La pistola è risultata rubata a un poliziotto e alla fine, in molto meno di 24 ore, non ha avuto scampo il 43enne Giuseppe D’Ambrosi che i Carabinieri di Sant’Anastasia erano arrivati ad identificare quasi subito iniziando così a dargli la caccia. Sin dal primo istante dopo aver sparato e fuggito, D’Ambrosi, ch’era identificato quasi subito, era già gravemente indiziato per le minacce, le lesioni personali aggravate, il porto abusivo di arma da fuoco e la ricettazione. Un quadro probatorio che si era composto nella stessa serata del 9 giugno in via Marconi all’altezza del congiungimento con via D’Auria e via Arco. Quasi tutti reati commessi ai danni di un Appuntato Scelto con Qualifica Speciale dell’Arma dei Carabinieri. Poi l’epilogo. Non avendo scampo D’Ambrosi si è costituito in Caserma a Sant’Anastasia nel pomeriggio del giorno dopo la sparatoria.
di giulia coppola
La traccia è apparsa chiara ai militari dell’Arma la sera stessa della sparatoria per un accadimento che ha rifatto suonare l’allarme e la paura in città sulla sicurezza reale e percepita. A questo si aggiunta l’attività social del solito cretino di turno che già alle prime luci dell’alba di ieri mercoledì 10 giugno aveva iniziato a speculare e a strumentalizzare un fatto increscioso per il solo interesse politico di parte e per screditare persone a lui invise. Nel frattempo, si era mosso anche il neo sindaco, Mariano Caserta che non più tardi del primissimo pomeriggio di ieri e dopo essersi messo in contatto costante con il Comandante Sabatino Russo aveva scritto una nota alla città dalla sua pagina social.
“Cari concittadini, i colpi d’arma da fuoco sparati da un soggetto verso un nostro carabiniere che era fuori servizio ci ha riportati alla mente scenari passati. Nelle stesse ore in cui la nuova amministrazione non si è ancora insediata e persino i consiglieri comunali non sono stati ancora proclamati mi sono mosso sin dai primi istanti di ieri sera per essere di supporto all’Arma dei Carabinieri che si è adoperata con solerzia ed efficacia. Le nostre strade devono essere luoghi sicuri dove ogni cittadino può sentirsi a proprio agio. È un impegno che metteremo sin dal primo momento in cui la nuova giunta inizierà a lavorare. Nel frattempo voglio ringraziare l’Arma dei Carabinieri e la Stazione di Sant’Anastasia guidata dal comandante Sabatino Russo che sta completando le indagini per assicurare il responsabile di tale atto alla giustizia“.
E così è stato. Che dopo serrate e velocissimi indagini che la Stazione Carabinieri di Sant’Anastasia, con il supporto della Sezione Operativa della Compagnia di Castello di Cisterna, come descritto ha messo in campo, si è riusciti ad identificare il responsabile anche grazie alle analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona dove la sera di martedì 9 giugno è avvenuto l’episodio.
I Carabinieri avevano avviato ciò che da subito è stata una vasta attività di ricerca. Eseguito perquisizioni presso le abitazioni di familiari e di persone vicine all’indagato. Inserito il nominativo del ricercato nelle banche dati in uso alle Forze di Polizia.
Una pressione investigativa che ha indotto D’Ambrosi a presentarsi spontaneamente presso la caserma di Sant’Anastasia accompagnato dal proprio difensore di fiducia. In questa sede i Carabinieri hanno proseguito le attività investigative per ottenere dal D’Ambrosi l’arma con cui la sera del 9 ha sparato e sottoporla a sequestro probatorio. La pistola era stata occultata in un luogo poi indicato dallo stesso indagato.
Portata in caserma i Carabinieri hanno potuto eseguire gli accertamenti tecnici evidenziando con la matricola che l’arma proveniva da un furto in un’abitazione perpetrato nel settembre 2024 ai danni di un appartenente alla Polizia di Stato. Motivo, quest’ultimo, per contestare al quarantatreenne anche il reato di ricettazione.
E ciò che sembrava aver fatto ripiombare la città di Sant’Anastasia nei tempi bui di un passato che tutti ancora ricordano, è stato fugato con l’operazione dei Carabinieri che rappresenta, per l’esito ottenuto in così breve tempo, l’ennesima conferma della efficacia e capacità investigativa dei Carabinieri della Stazione di Sant’Anastasia e della Compagnia di Castello di Cisterna. L’ininterrotta attività investigativa, il costante raccordo con la Procura della Repubblica, e tanta solerzia non fanno escludere per il D’Ambrosi l’applicazione di una misura cautelare nei confronti dell’indagato.
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