Preferisce tenere riservato il suo nome colui che, nostro attento lettore, ha sentito la necessità di scrivere una riflessione negli stessi giorni in cui è andata in scena la questione del “patimento” di chi guida l’attuale amministrazione e della dignità che deve avere chi guiderà la prossima. Anonimato, quello del nostro cittadino, e non codardia per tenere tutelate le sue interazioni (e quelle della sua famiglia) con un territorio che lo ha visto nascere e a cui ha dato molte delle sue energie culturali e civili. Che così e per questo ci ha chiesto di tenere riservato il suo nome. Con la saggezza della sua esperienza e dei tanti anni che ha già trascorso in varie scuole della provincia ha voluto offrire la riflessioni che qui vi proponiamo integralmente su un tema che in queste settimane e nelle prossime sarà quantomai attuale: il prossimo sindaco della città vesuviana. La sua, nostra, la vostra. E così la sua riflessione diventa un appello a chi in questi anni ha ricoperto e ricopre quel ruolo con volontà di ricandidarsi per l’ennesima volta. Ecco la sua riflessione…
“Non possiamo più tollerare l’ipocrisia di chi si presenta come un eroe della trasparenza e della moralità. Il nostro Sindaco parla di dignità politica e di esempi da seguire, ma la realtà è ben diversa.
Non ha sfruttato nessuno? E come definire allora le sue scelte discutibili e le sue priorità? Non ha imbrogliato nessuno? E come spiegare allora le sue azioni controverse e le sue omissioni?
Ha messo la sua vita professionale e politica al servizio del bene comune? Davvero? Allora perché non ha fatto di più per risolvere i problemi della nostra comunità?
Non vive in case di proprietà con piscine abusive? E chi siamo noi per giudicare? Ma di certo non possiamo ignorare le sue promesse non mantenute e le sue azioni che hanno deluso molti di noi.
Noi cittadini meritiamo di meglio. Meritiamo un’amministrazione che sia trasparente, onesta e che lavori realmente per il nostro bene. Non vogliamo più essere trattati come sudditi, ma come cittadini con diritti e dignità. È tempo di cambiare. È tempo di chiedere conto delle sue azioni e di pretendere di meglio per il nostro futuro.
Siamo stanchi di essere ingannati. Siamo stanchi di essere sfruttati. Siamo stanchi di essere trattati come se non contassimo nulla. È ora di prendere in mano il nostro destino e di costruire un futuro migliore per noi e per le generazioni future.


































