Con questo articolo inizia sulle pagine de “gli anastasiani.it” la rubrica di Ciro Colombrino dal titolo “natastoria” che ci accompagnerà tra aneddoti, curiosità, indagini e ricostruzioni storiche e tanto altro che il tedio o la non curanza hanno lasciato ai margini, sepolto, oscurato. Ciro Colombrino, una laurea in Giurisprudenza e la curiosità indomita a scoprire nuovi mondi e concetti riesce a mettere nelle sue ricerche tutta la sete di sapere che ciascuno di noi dovrebbe avere. Ovunque si possa vivere.
di ciro colombrino
𝐂𝐋𝐀𝐑𝐈𝐂𝐈 𝐒𝐀𝐍𝐒𝐄𝐕𝐄𝐑𝐈𝐍𝐀𝐄, “𝐂𝐥𝐚𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐬𝐞𝐯𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚𝐞 𝐧𝐚𝐭𝐚𝐥𝐢𝐮𝐦 𝐚𝐜 𝐯𝐢𝐫𝐭𝐮𝐭𝐮𝐦 𝐧𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐚𝐞𝐜𝐥𝐚𝐫𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚𝐞…” Così inizia l’antica iscrizione latina scolpita nel marmo all’interno del Santuario della Madonna dell’Arco. Parole che attraversano quasi quattro secoli e che ancora oggi custodiscono la memoria di una giovane donna aristocratica del Seicento:
“Clarici Sanseverinae natalium ac virtutum nobilitate praeclarissimae…”
“Alla nobilissima Clarice Sanseverino, illustre per nobiltà di nascita e virtù.”
Nel silenzio del Santuario della Madonna dell’Arco,sopravvive ancora oggi una straordinaria testimonianza del Seicento napoletano monumento funerario di Clarice Sanseverino, moglie di Ottaviano Capycio Latro. Clarice apparteneva alla potente famiglia dei Sanseverino, uno dei casati più importanti del Regno di Napoli. Morì giovanissima, a soli 26 anni,nell’anno 1631. La sua statua funeraria, col volto rivolto verso l’alto e le mani raccolte in preghiera, colpisce ancora oggi per la sua straordinaria eleganza: -la gorgiera spagnola tipica del Seicento, -i capelli ricci raccolti, -lo sguardo malinconico e quasi vivo.
Non sembra una semplice figura scolpita nel marmo. Sembra quasi il ritratto reale di una giovane donna rimasto sospeso nel tempo. La parte più toccante della lapide racconta che il marito Ottaviano volle che: “le sue ceneri fossero unite alle proprie”. Parole che attraversano quasi quattro secoli.
Questi monumenti ci ricordano che il Santuario della Madonna dell’Arco non fu soltanto luogo di fede popolare,ma anche centro spirituale e funerario della nobiltà napoletana del Viceregno spagnolo. Dietro ogni marmo consumato dal tempo si nascondono vite vere, amori veri, dolori veri. E Clarice Sanseverino, dopo quasi 400 anni, continua ancora oggi a guardare il mondo dal silenzio del Santuario. Il monumento funerario si trova a lato destra dell’altare della Madonna dell’Arco. Il ritratto è stato elaborato da I.A. dai tratti somatici della statua. NATASTORIA continua…
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(ricerche effettuate da Ciro Colombrino per SANTANASTASIAOGGI 2026 e “glianastasiani.it”)


































