Pasquale Abete, 70 anni da poco, fu nella prima redazione che fede nascere e diffuse “il Cittadino” a Sant’Anastasia. Erano i primi anni del decennio Duemila e la città aveva bisogno di voce critica, di denunce per le cose che non funzionavano, di contrastare la propaganda di partito e di amministrazione. Allora come oggi c’era bisogno di fare a luce a nuove sensibilità attorno al clima, all’ambiente, alla fragilità del nostro ecosistema che va custodito, del nostro monte Somma che va amato. Su questi temi stette Pasquale Abete, con versi, poesie, piccoli scritti ma dalla profondità immensa. Legato alla natura da una passione forte e da un contatto quotidiano con le sue passeggiate sui sentieri del Somma, dentro gli anfratti della montagna, sopra gli alberi a fare ginnica come fosse novello adamitico. Oggi Pasquale, 70enne in erba, dopo tanti anni trascorsi, non ha affatto perso quella sensibilità e quella passione che ha sempre avuto. E ricomincia con questa rubrica a parlarci di mondo, di stagioni ed affetti, di contraddizioni e di bellezza. Una rubrica che abbiamo chiamata per questo “Gli occhi di Pasquale”. Ecco il primo passo…
di pasquale abete

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Come il fiume
Come il fiume,
la vita scorre attraverso
i sentieri che trova,
tra pietre mute e rive incerte,
seguendo il richiamo segreto
di un mare ancora lontano.
A volte rallenta,
si fa specchio di cieli quieti,
altre volte corre impaziente
tra vortici e acque ribelli.
E noi, come foglie leggere,
ci lasciamo portare,
imparando a fidarci
delle curve impreviste,
delle svolte nascoste
che solo il tempo rivela.
Perché ogni corrente conduce,
ogni goccia ricorda,
e in ogni flusso che passa
c’è un frammento del nostro cammino.
NB. PER LA POESIA QUI PUBBLICATA PASQUALE ABETE HA DOMANDATO ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI AMPLIARE UNA RIFLESSIONE CHE LUI AVEVA PUBBLICATO SU “IL CITTADINO” ANNI FA E L’IA HA RIELABORATO IN SINTONIA CON PASQUALE IL TESTO SOPRA PUBBLICATO.
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