Francesco Ragosta, il teatro di un giovane anastasiano

Francesco Ragosta è un giovane attore anastasiano che frequenta, grazie anche al sacrificio dei suoi genitori l’Accademia Internazionale di Teatro a Roma lì dove è nata anche, quest’anno, l’Associazione culturale Post-it 33. Ha talento Francesco e hanno talento i suoi compagni di palco e di Associazione che sabato 14 e domenica 15 ottobre hanno fatto debutto al Teatro di Somma Vesuviana con uno spettacolo  dal titolo “Quando avevo solo vent’anni” su testo inedito di Mariano Viggiano e la regia firmata proprio dall’anastasiano Francesco Ragosta.

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La storia di Francesco Ragosta, giovane attore anastasiano merita grande attenzione e soprattutto un grande rispetto. Dopo gli studi superiori compiuti all’Istituto Pacioli di Sant’Anastasia, Francesco decide di seguire il suo sogno più grande e, invece di farlo partendo e restando nelle contrade del proprio paese, sceglie una strada più impervia ma, per questo, più affascinante. Si trasferisce a Roma e con il sostegno e l’aiuto dei suoi genitori, di Anastasio, il padre e di sua madre, Francesco si iscrive e inizia a frequentare l’Accademia Internazionale di Teatro – Scuola di Recitazione che è Roma. Un Corso di Laurea Triennale in Recitazione con annovera anche il Corso di Diploma Accademico di I° Livello in Recitazione ed è rivolto a giovani in possesso del diploma di Scuola Media Superiore, che intendano lavorare a ritmi intensivi e con obiettivi professionali di alta formazione, sulle discipline del teatro e dello spettacolo previste dal piano di studi della AIT.

Francesco ha talento, tenacia, passione e di questo si accorgono anche a Roma. Se ne accorgono pure i genitori che decidono di fargli continuare l’esperienza fondamentale di Roma. Accade così che quest’anno, Francesco Ragosta, assieme ad alcuni suoi colleghi di teatro, decide di mettere assieme l’Associazione culturale Post-it 33 e di iniziare a cimentarsi, poliedrico com’è, nella regia di uno spettacolo dal titolo “Quando avevo solo vent’anni”.

Sabato 14 e domenica 15 ottobre lo spettacolo ha fatto debutto nella sua terra d’origine lì dove Francesco ha alimentato la sua passione per il teatro. Testo, musica, arrangiamenti e dialoghi sono degli stessi componenti l’Associazione culturale Post-it 33, che di fatto è diventata una fucina di belle promesse, di giovani attori, musicisti, registi. Francesco era con loro e per due giorni ha portato una fetta di Roma e della vivacità culturale della capitale a pochi passi da casa sua.

Lo spettacolo è la storia di un giovane che si è appena diplomato messo davanti ad un bivio che in molti conoscono. Se cioè fare del proprio sogno il cammino della vita per quanto incerto e mai concluso o arrendersi ad un’esistenza più comune per ascoltare la propria famiglia.

Lo spettacolo, inedito come tutti quelli che l’Associazione Post-it 33 porta in giro per la penisola segna un vero esordio nella terra vesuviana. Lo sanno bene gli amici di Francesco che, nei giorni delle prove serrate, hanno ricevuto una grande accoglienza da molti anastasiani anche quando hanno provato lo spettacolo presso i luoghi ex Pascarella ed ex Pineta in via Roma a Sant’Anastasia.

Una ventata di freschezza che è passata per il Summarte dove seguendo il dilemma di un bivio lo spettacolo ripercorre lo scontro spesso imperante tra le diverse opinioni degli amici, dei familiari e persino della fidanzata del protagonista principale che deve prendere la decisione della sua vita e che sarà sofferta: verrà dopo un patimento, metterà alla prova tutto e tutti coloro che sono in scena. Da Marco Allegretti a Giorgia Lunghi, da Salvatore Riggi a Mariano Viggiano con la partecipazione di Sonia Remorini e con, ovviamente, Francesco Ragosta che è sulla scena ma anche alla regia curata con scrupolo.

Ci piace pensare che, questa volta, un anastasiano che vive la sua giovinezza nelle zone delle arti tra cinema, teatro, spettacolo, musica, abbia deciso di cambiare un “copione”. E invece di praticare la sua crescita artistica rimando a casa, abbia trovato a Roma una fucina di idee e un luogo di formazione e di crescita.

L’occasione del Summarte è stata come respirare l’aria di casa per ricaricare un impegno non privo di sacrifici che Francesco e la sua famiglia fanno con decisione. Accanto al talento quel sacrificio, siamo sicuri, renderà un grande servigio. Lo ha potuto vedere anche il folto pubblico che nelle due serata ha visto lo spettacolo con grande soddisfazione dei giovani attori e con essi del giovane anastasiano che ha saputo integrarsi nella capitale presso una scuola di recitazione non facile ma da cui sta mutuando la tecnica e la mentalità giuste.

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