Un diverbio per ragioni di viabilità, un inseguimento tra scooter e poi diversi colpi d’arma da fuoco esplosi in strada. È questa la genesi del grave episodio avvenuto la sera del 9 giugno scorso a Sant’Anastasia e sul quale i Carabinieri avevano già fatto piena luce al termine di una serrata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola. Ieri il Giudice (G.I.P.) del Tribunale di Nola ha emesso nei confronti del 42enne Giuseppe D’Ambrosi che i Carabinieri della Stazione di Sant’Anastasia e della 3ª Sezione del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno arrestato.
Avevano ricostruito ogni dettaglio. Lo scorso 8 giugno un carabiniere, mentre circolava a bordo di uno scooter, aveva avuto un diverbio per motivi di viabilità con un altro soggetto che viaggiava su un diverso motociclo. Dopo l’alterco, l’uomo lo avrebbe inseguito ed avrebbe esploso nella sua direzione sei colpi con una pistola Beretta modello 92 FS calibro 9.
Il militare non veniva direttamente raggiunto dai proiettili. I sanitari del 118, intervenuti per prestargli le prime cure, riscontravano però un’escoriazione nella parte interna della coscia e una dolorabilità alla zona inguinale, verosimilmente provocate da una scheggia di cemento sollevata dall’impatto dei colpi esplosi. Da quel momento è partita una vera e propria corsa investigativa. I Carabinieri della Stazione di Sant’Anastasia avevano immediatamente avviato gli accertamenti, lavorando senza interruzione nelle ore successive all’episodio. L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, le verifiche sul territorio e gli accertamenti incrociati hanno consentito di individuare in tempi rapidi il soggetto ritenuto coinvolto e di ricostruirne gli spostamenti. Sono quindi scattate perquisizioni presso abitazioni riconducibili a familiari e persone vicine all’indagato, mentre il suo nominativo veniva inserito nelle banche dati in uso alle Forze di Polizia.
La costante pressione investigativa esercitata dai Carabinieri aveva indotto il 42enne a presentarsi presso la caserma della Stazione di Sant’Anastasia, accompagnato dal proprio difensore. Ma il lavoro dei militari non si è fermato alla sua identificazione.
Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Nola, le indagini sono proseguite con il contributo specialistico della 3ª Sezione del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. Ogni elemento raccolto è stato analizzato e verificato, consentendo agli investigatori di ricostruire la dinamica dell’episodio e di consolidare il quadro indiziario. Determinante anche il recupero della pistola ritenuta utilizzata per esplodere i colpi.
L’arma, una Beretta 92 FS calibro 9, è stata individuata e sottoposta a sequestro dai Carabinieri. Al momento del recupero presentava ancora una cartuccia incamerata nella canna. Gli ulteriori accertamenti sulla matricola hanno consentito di stabilire che la pistola risultava provento di un furto in abitazione commesso nel settembre 2024 ai danni di un appartenente alla Polizia di Stato.
Il 42enne è gravemente indiziato di illegale detenzione e porto in luogo pubblico di arma da fuoco e relativo munizionamento, ricettazione e lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma. Nell’ordinanza viene inoltre contestata la recidiva reiterata e specifica. L’esecuzione della misura cautelare rappresenta il risultato di settimane di attività investigativa portata avanti con continuità dai Carabinieri della Stazione di Sant’Anastasia e dalla 3ª Sezione del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. Un’indagine iniziata nelle concitate ore successive agli spari e sviluppata attraverso un lavoro metodico sul territorio, l’analisi delle immagini, le ricerche, le perquisizioni e la verifica puntuale di ogni elemento acquisito.
La rapidità dei primi accertamenti e la successiva capacità investigativa dell’Arma hanno consentito di ricostruire la vicenda e di raccogliere gli elementi posti alla base del provvedimento cautelare emesso dall’Autorità Giudiziaria. D’Ambrosi è stato condotto in carcere da ieri, lunedì 6 luglio 26, e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva.
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