Una festa che, come negli anni passati, doveva essere soprattutto religiosa per riscoprire gli ideali dal santo di Padova a cui è dedicata la parrocchia francescana di Sant’Anastasia. Un Comitato festa, quello di Sant’Antonio, che doveva muoversi in sintonia con la volontà dei Frati francescani del convento e che, invece, adesso dice di essersi sentito usato. Un’associazione, “Love for Sant’Anastasia”, che, già molto attiva su tanti (per alcuni troppi) fronti, decide di proporre una manifestazione di due giorni e di farla nel cuore del borgo di Sant’Antonio a “braccetto” con il “Comitato festa” e negli stessi giorni dei festeggiamenti della tradizionale festa di Sant’Antonio. Tutto bello fino a quando…


Sant’Anastasia | Sulle locandine di cui i social sono già pieni da giorni campeggiano in bella vista tre loghi. Da una parte l’associazione “Love for Sant’Anastasia”, al centro il logo del “Comitato Festa di Sant’Antonio”, dall’altro lato quello del Comune di Sant’Anastasia che all’Associazione “Love for Sant’Anastasia” darà 500 euro come contributo. La sorpresa voleva essere grande con tanto di cibo tradizionale, di street food, bancarelle e stand i cui “venditori”, tra l’altro, pagheranno un costo per poter vendere i loro cibi negli stessi giorni in cui una mongolfiera salirà al cielo per onorare il santo di Padova e uno spettacolo di fontane danzanti sarà allestito in piazza Siano. Civile e religioso, sentimento per il santo di Padova e tradizioni enogastronomiche locali, cibo e preghiere mescolati assieme in un’unica “notte al borgo” che di notte, in realtà, ne avrà due, quelle di sabato 9 e domenica 10 giugno, ma che come immediato effetto ha avuto, il giorno prima di una conferenza stampa indetta dall’associazione “Love for Sant’Anastasia” per giovedì 31 maggio, una chiara e risentita presa di posizione dei Frati francescani di Sant’Antonio che nulla sapevano. Ad esprimere il disappunto è il superiore del convento  padre Gianbattista Buonamano che ha ricevuto una lettera d’invito alla conferenza stampa per una manifestazione che gli anastasiani associeranno, come indica la locandina dell’evento, di sicuro ai festeggiamenti in onore di Sant’Antonio e che, invece, è del tutto estranea alle volontà della comunità religiosa e del “Comitato Festa Sant’Antonio”.

Intanto per capire come si è potuto arrivare ad una polemica che rischia di creare lacerazioni volendo i Frati francescani tutelare la loro estraneità ad un evento che non condividono e che non volevano associare ai festeggiamenti del loro santo abbiamo voluto sentire tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda. I Frati, innanzitutto, che dapprima per bocca del loro parroco, padre Giacomo Verrengia, e poi del superiore, padre Gianbattista Buonamano, si sono sentiti usati e coinvolti in una manifestazione realizzata in prossimità del 13 giugno,  attorno al convento con stand per i quali si sono chiesti soldi con locandine su cui campeggia l’immagine del santo di Padova e il logo del loro “Comitato Festa” che ogni anno lavora affinché si possano realizzare attorno ai riti religiosi momenti di fraternità e di convivio senza nessuno scopo economico. I Frati si dicono massimamente dispiaciuti e chiedono all’associazione “Love for Sant’Anastasia” di ritirare tutte le locandine che sono già in giro sulle quali c’è anche il coinvolgimento del “Comitato Festa Sant’Antonio” e l’immagine del santo. Dall’altra parte la testimonianza del presidente di “Love for Sant’Anastasia” Mimmo De Simone che  ricostruisce, su nostre domande, la posizione dell’associazione che guida e che ha partorito l’idea del progetto e ne sta curando la realizzazione. Dice che al “Comitato Festa” fu proposto di realizzare, in occasione della festa di Sant’Antonio 2018, una manifestazione che la sua associazione aveva in mente, dal titolo “una notte al borgo” e che il “Comitato Festa” non solo ne fu entusiasta ma accettò subito e iniziò a collaborare per la sua buona riuscita. Dice che ogni passaggio fatto, in queste settimane, è stato condiviso anche dai componenti del “Comitato Festa” e che nulla è stato fatto senza che loro sapessero. Dice che riteneva scontata la sintonia d’intenti tra i Frati francescani e il “Comitato Festa” e che l’evento vuole portare luce sulle tante belle cose che il territorio cittadino esprime. Dice che la manifestazione “Una notte al borgo” costerà più di 5.500 euro e che solo i Bottari, il gruppo di musicisti casertani, costa 800 euro a cui bisognerà aggiungere il service e che con un impegno economico così alto non si poteva non chiedere a coloro che venderanno cibo un costo per le loro postazioni. E dice, infine, che la collaborazione tra il “Comitato Festa” e altre associazioni come la sua era stata anche sollecitata dallo stesso presidente del “Comitato Festa” Vincenzo Manfellotto.

A confermare l’apertura del “Comitato Festa” a collaborazioni con altre associazioni, a guardare bene in rete, c’è anche un post del 29 novembre 2017 sul quale lo stesso Mimmo De Simone aveva espresso con un “like” il suo apprezzamento nel quale si legge: “Carissimi, mi lusinga e mi porta trepidazione il rinnovo della nomina di Presidente del comitato festa 2018, ravviso il bisogno di indirizzare queste righe a tutti voi. Il saluto del presidente del comitato ad inizio del suo mandato è ormai un atto consolidato ma non per consuetudine che ho deciso di scrivere qui alcune mie riflessioni, quanto per l’esigenza di comunicarvi i miei progetti e condividerne le sensazioni che da sempre accompagnano e fanno da cornice ai festeggiamenti in onore di Sant’Antonio. Un ringraziamento va senza dubbio al parroco, al consiglio pastorale che hanno voluto ancora una volta affidarmi un incarico prestigioso ma denso di responsabilità, dimostrando stima e fiducia nei miei confronti. Non posso sottacere l’apprezzabile collaborazione e disponibilità degli altri membri del comitato, posso assicurarvi che ci sono tutti gli ingredienti giusti per una buona riuscita di quanto ci apprestiamo ad organizzare. Rinnovo l’invito a quanti vorrebbero prendere parte ad organizzare insieme a noi, siete i benvenuti.  La sfida è difficile e impegnativa e i tempi che viviamo sono all’insegna dei sacrifici giornalieri, ma sento che saranno proprio queste difficoltà a fornirci l’input necessario per puntare al massimo. Grazie a tutti dal vostro già Presidente ! Vincenzo Manfellotto“. E poco dopo, il 2 marzo di quest’anno, sulla pagina facebook del “Comitato”, si leggeva, a supporto, questa lettera d’invito…

Ma su questa vicenda e sulla polemica che ha generato il coordinatore (come lui stesso oggi preferisce essere definito) del “Comitato Festa”, Vincenzo Manfellotto – il cui nome appare nella locandina dell’evento sotto la dicitura “presidente del Comitato” del quale c’è anche, come da locandina, il logo – sostiene, al contrario, che lui è del “Comitato” un semplice coordinatore e non il presidente ma, soprattutto, che nulla sapeva della locandina e che l’ha vista solo quando già era stata diffusa sui social da Mimmo De Simone nonostante ci fosse su quella locandina il suo nome. Vincenzo Manfellotto si dice ignaro anche che coloro che staranno sotto gli stand a cucinare e vendere cibo hanno dovuto pagare. Anzi. Afferma che l’accordo con “Love for Sant’Anastasia” era che tutti coloro che stavano sotto gli stand a vendere cibo non dovessero pagare e che a seconda del cibo che sarebbero riusciti a vendere avrebbero fatto un’offerta spontanea al “Comitato Festa” per le attività che esso svolge. Parla di un sondaggio su facebook dove il “Comitato Festa” ha chiesto ai cittadini che cosa preferivano tra i fuochi d’artificio e lo spettacolo delle fontane danzanti e che i cittadini hanno scelto per questo secondo evento che si terrà in piazza Siano solo perché il camion con l’allestimento delle fontane non può arrivare a Sant’Antonio. Dice che a nome del “Comitato” sapeva anche che i Frati non erano d’accordo con questa manifestazione ritenuta estranea alla tradizione e allo spirito che in questi anni ha animato la festa di Sant’Antonio e che “Love for Sant’Anastasia” avendo appurato il disappunto del parroco ha agito in autonomia senza che peraltro vi fosse la possibilità – aggiunge il coordinato – che qualcuno potesse impedire all’associazione di Mimmo De Simone di non fare una manifestazione sul suolo pubblico. 

Alcuni componenti del Comitato Festa Sant’Antonio con Vincenzo Manfellotto
Nella foto, Vincenzo Manfellotto con altri componenti del “Comitato Festa” e con Mimmo De Simone presidente dell’Associazione “Love for Sant’Anastasia”

Fin qui i fatti ricostruiti dalla testimonianza dei diretti interessati a polemica scoppiata e a poche ore da una “resa de conti” che sembra possa prestarsi la conferenza stampa indetta dall’associazione “Love for Sant’Anastasia” per giovedì 31 maggio quando nell’aula consiliare si ritroveranno tutti coloro che sono coinvolti per dire la propria. Intanto, i Frati francescani e il loro superiore padre Gianbattista Buonamano ha ritenuto di telefonare anche al sindaco, essendo l’amministrazione parte coinvolta, alla quale è arrivata anche dall’associazione di Mimmo De Simone la richiesta di chiudere per due giorni (quelli della “notte al borgo”) l’accesso alle auto per la zona di Sant’Antonio. I Frati sentono di essere stati usati e di non aver per nulla gradito il mescolamento tra una festa che doveva restare religiosa e “gratuita” come sempre è stato e  che, invece, rischia di diventare tutt’altro. Usati si sentono anche coloro che sono nel “Comitato Festa” e che si impegnano, nel corso dell’anno, per la buona riuscita dei festeggiamenti. La polemica potrebbe riservare altre sorprese se nessuno riesce ancora a rispondere ai quesiti principali di questa spiacevole vicenda. Chi sapeva? Chi ha frainteso? Chi sta bleffando? A chi gioverà il clima della polemica? Chi saprà ora fare una severa autocritica?  E, infine, come potranno i Frati francescani non essere associati ad una manifestazione della quale nulla sapevano e che, anzi, rispetto alla quale avevano persino mostrato disappunto per la prossimità dei riti religiosi?