Si calcola che in Italia ci siano ben 100 miliardi di euro che vanno in tangenti. Un mercato nero ed illegale che per definizione sfugge a qualsiasi controllo. Le tangenti passano ovunque vi sia una fornitura pubblica, una gara d’appalto, un incarico di consulenza, l’affidamento di un progetto, una pensione di invalidità, un concorso per titoli ed esami. Da una parte il politico di turno (nazionale o locale che sia) oppure il funzionario, medico, professionista o tecnico che deve decidere, fare valutazioni, coordinare una commissione. In tanti casi i politici (o funzionari) che prendono tangenti la fanno franca. Tuttavia il meccanismo d’impunità troppe volte si inceppa e così politici o funzionari tangentisti sono costretti persino a subire processi quando vengono beccati con le mani nella marmellata. Magari ad essere condannati in primo grado e non riuscire più ad avere quei soldi che prendevano prima per lungo tempo. In altri casi ancora si aprono addirittura le porte del carcere o l’interdizione dai pubblici uffici. Per evitare tutto questo, in una nazione dove sono tanti a rubare prendendo tangenti, è nato il primo corso in Italia per tangentisti. Regole, accorgimenti, i ritrovati della tecnologia, tutte le prassi per non lasciare tracce, per evitare che intercettazioni o denunce possano svelare l’inganno. Un Corso teorico pratico con docenti di rilievo che hanno saputo rubare e non lasciare alcuna traccia o che sanno come farla sempre franca e consentire che ci si possa riciclare, assurgendo a vittime, per ricominciare a prendere tangenti.


Negli ultimi anni, da diverse parti, si è tentato di stimare il costo della corruzione in Italia. Inchieste, denunce, rapporti ufficiali, articoli di giornali hanno tentato di capire a quanto ammonta il giro d’affari che coinvolge politici nazionali e locali, funzionari pubblici, professionisti, periti, medici, membri di commissioni, deputati, consiglieri regionali e comunali, persino giudici e componenti delle forze dell’Ordine, ispettori delle ASL e sanitari preposti al controllo. Un vero fiume di danaro che nel 2015 l’ex ministro allo Sviluppo economico Corrado Passera stimava attorno ai 100 miliardi di euro proponendo persino un decalogo anticorruzione. Disse:  “La corruzione è un cappio che stringe alla gola l’Italia e gli toglie l’ossigeno delle risorse economiche – 60 miliardi di euro sottratti alle finanze pubbliche, secondo la corte dei Conti”. Sessanta miliardi  che lo stesso Passera riteneva al ribasso diversamente dall’ex collega parlamentare Giovanardi per il quale già quella cifra sembrava enorme.

In realtà, l’evidenza di una difficoltà che è nelle cose dacché nessuno può davvero stimare quanti soldi passano sotto banco dietro tangenti, regali di vario genere ad un esercito di persone che non ha limite. Sta di fatto che l’Italia è uno dei Paesi con il più alto tasso di corruzione della Unione europea. Rubano dirigenti, funzionari, parlamentari, sindaci, ispettori, medici, commissari e tanti altri nelle cui mani passa un appalto pubblico, un incarico di consulenza, la nomina in un concorso. Per aiutare tutti costoro a rubare meglio e bene nasce in Italia il “Primo corso teorico/pratico per tangentisti” e a metterlo in piedi è un pool di giornalisti napoletani coordinati da un formatore e “mental coach” che ha voluto aprire così un fronte di formazione finora inesplorato. L’idea è nata anche dalla concreta osservazione di alcune vicende locali realmente accadute che hanno coinvolto alcuni politici locali (sindaci, assessori, consiglieri) in alcune zone d’Italia dove si è osservato un rovesciamento dei fatti. In questi posti è venuto fuori con prepotenza la vera inclinazione degli italiani a considerare la “mazzetta” non solo possibile ma anche auspicabile se serve a far funzionare meglio un paese, a far lavorare di più le aziende locali, a far girare l’economia del posto.

“Quando si crea un sistema di tangenti – hanno scritto gli ideatori negli opuscoli cartacei che descrivono il Corso per tangentisti – sono tutti più euforici. In un sistema così fatto i fatturati di molte aziende locali crescono a dismisura. Ciò serve a consentire molte buone cose. Il sindaco tangentista è più generoso con i suoi concittadini che sono nel bisogno perché può sottrarre nell’immediato dal bisogno impellente quel cittadino che deve pagare la bolletta dell’enel e non ha i soldi. Saranno preziosi, in quel caso, i soldi in nero avuti dalle tangenti a creare quel consenso che servirà nei momenti utili. Allo stesso modo il funzionario, il medico, il commissario tangentisti avrà bisogno di riciclare i soldi delle mazzette e così comprerà tutto in nero senza badare a limiti: tecnologie, abiti firmati e ogni tipo di bene”. Discorso a parte, ma altrettanto interessante meritano le tangenti che non arrivano con i soldi ma con orologi costosi, case che d’improvviso entrano nel patrimonio personale senza che nessuno se ne sia accorto e molto altro. Qui altri tipi di cautele anch’esse sono compendiate nel Corso.

Il “Corso teorico/pratico per tangentisti” prenderà il via già dai primi di luglio dopo che il numero chiuso che il pool di organizzatori ha previsto sarà completato. Quei fortunati che riusciranno ad entrare potranno trarre un immediato vantaggio dal valore del corpo docente che è stato selezionato. Lezioni di tecnologia informatica accanto a veri e propri percorsi tenuti da esperti funzionari di banca con i quali i partecipanti potranno sapere in che modo eludere ogni controllo, gestire conti correnti con nomi di terzi, evitare ogni fastidio con il fisco. Altre tappe formative riguarderanno invece gli aspetti più pratici. Come “bonificare” un auto dal pericolo di intercettazioni, come evitare di essere seguiti o intercettati al telefono. Come capire quando è il caso di essere più cauti. Si insegneranno nomi in codice, sigle efficaci, stili con cui “accalappiare” quegli imprenditori disposti a pagare senza nulla dire. Si calcola, infatti, che per uno che denuncia molti altri siano coloro che che devono pagare senza ribattere per meglio essere meglio e più considerati.

Il Corso prevede inoltre esercitazioni pratiche, abilità nel produrre scatole, borse, fondi di auto che possano contenere tangenti senza essere presi con le mani nella marmellata. Uno psicologo insegnerà ai partecipanti, inoltre, come, in caso di denuncia o di arresto, è possibile giocare il miglior ruolo per trasformarsi in vittima e riuscire ad attraversare per intero quel tempo che occorre prima di poter ritornare alla carica magari dopo un processo e dopo essere stati assolti o averla fatta franca in qualche modo nelle pastoie della giustizia italiana così garantista verso i colpevoli, gli assassini e i tangentisti. Su quest’ultimo aspetto docenti avvocati penalisti potranno far comprendere ai partecipanti quanti e quali modi ci sono per evitare una condanna, ribaltare le prove, mettere le cose a proprio vantaggio anche quando innegabili evidenze potrebbero far pensare al peggio.

Il perfetto tangentista italiano, anche quando viene beccato con le mani nella marmellata, non si dichiara mai colpevole e non è mai disposto ad ammettere le proprie colpe pur di non perdere i privilegi e gli agi che può potuto accumulare prendendo tangenti. Inoltre, egli sa che gli italiani amano il rischio e considerano in alto grado coloro che rubano e la fanno franca perché ritenuti più intelligenti, più furbi e più capaci degli altri e massimamente idonei a governare il bene pubblico, a guidare una commissione, a chiede e richiedere l’approvazione popolare. Il Corso sarà diffuso anche su youtube con lezioni online completamente gratuite da pagare, magari, all’incasso della prima e prossima tangente.