Livio Simolo, un anno dopo, per ricordarlo ancora

Il 23 novembre dello scorso anno 2016 scompariva, all’età di 75 anni, Livio Simolo. Aveva legato la sua storia a Sant’Anastasia grazie al connubio umano e professionale con Maria Flora Rea, biologa anastasiana impegnata nel passato anche in politica. Riservato, irpino d’origine e della sua Rocca San Felice, in provincia di Avellino, Livio Simolo ha lavorato per anni alla guida della Chirurgia dell’ospedale San Gennaro di Napoli. Sabato 25 novembre a ricordarlo saranno i colleghi e gli amici del San Gennaro alle 11 con una Messa che sarà celebrata presso la cappella di quello stesso ospedale che ha visto la militanza professionale e umana di Livio Simolo.

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A casa di Maria Flora Rea non si accendeva il camino da due anni. Accadde solo per pochi giorni di ai primi freddi del 2016, quelli nel corso dei quali, un anno fa, Maria Flora Rea e Livio Simolo si stavano preparando al Natale dello scorso anno. Un anno dopo, da qualche giorno, il camino a casa Maria Flora è compagnia, mette speranza per il futuro, accompagna i ricordi, lenisce e, forse, guarisce qualche ferita ancora troppo aperta. Giacché nel corso degli ultimi mesi la casa, che si era fatta dimora per Livio e Maria Flora, curata nei minimi dettagli dal dirupo che era prima che vi abitassero, alle spalle dell’Ufficio postale di Sant’Anastasia, era rimasta spesso vuota.

Vuota per ospitare i ricordi della vita quando una vita finisce. Vuota come le cose che dobbiamo riabitare. Un anno fa andava via Livio Simolo. Era stato a Sant’Anastasia senza fare rumore, con discrezione e mitezza. Livio era colto ma non ostentava per nulla la sua cultura. Così come accadeva per la sua filantropia. Aveva curato e aiutato diversi anastasiani. Si era rifiutato sempre di stare al centro di ogni polemica. Viveva in città immerso nelle sue letture, nell’amore per la musica, nella partecipazione ad alcune iniziative locali come la rassegna del cinema al Metropolitan. E fa piacere ricordare il senso del suo vivere, ad un anno dalla sua dipartita, non solo perché aiuta, una volta di più, Maria Flora Rea impegnata ad elaborare un lutto che ancora la mette alla prova. Sono stati, per lei, mesi lungi e difficili ma un barlume, il fuoco del camino riacceso, il valore del ricordo sembra farsi più spazio di prima. Il nostro incoraggiamento affinché quella stessa casa che avevano costruito per il loro legame di vita possa farsi luogo di accoglienza, di carità, di ospitalità, di iniziative culturali vocate a quelle stesse passioni che sono state di Livio Simolo e sono anche di Maria Flora Rea. Ci pare il modo migliore per tenere in vita coloro che sono andati via.

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