Un cacciatore senza scrupoli uccide una giovane volpe di montagna

Come ogni domenica mattina, anche quella del 5 novembre 2017, profittando che sulla regione Campania ancora il sole teneva, Pasquale e Pierino Abete, come da anni, decidevano di fare il loro solito giro tra i sentieri che dal centro di Sant’Anastasia porta fino alla sorgente dell’Olivella e oltre. A passo d’uomo e poi ancora un altro per arrivare poco sopra la località denominata del Volto Santo quando all’improvviso hanno trovato, già riversa a terra e morta per un proiettile di fucile da cacciatore, una giovane volpe che tentava unicamente di attraversare, da un lato all’altro, la siepe. Un cacciatore ha deciso di spararle senza scrupoli e senza alcun motivo se non per il puro e stupido divertimento.

Domenica 5 novembre, i sentieri del Parco nazionale del Vesuvio sono a pochi passi salendo dalle stradine di Sant’Anastasia, nelle sue zone più a monte di Sant’Antonio, per arrivare, con una bel giro di allenamento, fino alle sorgenti dell’Olivella e anche più sopra. Pasquale e Pierino Abete, due anastasiani ambientalisti da sempre, hanno il giovedì e la domenica che dedicano alla corsa nei sentieri del Parco. Sono allenati e difendono così il loro amore per la natura e per uno stile di vita che non compendia la carne a tavola e, sopratutto, prevede corse ripide a contatto diretto con la natura. Per coloro a cui è capitato di aggregarsi in questi anni è stata sempre una grande e bella esperienza. Pasquale e Pierino amano la natura e si impegnano a portare ovunque un messaggio ambientalista. Lo hanno fatto persino con i ragazzi delle scuole cittadine accompagnati e guidati lungo i sentieri del Parco in diversi momenti dell’anno. Sono animati dallo stesso amore che pervade pochi altri anastasiani che sui sentieri cittadini del Parco nazionale del Vesuvio vanno a correre da anni osservando una natura che cambia ma anche la mano dell’uomo incivile e volgare. Così può capitare di trovare lungo quei sentieri, come è capitato a loro in questi anni, resti di autovetture smontate, moto, divani, frigoriferi abbandonati, immondizia di vario genere e, qualche volta, coppiette che si appartano per trovare un po’ di intimità.  Raramente hanno trovato carcasse di animali uccisi da altri animali, di uccelli feriti o uccisi dagli uomini o altri invertebrati e specie protette. Non era mai capitato, infatti, di trovare, come in questa domenica di novembre una giovane volpe riversa a terra e uccisa da poco per mano di un cacciatore senza scrupoli che voleva solo divertirsi. Pasquale e Pierino non credevano ai loro occhi. Si sono fermati e non sapendo cos’altro fare, essendo già morta, hanno voluto fotografare per denunciare il gesto assurdo del cacciatore ignoto. Una ferita sul corpo che ha reciso e fermato la corsa della giovane volpe.

Di sicuro non servirà a rintracciare il cacciatore che se ne sta ben nascosto ma il vile gesto andava segnalato e reso pubblico. Così, uniti alla sensibilità di Pasquale e Pierino, abbiamo ritenuto di farlo in fretta affinché nessun’altro cacciatore possa essere ispirato da un pensiero così folle. Per la zona improvvida e abbastanza deserta lungo la quale il cacciatore ha potuto sparare alla giovane volpe l’unico rimedio è confidare che non vi sia altro uomo, per quanto abituato a sparare essendo un cacciatore, così insensanto e stupido da sparare senza motivo ad una specie che rimane protetta sui sentieri del Parco nazionale del Vesuvio e in altre zone d’Italia. La natura richiede, anche quando si è cacciatori, il rispetto di certe regole elementari che nessuna repressione o sorveglianza può garantire se non il buon senso di tutti coloro che vivono e amano la montagna e l’ambiente. Il ringraziamento, intanto, va a Pasquale e Pierino Abete che hanno voluto documentare con il loro racconto e con le due foto il disdicevole accadimento di questa domenica.

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