Il paese che non vuole cambiare. O forse sì

A tratti sembra stanco, magari rassegnato il paese che conta primati, paure e qualche nostalgia di un passato non sempre definito. Forse il cambiamento non arriverà dagli spazi della politica, dai soliti nomi ancora in pista, dallo scontro delle fazioni. Con i giovani che proprio nella politica sono ancora troppo “dipendenti” dalle vecchie logiche è difficile si determini un cambiamento di mentalità. A Sant’Anastasia il cambiamento potrebbe venire con il tempo. Ma l’interesse per il bene comune è ancora di pochi. La maggior parte preferisce non immischiarsi con il fango e lo stress che tante volte copre e colpisce chi si occupa di politica, associazioni o cura del bene comune.

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Il cambiamento a Sant’Anastasia potrebbe non venire dalla politica pur sempre troppo litigiosa. A determinarlo potrebbero essere le azioni coraggiose di alcuni, tra giovani e meno giovani, imprenditori che stanno decidendo di investire comunque a Sant’Anastasia in attività commerciali nuove. Il centro più storico sta cambiando, si sta ripopolando grazie proprio agli investimenti e alle buone idee di alcuni giovani anastasiani che, questa volta, hanno avuto successo. L’economia potrebbe essere un volano se viene da iniziative e volti giovani. La politica batte fiacca il passo nonostante l’Amministrazione Abete si stia adoperando, tra non poche difficoltà, per mettersi al fianco delle nuove attività e di una concreta idea di sviluppo nonostante i ritardi e la lentezza di certe cose. Quello che continua a mancare è un nuovo e rinnovato interesse per il bene comune. Fanno eccezione le attività di alcune associazioni che si danno da fare per animare, in diversi momenti, dell’anno la vita cittadina. Un plauso a loro che aumenterebbe se le associazioni, tutte assieme, invece di contendersi spesso primati o denigrarsi a vicenda riuscissero a fare squadra su alcune iniziative importanti.

Intanto, il mondo della scuola deve ancora colmare un ritardo enorme prima di riuscire ad affermare una maggiore cooperazione tra istituti, indirizzi, uno spiccato spirito di squadra che non c’è tra dirigenti scolastici e docenti di ogni ordine e grado. Il clima di antagonismo che la scuola dei dirigenti e dei docenti a Sant’Anastasia si porta dietro  da anni non è ancora cambiato, non ha finito di determinare i suoi effetti negativi. L’inaugurazione dell’anno scolastico in corso avvenuta in uno degli istituti comprensivi della città con grande parata politica non è stato un bel segnale per gli altri istituti, docenti, dirigenti che, pur accodandosi all’evento per quello che è potuto sembrare il trionfo di una sola delle tre dirigenti anastasiane, non hanno accresciuto, di certo, la grande stima reciproca che li può connotare. Anche da questo clima ostile, nei diversi settori della città, dalle divisioni ataviche che sono in molti ambienti cittadini il cambiamento riceve colpi bassi e Sant’Anastasia stenta ancora a lasciarsi indietro un vecchio modo di essere.

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