Il bracciale dei non vedenti che emette segnali acustici

L’ultimo appuntamento delle tre giornate dedicate alle nuove tecnologie, si é svolto giovedì 19 ottobre c.a. presso l’Istituto Paolo Colosimo di Napoli; il protagonista, questa volta, è stato ABBI (Audio Bracelet for Blind Interaction). ABBI è un bracciale progettato da Monica Gori, psicologa e ricercatrice del Dipartimento di Robotica, scienze cognitive e del cervello dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, che aiuta i non vedenti, in particolare i bambini, ad orientarsi nello spazio interagendo in modo efficace con l’ambiente esterno fin dai primi anni di vita. Scopo del progetto è la riabilitazione sensoriale e motoria dei disabili visivi.

di sandra minichini

Il braccialetto per non vedenti, una vera novità tecnologica che può migliorare la vita di tante persone, emette un segnale sonoro che permette alla persona di sapere come si muove il proprio corpo nello spazio dando informazioni importanti anche per il controllo della postura e la coordinazione motoria. Inoltre se ABBI è utilizzato nello stesso ambiente anche da altri, il soggetto può captare il segnale sonoro emesso da un altro braccialetto individuandone la posizione. Il bracciale è stato provato dagli studenti dell’Istituto che ha ospitato l’evento e da altri bambini con disabilità visiva, i quali, tutti insieme, coadiuvati dalle Referenti dell’IIT, hanno svolto dei giochi attraverso i quali, si è notato che, grazie al segnale acustico emesso dall’ausilio, gli utenti che vi partecipavano, si mostravano abbastanza spediti e sicuri nei movimenti, nonché, riuscivano a gestire, se pur con qualche iniziale difficoltà, lo spazio circostante e le distanze gli uni dagli altri. ABBI è stato introdotto da una conferenza tenutasi giovedì scorso nei locali dell’Istituto Colosimo, dove, hanno preso parte il Presidente sezionale Uici di Napoli, Mario Mirabile; alcuni dei membri della Commissione Ausili, Nuove Tecnologie e Accessibilità della Sezione Uici di Napoli, Sandra Minichini e Giuseppe Fornaro, quest’ultimo Coordinatore della stessa; le Ingegnere, Sara Finochietti e Chiara Martolini, la Dottoressa Maria Bianca Amadea; la Referente dell’Istituto Paolo Colosimo, Tiziana Petrosino e il Vicepreside dello stesso Istituto, Alessandro Calanni; il Comune di Napoli con la presenza dell’assessore alle politiche sociali Roberta Gaeta; in Rappresentanza della Regione Campania, Gabriella Pagano; i quali hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa dimostrando tanta curiosità verso il bracciale sonoro e unanimità nella scelta della location dove sono stati realizzati i tre eventi, con l’auspicio che l’Istituto Colosimo possa ritornare in auge offrendo, ancora, occasioni di inserimento sociale e lavorative ai minorati della vista.Si vogliono ricordare i tre eventi, sopra citati, nati in seno alla Commissione Ausili, Nuove Tecnologie e Accessibilità della Sezione Uici di Napoli, i quali eventi hanno promosso tre Ausili di nuova generazione realizzati da aziende italiane per favorire l’autonomia dei video lesi: HORUS, il dispositivo creato per il riconoscimento volti, oggetti e per la lettura; BEL, il Bastone Elettronico con sensori che, tramite il segnale acustico, avvisa in prossimità di ostacoli; chiude i “Three Technology Days”, ABBI, il bracciale sonoro, di cui se n’è parlato sopra. Le tre giornate dedicate alle nuove tecnologie e che hanno contato un numero sopraelevato di utenti, sono state fortemente volute dalla Commissione sopra citata e dalla stessa realizzate con cura di dettagli, stile e accoglienza in collaborazione con lo Staff dell’Istituto Colosimo. L’operato della Commissione Ausili, Nuove Tecnologie e Accessibilità mira ad un unico obbiettivo, realizzare la tanto auspicata autonomia delle persone affette da minorazione visiva, facendosi, altresì, portavoce dei principi che l’Informazione e la Formazione sono i punti di partenza dove poter costruire una Società che possa definirsi Civile, a misura anche di coloro definiti diversamente abili; l’autonomia di questi ultimi è un fatto possibile e le Tecnologie assistite ce ne danno ampia dimostrazione; come, la stessa Commissione ci ha dimostrato con l’App Cromnia che un cieco può, in piena autonomia, vestirsi abbinando perfettamente i colori. Cromnia, l’App che discrimina i colori, è un altro dei lavori che la Commissione ha realizzato insieme alla Developer Academy di Napoli e, con la quale, ha dichiarato di proseguire nella collaborazione.Sono in serbo molte altre iniziative, la prossima prevista per il mese di Novembre c.a. …un nuovo ausilio, una nuova invenzione per i ciechi e gli ipovedenti. Ed è così che le Tecnologie aprono a nuovi orizzonti offrendo possibili soluzioni a tutti! Al prossimo appuntamento!

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