di antonio sasso | associazione neAnastasis |


In uno dei suoi ultimi ed interminabili monologhi su FB, il sindaco di Sant’Anastasia commenta, a modo suo, il manifesto che neAnastasis ha fatto affiggere per portare all’attenzione della cittadinanza alcune importanti questioni. Prima di entrare nel merito, colpisce lo stile con il quale il sindaco si rivolge agli estensori del manifesto. Ci apostrofa come “morti viventi” e come “nemici della comunità”. Un sindaco dovrebbe usare toni più civili e rispettosi con l’intera sua comunità, anche con chi gli porge delle domande evidentemente sgradite, a cui lui, comunque, continua a non rispondere. Purtroppo, chi naviga nelle acque del populismo è insofferente alla critica e sposa il motto: chi non è con me è contro di me. Il sindaco è arrogante anche con i dipendenti comunali e finanche con i suoi assessori: poche settimane fa, sempre dai cosiddetti social, egli minacciava qualcuno di loro di ritirargli la delega per eccesso di protagonismo (da quale pulpito!). Al contrario, l’associazione neAnastasis si è sempre rivolta all’Amministrazione con toni rispettosi, evitando sterili polemiche ed avendo come unico obbiettivo il merito delle questioni. Veniamo dunque al commento del sindaco. In un suo passaggio, egli dice di chiarire una delle domande del manifesto, ovvero i lavori che si stanno eseguendo nell’area del cosiddetto noccioleto in via Pertini. Bonificare un’area dove si sversavano sfalci di potatura misti a rifiuti e volerla trasformare in un’area fitness è un fatto positivo.  La domanda però nasceva dall’aver visto in quell’area un importante movimento terra, mentre a pochi passi, il famigerato “fosso” di cui l’amministrazione si era impegnata a ricoprire completamente, restava incompiuto. Esiste un progetto con tanto di delibere di giunta per l’intero progetto?  

Il sindaco si guarda bene, invece, dall’affrontare le altre domande del manifesto e non possiamo che augurarci che lo possa fare presto. Continua a tacere, ad esempio, sulla questione della sentenza del Consiglio di Stato relativa all’insediamento della struttura nella parte nuova del Parco Tortora Brayda, dopo che, lui e l’intera giunta, in consiglio comunale hanno fatto intendere di non saperne nulla. 

Infine, tra le domande c’era la questione PUC, di cui abbiamo appreso proprio in questi giorni che si darà un terzo incarico ad esperti universitari, a fronte di ben due progetti già redatti e pagati. In particolare, del primo, ad opera dello Studio Benevolo, abbiamo assistito a numerose manifestazioni presiedute dall’attuale sindaco che si mostrava molto compiaciuto del mirabolante progetto con tanto di tramvia di collegamento tra la Starza ed il centro. Come mai quel progetto allora così apprezzato viene oggi rinnegato al punto di commissionarne un terzo?

Per concludere, merita una considerazione sul ruolo dei social e la modalità con cui il sindaco li utilizza. Sulla questione del PUC affidato al Dipartimento di Architettura è seguita una pioggia di “mi piace”. Eppure, se la memoria ci portasse a quanto accaduto solo qualche anno fa, dovrebbero sopraggiungere delle forti perplessità. Il PUC è solo un esempio. Purtroppo, la moltitudine di informazioni distorte e superficiali producono un effetto narcotico sulle menti dei cittadini che, mal informati, rimuovono in maniera acritica anche il recente passato e si aggrappano (per opportunismo?) a brandelli di verità.

Il ruolo dei cosiddetti “morti viventi”, è proprio questo: cercare di sviluppare un senso di cittadinanza attiva che è il vero sale per la crescita democratica e civica di una comunità. L’uomo solo al comando che vuole dimostrare che prima di lui ci fosse stato il diluvio non aiuta a far crescere il senso di condivisione del bene comune. Quindi, i “morti viventi” non sono “nemici della comunità”, ma semplicemente dei cittadini che intendono concorrere al suo benessere e, per questo, continueranno, con i loro pochi mezzi, a battersi per la legalità e la trasparenza.  


Prof. Antonio Sasso – Università Federico II di Napoli Dipartimento di Fisica