Un post, datato 17 dicembre 2019 e pubblicato sulla loro pagina facebook, dice che “La Paranza non è solo divertimento balli e canti è anche salvaguardia del territorio. Per questo abbiamo deciso di salvaguardare la nostra terra ripulendo e tenendo in stato dignitoso la nostra cara montagna precisamente altezza Olivella“. Con questo “cambio di passo”, che in realtà era già parte delle loro intenzioni d’inizio, i ragazzi della “Paranza Ciccillo o Bar” del rione Capodivilla di Sant’Anastasia si sono voluti mettere al servizio dell’ambiente e della sua tutela. Hanno ripulito la zona del monte Somma, quella che per gli anastasiani è da sempre “a muntagna”, attorno alle sorgenti/sentiero dell’Olivella che, in questi anni, più volte è diventato un luogo/sversatoio di rifiuti per opera di quei cittadini che, al contrario, la montagna la deturpano.

Guidati dal ligio ed attivissimo Gianluca Marciano, i ragazzi della “Paranza” di Capodivilla, in mezzo ai quali ci sono anche anastasiani che ragazzi non lo sono più almeno all’anagrafe, si sono messi all’opera in queste settimane. Hanno dedicato del loro tempo a quel versante della montagna ridando quella bellezza che la natura dona sapientemente ai percorsi e ai posti che le appartengono. Un plauso, senza dubbio, va rivolto a loro che, in questo modo, riportano l’attenzione su un tema, il valore della montagna, più volte dimenticato. Persino la vecchia diatriba, tuttora molto viva, tra chi debba pulire i sentieri del Somma e chi debba poi fare prevenzione e repressione verso quei cittadini che usano i sentieri del Somma come sversatoio finisce per essere superata dalla cittadinanza attiva di associazioni che si mettono concretamente, senza nessuna finalità politica, in azione a favore dell’ambiente e della tutela della natura.

Aggregazione, quindi, tutela delle tradizioni locali, canti e tammorre, religiosità popolare ma anche lotta all’inquinamento e difesa della natura e dell’ambiente per una realtà associativa piuttosto giovane capace già di poter “contare” sulle radici di un quartiere storico di Sant’Anastasia, dove essa è nata, che pure ha subito le trasformazioni di questi anni.

Sicché va salutato con grande soddisfazione il nuovo fronte “ambientalista” aperto dalla “Paranza di Ciccillo o Bar” del rione di Capodivilla che aiuta a mettere in rete, per azioni congiunte e per emulazione, altre realtà associative, le sensibilità e gli impegni civili dei cittadini più volte presi da altro. La loro azione diventa d’incoraggiamento in un momento cittadino assai delicato dove molti di quelli che credono di fare il bene del paese rimangono davanti ai loro smartphone, dentro le proprie case, nei salotti e nelle sezioni dei propri partiti, illudendosi, finanche, di stare alla luce del sole, impegnati a creare e scrivere formule ardite per il futuro, ricette da intellettuali, “scienziati” e dotti, più che mettere in moto, con umiltà, scovando chiunque, aggregazioni concrete capaci di partire dal “basso”, da terra, da quello che pochi fanno perché per farlo occorre “sporcarsi” le mani di terreno e di quella stessa immondizia che gli altri hanno lasciato in mezzo alla montagna, nel cuore di un’ecosistema che potrebbe diventare un vero valore aggiunto e che, invece, è ancora e solo un luogo lasciato a se stesso e agli sporcaccioni della natura in mezzo all’indifferenza delle amministrazioni politiche passate che sono state in carica almeno negli ultimi 40 anni di ogni colore e risma. Le foto che seguono, partendo da una immagine storica degli anni 70 di una delle prime paranze spontanee anastasiane, testimoniano l’utile opera messa in pratica dai ragazzi della “Paranza” di Capodivilla che, intanto, eludendo l’italiano forbito, assieme all’Associazione “Love for Sant’Anastasia” hanno anche dato il via ad una campagna di sensibilizzazione contro il bullismo. Chissà che qualche volta le buone pratiche non partino dal basso. Senza partiti, senza fazioni dannose, senza l’italiano forbito.