con gli occhi di pasquale | rubrica di pasquale abete
In guerra non ci sono eroi ma solo morti ammazzati e non c’è medaglia né onorificenza che possa cancellarne la colpa. La guerra nella sua essenza non conosce gloria. Ogni gesto di “eroismo” è spesso un tentativo disperato di sopravvivenza o proteggere qualcun altro in un contesto disumano. Le medaglie arrivano dopo, quando tutto è già finito, e servono più ai vivi che ai morti: sono simboli che cercano di dare un senso all’insensato. Ma nessun riconoscimento può cancellare il fatto che la guerra non è fatta di eroi, ma di esseri umani intrappolati in un meccanismo più grande di loro, costretti a gesti estremi per non soccombere. E ogni volta che celebriamo la “gloria” rischiamo di dimenticare la verità più semplice e più dura: che la vera vittoria sarebbe non dover combattere mai più.
.



































