di tonia panico | avvocato
C’è un dato certo ed acclarato che negli ultimi anni contraddistingue la politica anastasiana ed è quello di intendere la politica come una “battaglia di potere personale” piuttosto che come “arte di governo” per costruire una società equa.
La prevaricazione in seno alla politica, negli ultimi tempi sin troppo diffusa, ha concesso, a chi occupa le poltrone dell’assise locale, di poter imporre il proprio potere con arroganza e senza il minimo rispetto per gli altri, un comportamento estremamente contrario all’ideale di una politica che dovrebbe essere un servizio al bene comune, basato su trasparenza, dialogo e onestà.
Poco importa se chi siede sul trono sia tutt’altro che un “cavaliere senza macchia”, egli si sente all’altezza di giudicare e minacciare. Tale comportamento ha una rilevanza sociale non trascurabile, essa è fonte del clima omertoso e di timore tra i cittadini, oltre a determinare una netta contrapposizione sociale.
La logica del “o con me o contro di me” è, innanzitutto, indice del fatto che il primo cittadino, giunto quasi al termine del proprio mandato, non si sente e non si è mai sentito di rappresentare tutta la popolazione, bensì solo la schiera di elettori fedeli e che ciecamente continua a credere in questa politica fallimentare.
Una ideologia pseudo politica che contrasta aspramente con il ruolo istituzionale di chi è chiamato ad essere Sindaco di una cittadinanza. In quest’ottica, già di per sé discutibile, dove i toni eccessivamente alti tenuti in Consiglio Comunale, l’irrisolta invidia e l’ingiustificato rancore per le origini umili, gli sfottò gratuiti agli assenti in Consiglio, le minacce ai cittadini che reclamano diritti, sono solo la fotografia chiara e nitida di una politica che non mira ad una programmazione futura, quanto, piuttosto, ad una imposizione personale. A questo dato già di per sé sconcertante deve aggiungersi una quota di questa classe politica, che agisce nell’ombra ma che rischia di avere delle ripercussioni sociali assai pesanti.
L’ideologia del “o con me o contro di me” è la più misera collocazione e categorizzazione dei cittadini che viene trasmessa ai fedelissimi e simpatizzanti dell’amministrazione i quali si sentono in dovere di poter esprimere opinioni e considerazioni, il più delle volte non semplicemente gratuite, ma di stampo personale.
Nei miei riguardi, rea di esprimere nella maniera più democratica possibile, la mia distanza ideologica da questa amministrazione, sento sempre usare espressioni come: “oramai si è bruciata a mettersi contro il Sindaco”, “dove crede di voler andare”. Insomma, la visione degli adepti del sindaco è che il “potere” ad esso attribuito è talmente esteso che chiunque osi dir parola contraria è destinato al fallimento… alle ceneri.
Personalmente certe puerili esternazioni non provocano in me alcuno stato d’animo, l’indifferenza la fa da padrona, ma questo dall’alto dei miei 42 anni, di una professione che mi sono costruita da sola, con sacrificio e dedizione ma cosa accade se dall’altra parte ci sono giovani che tentano di avvicinarsi alla politica e con idee opposte a quelle di questa classe politica che ci governa ?! Ecco che il bullismo esce dagli istituti scolastici per collocarsi nelle piazze pubbliche come i social e dovremmo restare a guardare e/o a leggere commenti gratuiti verso giovani pieni di idee e progettazioni ?! Francamente anche NO!
Nei dilaganti commenti che io stessa ho letto diretti alla mia persona, c’è una inaudita ferocia negli attacchi personali ma mai un dialogo di confronto o di critica che si muova in un perimetro civile e politico. Si attivano cordate offensive, del tutto dissociate dalle tematiche politiche, della programmazione o progettazione futura.
La gente segue le direttive vendicative, ne fa strumento di infinite discussioni social fino a perdere contezza del problema rappresentato o segnalato. L’obiettivo qual è? demolire le persone per edificare il nulla. Un modus operandi meschino, vigliacco … perché là dove non si esprimono i politici in prima persona, scende in campo la gente comune affiliata e allineata e il commento diventa minaccia ! La stessa minaccia di chi induce le persone comuni a ritirare post in cui vengono evidenziati il degrado dilagante in alcuni spazi pubblici; dinamiche discutibili di luoghi comuni concessi in gestione a privati; la violazione di norme o l’applicazione delle stesse secondo la logica del “chi figlio e chi figliastro”. Stessa sorte spetta alle comunicazioni ufficiali indirizzate all’amministrazione.
Il più delle volte la differenza sulla meritevolezza o meno di una risposta dipende non dal tema o dalla problematica segnalata, bensì dal mittente. La verità è che questa amministrazione ha alimentato nella maniera più insana possibile una scissione sociale che è diventata una vera e propria voragine; ha seminato logiche di rancore e di attacchi personali del tutto distanti dal confronto politico; gestisce le priorità e le problematiche a seconda di chi li rappresenta e non in maniera equa. Il risultato: una politica per pochi eletti. Ma a me piace pensare che prima o poi ci si possa esprimere in questi termini: “Il Tempo degli Onori presto sarà finito per te, Principe”, per tornare a costruire una comunità dove il confronto non diventi necessariamente scontro, dove prima di tutto ci possa essere il rispetto reciproco della persona aldilà delle differenze politiche.

