Sei morti di persone anziane negli ultimi giorni, 24 persone risultate positive tra gli esiti dei primi 70 tamponi su 107 fatti nella tarda sera tra il 24 e il 25 marzo. Altri 40 risultati che arriveranno nel pomeriggio di oggi tra i quali, come da anticipazioni attendibili, molti saranno positivi. La testimonianza diretta di Costantino Romano, medico di base che curava una delle anziane donne morte il 24 marzo. Il focolaio Sant’Anastasia è molto di più che una ipotesi circolata in rete in queste ore. Ecco i dettagli…


Gli anastasiani si sono svegliati con una brutta notizia arrivata oggi giovedì 26 marzo. C’è un focolaio coronavirus in città ed ha il suo epicentro presso la Casa di Riposo dei Domenicani e la RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) che gli sta di fianco. Sei morti consecutive (tre delle quali di persone risultate positive con tampone fatto post mortem), degenti anziani che avevano già altre patologie la cui morte ha fatto scattare nei scorsi giorni tutti i provvedimenti del caso.

Si è mosso il Commissario prefettizio, l’ASL e tutta la catena di controllo e tamponi che questa vicenda mobilita. Abbiamo messo assieme i dati resi noti oggi dall’ASL e se da un lato danno un sospiro di sollievo tutti i Padri domenicani del santuario (priore compreso) risultati negativi al tampone. Non può dirsi lo stesso per i 24 risultati positivi (9 tra i degenti anziani e 14 tra i dipendenti della RSA). Nel pomeriggio di oggi, giovedì 26 marzo, arriverà l’esito degli altri 40 tamponi dei 107 fatti martedì scorso e i numeri sono destinati certamente a salire. Ci sono dentro persone risultate positive che lavorano presso la RSA che hanno dimora e casa nei paesi attorno a Sant’Anastasia. C’è un frate domenicano anziano che dimorava tra i degenti della Casa di Riposo. E pensare che non più tardi di ieri, nel cuore di una notte inquieta vissuta dentro e davanti al Santuario, il priore Alessio Romano postava sul proprio profilo facebook una foto e un ringraziamento agli operatori sanitari che avevano appena terminato di effettuare tutti i tamponi.

Grazie di cuore – scriveva il priore Alessio Romano ieri 25 marzo alle 2.12 di notte – agli operatori dell’Asl, al commissario prefettizio, alle forze dell’ordine, a tutti coloro che in queste ore ci sono stati accanto. Il Coronavirus è democratico, è una Livella, può arrivare ovunque. Due sono i tamponi positivi effettuati fino a stasera su ospiti della Residenza Anziani di Madonna dell’Arco ora in quarantena obbligatoria. Poco fa a me e a tutti gli altri confratelli è stato effettuato, per precauzione, il tampone, e mentre scrivo gli stessi operatori lo stanno effettuando a tutti gli ospiti e al personale delle case di riposo! Ci affidiamo alla Mamma dell’Arco che secoli fa, in questo giorno, dette vita al miracolo delle Stelle. Tengo a rassicurare i miei genitori, i miei parenti, i miei amici, che sto bene”.

La notizia si è diffusa in un lampo dapprima con indiscrezioni che hanno messo in allarme una città deserta come ogni città d’Italia e poi con l’ufficialità rimbalzata sui media locali. La Prefettura ha attivato ogni procedura per seguire da vicino l’evoluzione degli eventi visto che presso la Casa comunale la responsabilità amministrativa è affidata ad un Commissario prefettizio, Stefania Rodà, nominato dal Prefetto dopo che un’inchiesta della Magistratura per tangenti in concorsi truccati aveva decapito l’amministrazione cittadina che era in carica.

Un “focolaio Sant’Anastasia” potrebbe, a questo punto, essere molto più di una ipotesi se i numeri, per ora tutti legati (tranne i tre già certificati nei giorni scorsi) alle persone e alla vita della Casa di Riposo e dell’annessa RSA che gli sta di fianco. Al telefono uno dei medici, direttamente coinvolto ed informato sui fatti, che è stato, anch’egli sottoposto al tampone nella notte tra il 24 e il 25 marzo e si messo in “quarantena fiduciaria” ci racconta tutti dettagli. Costantino Romano, stimato e bravo medico di base che cura anche alcuni degli anziani della Casa di Riposo (tra questi una delle sei persone morte il 24 marzo) ora è più sollevato. Ha appena ricevuto la notizia di essere risultato negativo al coronavirus. Il dott. Romano ci racconta tutte le sfumature di una vicenda che sta sconquassando la vita delle persone anziane e del personale che vive o lavora presso la Casa di Riposo di Madonna dell’Arco e nella RSA. Ha parole di elogio per tutti loro. Per il personale, per l’attenzione che i Padri domenicani danno a quella struttura diventata, suo malgrado, un focolaio. Ipotizza anche, Costantino Romano, che il contagio potrebbe essere arrivato dall’esterno attraverso gli ambienti e le attività più fitte della RSA che ha molti più contatti con l’esterno. Il 17 marzo scorso, il dott. Costantino Romano fu il primo a chiedere, quando la sua paziente era ancora in vita, un tampone da coronavirus, La richiesta arrivò dalla sua PEC come di prassi. Tutto quello che poi è accaduto nei giorni successivi è sotto i nostri occhi. Oggi ai suoi concittadini, il caro e solerte Costantino Romano dice di “stare attenti, uscire di casa solo per le strette necessità, tutelare le persone più anziane che sono chiuse in casa, da giorni, in tante famiglie anastasiane e tante sono da sole”. Ora segue con la massima attenzione, dalla sua quarantena, appena sollevata dalla notizia di essere negativo, tutti i suoi pazienti.

Assieme a lui ci sentiamo di raccomandare a tutti gli anastasiani le stesse cose ma anche a non creare allarmismi più di quello che una notizia del genere li crea già di per sé. Sullo sfondo di un santuario che resta chiuso con dentro tutti i frati animati dalle migliori intenzioni di stare, come si può in questi giorni, vicino alla gente che è in difficoltà, arrivano tutte le preghiera, via web dei tanti fedeli legati alla devozione di una Madonna tra le più amate dalla religiosità popolare.

francesco de rosa