastasia” i seguenti anastasiani (in ordine alfabetico):

Franco Abete, Linda Amico, Eleonora Auriemma, Giusi Barone, Carla Borrelli, Luigi Bifulco, Angelo Cantalupo, Vincenzo Corcione (il Rosticcione), Ciro Curcio, Federica Sandy Curcio, Giovanna Carla Esposito, Piero Esposito, Giuseppe Fornaro (Uici), Katiuscia Giuseppina Fusco, Maria Giacci, Anna Granata, Angela De Falco (dirig. scolastica), Beniamino Depalma (vescovo emerito), Francesco De Rosa, Noemi De Rosa, Girolamo De Simone (musicista), Giuseppe Di Marzo, Antonio De Michele (dirig. scolastico), Antonio D’Isa, Brigida Maione, Antonella Marciano, Sandra Minichini, Pasquale Mosca, Adalgisa Municinò, Antonio Iossa, Enzo Pisano,Antonio Federico Ricco, Gianni Rea (ex cons. comunale), Mariangela Sarpo, Antonio Sasso, Ciro Sbrescia, Gennaro Sebeto,Brigida Sodano, Francesco Tufano, Lucia Vaccaro.

Se altri, che hanno inviato la propria sottoscrizione, non sono compresi in questo primissimo elenco sopra pubblicato inviino un messaggio sulla pagina facebook e provvederemo ad inserire tutti i nominativi che ci arriveranno man mano.

Basterà palesare il vostro “Sottoscrivo” in messaggio privato o anche tra i commenti pubblici dei post di questa pagina.

Intanto, a tutti coloro che hanno già sottoscritto il “Manifesto per Sant’Anastasia” si rivolge l’invito a chiedere altre sottoscrizioni magari diffondendo e condividendo questo articolo sui propri profili social. Non si è esclude, anzi in molti lo auspicano, si possa organizzare un evento pubblico per tutti coloro che hanno sottoscritto e sottoscriveranno il “Manifesto per Sant’Anastasia” affinché, assieme, si possano compiere passi spediti per la costruzione di un fronte comune, affermare con forza una cultura della legalità e dell’inclusione. Sant’Anastasia, è il pensiero di tanti suoi concittadini, non può più attendere.